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Milan, Yonghong Li: ''Acquisto club trasparente e regolare''

Li Yonghong (ansa)
Il proprietario della società rossonera risponde in prima persona ai dubbi che circolano fin dall'inizio della sua acquisizione replicando alla notizia sull'avvio di un'indagine da parte della Procura sulla cessione: ''Tutte le procedure sono state seguite nel pieno rispetto delle leggi''
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MILANO - Per la prima volta Yonghong Li risponde in prima persona ai dubbi che circondano fin dall'inizio la sua acquisizione del Milan. Il proprietario del club rossonero affida a un comunicato ufficiale la replica alla notizia pubblicata da Stampa e Secolo XIX sull'avvio di un'indagine da parte della Procura di Milano sulla cessione del Milan: "I recenti articoli, relativi a una presunta indagine per riciclaggio a carico del gruppo Fininvest, vicenda poi smentita dalla stessa Procura della Repubblica, mi impongono di fare delle precisazioni in quanto parte coinvolta in questa vicenda. Il processo di acquisizione di AC Milan si è sempre svolto con la massima trasparenza, regolarità e correttezza, con il supporto e la consulenza di advisor finanziari e legali di livello internazionale".
 
OPERAZIONE SOSPETTE - Yonghong Li si affida alle parole pronunciate domenica mattina dal procuratore capo di Milano, Giuseppe Greco, che aveva negato l'esistenza di procedimenti penali sulla vendita del Milan. Non è stata invece smentita la notizia relativa alla spedizione alla Procura di Milano di una relazione del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, basata su "tre segnalazioni di operazioni sospette" trasmesse dall'Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d'Italia alle stesse Fiamme Gialle. Ed è anche sulla base del contenuto di questa relazione che il procuratore aggiunto, Fabio De Pasquale, deciderà se aprire o meno un fascicolo con l'iscrizione di un'ipotesi di reato.
 
"PROCEDURE CORRETTE" - Yonghong Li ripercorre i passaggi successivi al closing: "Tutte le procedure sono state seguite nel pieno rispetto delle leggi e delle prassi vigenti. Tutti gli istituti finanziari, sportivi e le authority coinvolti hanno ricevuto nei tempi previsti la documentazione necessaria o richiesta per valutare ed approvare non solo il processo di 'closing' ma anche i requisiti della nuova proprietà ora alla guida del club". Infine la minaccia di adire le vie legali: "Ciò che ho letto in questi giorni non riflette nel modo più assoluto la realtà dei fatti. Ritenendo pertanto la mia persona, il gruppo che presiedo, e Ac Milan Spa parti lese di questa spiacevole e inaccettabile campagna mediatica, basata su congetture e informazioni non corrette, ci riserviamo di avviare tutte le opportune azioni legali al fine di tutelare al meglio l'immagine, la reputazione e la consistenza economica delle società del gruppo Ac Milan Spa".
 
CDA FIUME - Questa smentita arriva nella giornata di un lunghissimo Cda del club rossonero che avrebbe dovuto analizzare anche le possibilità esistenti di rifinanziamento del debito in scadenza con Elliott a ottobre 2018. La lunghezza della riunione, con i componenti cinesi del Cda collegati in videoconferenza, è dovuta anche alla decisione di prendere questa posizione ufficiale. Un'uscita pubblica che, ad esempio, era mancata dopo l'inchiesta del New York Times che ha certificato l'impossibilità di ricondurre della miniera di fosforo di Fuquan a Yonghong Li. La mancanza di una smentita a una denuncia così autorevole lasciò perplessi anche alcuni ambienti del club rossonero. Ora invece Yonghong Li è uscito allo scoperto anche se continua a mancare ogni precisazione sulla consistenza della sua attività imprenditoriale, la lacuna che condiziona ogni passaggio di questa nebulosa vicenda.
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