MILANO - Non è la prima volta negli ultimi mesi che una trattativa del Milan raggiunge una temperatura elevata. L'ultimo caso riguarda Gustavo Gomez, il difensore paraguaiano arrivato ai ferri corti con il club rossonero per le complicazioni della trattativa per la cessione al Boca Juniors. Sulla vicenda aleggiano anche voci di rapporti tesi tra l'agente del calciatore e il ds del Milan, Mirabelli.
L'ACCUSA DEL PROCURATORE - "Di quello che dicono sia successo in sede, preferisco non parlare - ha detto l'agente Augusto Paraja a Tuttosport - ma vi garantisco che il Milan sta attraversando un momento di grande confusione. E mi auguro che quanto prima venga rappresentato di nuovo da personaggi all'altezza. Se non ha il livello intellettuale e professionale per dirigere un grande club e te lo danno lo stesso in mano, i risultati non sono buoni. Ormai, nel mondo del calcio tutti i giocatori, tutti i dirigenti, tutti gli allenatori ridono della situazione che si è venuta a creare al Milan. Noi siamo stati trattati malissimo, senza motivo". Poco dopo, parlando con Tuttomercatoweb.com, ha dichiarato che c'è stato un chiarimento: "La riunione di questa mattina con Mirabelli è andata bene. Abbiamo parlato con toni cordiali e ci siamo chiariti ognuno esprimendo la propria opinione". La pista Boca Juniors, che aveva offerto 5-6 milioni, sembra essersi complicata. Ora è entrato in scena il Celta Vigo.
IL PRECEDENTE DONNARUMMA - E' stata (e per certi versi è ancora) particolarmente calda anche la trattativa per il primo contratto da professionista di Donnarumma, caratterizzata da frizioni continue tra Mirabelli e Mino Raiola. Al punto che l'agente Italo-olandese ha ripetuto più volte che l'unico suo interlocutore per la vicenda è l'ad Marco Fassone. Le dichiarazioni pubbliche del ds, oltre alle discussioni private, hanno sempre riacceso le polemiche. Frizioni anche all'interno del gruppo dopo l'arrivo di Bonucci che non poteva rinunciare al numero 19, già preso da Kessié. In quei giorni di luglio il ds rossonero ha cercato di convincere l'ex centrocampista atalantino a lasciare il numero al difensore acquistato dalla Juventus. Era il momento della tournée in Cina. Una richiesta che l'ivoriano non ha accolto con particolare favore. Non sono mancati toni accesi nelle conversazioni di quei giorni. Ora è arrivato un nuovo episodio che segue lo stesso copione all'insegna di rapporti spesso conflittuali.
L'ACCUSA DEL PROCURATORE - "Di quello che dicono sia successo in sede, preferisco non parlare - ha detto l'agente Augusto Paraja a Tuttosport - ma vi garantisco che il Milan sta attraversando un momento di grande confusione. E mi auguro che quanto prima venga rappresentato di nuovo da personaggi all'altezza. Se non ha il livello intellettuale e professionale per dirigere un grande club e te lo danno lo stesso in mano, i risultati non sono buoni. Ormai, nel mondo del calcio tutti i giocatori, tutti i dirigenti, tutti gli allenatori ridono della situazione che si è venuta a creare al Milan. Noi siamo stati trattati malissimo, senza motivo". Poco dopo, parlando con Tuttomercatoweb.com, ha dichiarato che c'è stato un chiarimento: "La riunione di questa mattina con Mirabelli è andata bene. Abbiamo parlato con toni cordiali e ci siamo chiariti ognuno esprimendo la propria opinione". La pista Boca Juniors, che aveva offerto 5-6 milioni, sembra essersi complicata. Ora è entrato in scena il Celta Vigo.
IL PRECEDENTE DONNARUMMA - E' stata (e per certi versi è ancora) particolarmente calda anche la trattativa per il primo contratto da professionista di Donnarumma, caratterizzata da frizioni continue tra Mirabelli e Mino Raiola. Al punto che l'agente Italo-olandese ha ripetuto più volte che l'unico suo interlocutore per la vicenda è l'ad Marco Fassone. Le dichiarazioni pubbliche del ds, oltre alle discussioni private, hanno sempre riacceso le polemiche. Frizioni anche all'interno del gruppo dopo l'arrivo di Bonucci che non poteva rinunciare al numero 19, già preso da Kessié. In quei giorni di luglio il ds rossonero ha cercato di convincere l'ex centrocampista atalantino a lasciare il numero al difensore acquistato dalla Juventus. Era il momento della tournée in Cina. Una richiesta che l'ivoriano non ha accolto con particolare favore. Non sono mancati toni accesi nelle conversazioni di quei giorni. Ora è arrivato un nuovo episodio che segue lo stesso copione all'insegna di rapporti spesso conflittuali.