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Milan, Gattuso: ''Ora c'è più entusiasmo, con la Lazio serve una gara super''

Gennaro Gattuso (agf)
I rossoneri provano per la prima volta in stagione a battere una delle prime sei in classifica. Il tecnico, rinfrancato dagli ultimi risultati, è ottimista: ''La squadra ha lavorato bene, dobbiamo dare un segnale''. Nel giorno della memoria, ricordato il mediano degli anni quaranta Ferdinando Valletti
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MILANO - Il Milan affronta un nuovo esame contro una delle prime sei della classifica. In questo campionato i rossoneri non sono mai riusciti a uscire vittoriosi da queste sfide. Nuovo tentativo domani alle 18 con la Lazio a San Siro. La sociatà in occasione della conferenza stampa, nel giorno della memoria ha invitato i familiari del mediano rossonero dei primi anni Quaranta, Ferdinando Valletti, sopravvissuto alla Shoah.
 
Gattuso, torna il fantasma delle partitissime.
"Conosco questa statistica. La conosce il mio staff e la conoscono i giocatori. I ragazzi si sono allenati bene e abbiamo preparato bene la gara. Vedremo domani. Parlerà il campo. Serve una grandissima prestazione, dobbiamo dare un segnale, perché in casa va sfruttato il fattore campo. Dobbiamo alzare l'asticella dell'attenzione perché a Cagliari siamo stati molto fortunati al 94', dobbiamo migliorare".
Preoccupa questa Lazio in grande forma?
"Sarò una partita difficile, la Lazio ha tanti giocatori bravi tecnicamente. Quando ribaltano l'azione fanno paura, in campo si trovano senza guardarsi. Tante volte danno la sensazione di non sudare nemmeno. A fine partita non sembrano neanche stanchi. Ma non è presunzione".
Sarà anche una sfida tra lei e Simone Inzaghi, due allenatori all'inizio della carriera?
"Come allenatore conosco Simone più di Filippo. Abbiamo fatto un anno insieme al corso di Coverciano. Ci siamo confrontati su tanti particolari. Simone è molto bravo a entrare nella testa dei giocatori. Abbiamo parlato anche di questi aspetti".
Sarà anche un confronto a distanza tra Kessié e Milinkovic-Savic?
"Noi non siamo solo Kessié, la Lazio non è solo Milinkovic-Savic. Frank è più muscolare, Milinkovic-Savic è più tecnico".
Il Milan ha davanti un ciclo di partite molto intenso.
"Non ci penso. Penso solo a domani. Poi penserò alla semifinale di Coppa Italia con la Lazio e all'Udinese. Ma per adesso testa solo a domani alle 18. E comunque questa settimana abbiamo lavorato bene e anche dopo Udine avremo un'altra settimana piena per allenarci bene. Di sicuro bisognerà fare un po' di turnover".
Sembra più rilassato rispetto al solito.
"Rilassato è una parola che non conosco. Ma diciamo che vedo un po' più di entusiasmo. E mi è piaciuto come i ragazzi hanno lavorato questa settimana. Questo mi fa stare un po' più di tranquillo".
Al posto di Ricardo Rodriguez giocherà Calabria (con Abate a destra) o Antonelli?
"Non posso dirvelo. Mando la gente sugli alberi per scoprire come giocano gli altri... Anzi quelli sugli alberi servono in Serie C - ride Gattuso - in A ci sono i droni. E' più facile".
Come si fa a ottenere più gol da Kalinic?
"Metterei la firma per vedere sempre Kalinic giocare come a Cagliari. Ha conquistato il rigore, ha procurato il secondo gol. Certo, si può fare qualche gol in più. Ma in questo momento la mia priorità è giocare da squadra".
Nesta ha detto che tra 2/3 anni vorrebbe allenare il Milan: cosa ne pensa? 
"Due o tre anni mi andrebbe benissimo come tempo. Ci metterei la firma. Sandro può venire a darci una mano quando vuole. Gli diamo una stanza. Lo mettiamo anche sulla linea difensiva. Era un maestro".
Vuole dire qualcosa per i 40 anni di Buffon?
"Ma è domani. Non si fanno queste cose - ride Gattuso - voi non siete terroni, ma per noi queste cose sono importantissime. Il giorno prima non si deve dire niente. Domani parlo quanto volete di Gigi. Ma oggi no. Gli voglio bene. Non mi fate fare queste cose".

IL MILAN RENDE OMAGGIO A VALLETTI - Nel giorno della Memoria, il Milan ha voluto rendere omaggio a Ferdinando Valletti, invitando a Milanello, per la conferenza stampa di Rino Gattuso, i familiari del mediano rossonero dei primi anni Quaranta, sopravvissuto alla Shoah anche facendo valere le proprie doti calcistiche. Giocatore e operaio dell'Alfa Romeo, Valletti fu catturato a 23 anni nel 1944 dalle SS a Milano e incarcerato a San Vittore, prima di essere deportato dal Binario 21 della Stazione Centrale al campo di sterminio di Mauthausen e poi in quello di Gusen. Sopravvisse anche grazie al calcio, visto che le SS lo fecero giocare in una squadra nel campo di concentramento e poi lo trasferirono come sguattero nelle cucine di Gusen, dove riusciva a dare da mangiare di nascosto ai compagni di prigionia, fra cui il pittore Aldo Carpi. Liberato dalle truppe americane nel 1945, Valletti tornò in Italia dove riprese a lavorare all'Alfa Romeo diventando dirigente d'azienda. E' morto nel 2007 e la sua storia è stata raccontata un paio d'anni dopo dalla figlia Manuela Valletti nel libro 'Deportato I 57633 Voglia di non morire' e nel documentario con lo stesso titolo del regista Mauro Vittorio Quattrina.
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