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Milan, Calabria: "Dobbiamo ripartire dal Cagliari"

La squadra all'evento milanese (fotogramma)
Borini: "Ci siamo preparati alla grande". Ipotesi asta: un eventuale surplus andrebbe comunque a Yonghong Li
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MILANO - Il Milan deve testare a Cagliari, alla ripresa nella 2a giornata di ritorno, se la condizione in miglioramento prima della sosta ha tenuto nonostante le due settimane di pausa con la prima di vacanza. Per scongiurare il pericolo Gattuso ha fatto ripartire la squadra a Milanello a ritmo molto elevata: "Ci siamo preparati alla grande, mister Gattuso ci ha aiutato a recuperare la condizione dopo una settimana di vacanza", ha spiegato Davide Calabria, intervenuto insieme a a gran parte della squadra di un evento nello store dello sponsor Diesel, nel centro di Milano. 
 
"NESSUNO HA MOLLATO" - Proprio Gattuso è stato molto acclamato ai tifosi all'esterno del negozio. "In questi giorni ci siamo allenati con grande intensità, è stata dura ma nessuno ha mollato. Ora c'è il Cagliari e possiamo dare un'impronta al nostro campionato", conferma Fabio Borini, che ha analizzato le difficoltà del Milan a fare gol: "Dipende anche dagli avversari che lavorano per non farci giocare: per noi diventa più complicato, soprattutto per quelli come me che vengono da campionati stranieri. Per quanto mi riguarda visto che a volte gioco lontano dalla porta, a meno che non tiri da 50 metri fatico a segnare".
 
PROCEDURA IRRITUALE - Intanto il Milan preferisce non commentare un particolare della procedura che sarebbe seguita per l'eventuale vendita del club all'asta da parte di Elliott in caso di mancato rimborso del debito da parte di Yonghong Li al fondo americano a ottobre. Ne ha parlato ieri Paolo Scaroni, intervistato da Telelombardia. Il componente del cda rossonero, molto vicino a Silvio Berlusconi, ha rivelato un particolare molto curioso: se il prezzo di vendita sarà superiore all'entità del credito vantato da Elliott (303 milioni più interessi tra obbligazioni Milan e prestito a Yonghong Li) questo surplus sarà girato a Yonghong Li. E' una clausola piuttosto irrituale rispetto a quanto succede generalmente con le vendite di beni in pegno, il cui ricavato va interamente al creditore. In questo caso invece ne beneficerebbe parzialmente anche il debitore che in quel momento non avrebbe più nessun diritto di proprietà sul club. 
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