MILANO - In campo la squadra vola, fuori i problemi invece restano. Ieri sera il Milan ha vinto il primo impegno del ciclo di tre partite con le squadre che precedono in classifica. La Sampdoria è stata regolata con una prestazione intensa e attenta: ottima la prima mezzora e notevole la capacità di limitare i due fari blucerchiati Torreira e Ramirez. Adesso restano la Roma all'Olimpico e l'Inter nel derby del 4 marzo nelle prossime due giornate.
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CHAMPIONS SENZA BINOCOLO - I rossoneri hanno agganciato i blucerchiati al 6° posto e ora non devono più osservare la zona Champions con il binocolo anche se la rimonta verso la quarta posizione resta complicata perché sarebbe necessario superare due squadre tra Roma, Lazio e Inter. Gattuso ha rivitalizzato quasi tutti i giocatori più importanti. Resta solo l'enigma André Silva, difeso con decisione nelle dichiarazioni post partita dell'allenatore rossonero: "Ogni tanto scrivete str... su André Silva". Continua a non convincere Ricardo Rodriguez ed è completamente fuori dai radar Musacchio, pagato quasi 20 milioni in estate e ormai sempre in panchina. Ma per il resto le risposte sono confortanti: Biglia è in crescita e Calhanoglu è sempre più sciolto, per citare due dei migliori di ieri sera. E al di là degli acquisti estivi Calabria e Bonaventura sono in splendida forma.
PATRIMONIO ALL'ASTA - Sempre pesante invece la situazione proprietaria. Il Corriere della Sera ha rilanciato i dubbi sulla consistenza patrimoniale di Yonghong Li. I beni del presidente del Milan sono finiti all'asta in Cina, prima dell'acquisto del club rossonero, a causa del dissesto economico di due delle società ascritte al suo nebuloso patrimonio: Zhuhai Zhongfu e Jie Ande. L'andamento della prima di queste due società (attiva nella produzione di bottiglie di plastica) era finito sotto i riflettori già nei mesi scorsi per le continue sospensioni del titolo alla Borsa di Shenzhen a causa dei mancati rimborsi di obbligazioni agli investitori. Non a caso la Zhuhai Zhongfu, in un primo momento attribuita a Yonghong Li, era poi scomparsa dall'elenco delle sue proprietà.
BENI GIA' IMPEGNATI - Questa situazione debitoria in Cina chiarisce bene perché è così difficile trovare soggetti finanziari disposti a rinegoziare i 180 milioni di debito contratti da Rossoneri Sport Lux con Elliott in scadenza a ottobre. Di fatto, con queste premesse giudiziarie in Cina, il patrimonio di Yonghong Li non può dare alcuna garanzia perché è già impegnato a tutela di altre vicende imprenditoriali piuttosto oscure. Non a caso il tempo passa, ma si fatica a concretizzare questo rifinanziamento nonostante il ricorso ad advisor internazionali.
NUOVA VESTE PER MILAN ENTERTAINMENT - Così potrebbero risultare vani gli sforzi di ingegneria finanziaria relativi al debito di 123 milioni del Milan verso Elliott con due bond alla Borsa di Vienna, un'esposizione per la quale invece non mancano fondi interessati visto che il Milan ha diverse voci di ricavi sicuri, in particolare i diritti tv. Per agevolare l'operazione il club rossonero potrebbe convogliare i suoi attivi in una good company, così come fatto dall'Inter durante la gestione Thohir. Il veicolo potrebbe essere già nella struttura del club: si tratterebbe di adattare la società Milan Entertainment Srl. Ma è evidente che il problema è relativo all'attuale proprietario, non alla società di via Aldo Rossi.
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CHAMPIONS SENZA BINOCOLO - I rossoneri hanno agganciato i blucerchiati al 6° posto e ora non devono più osservare la zona Champions con il binocolo anche se la rimonta verso la quarta posizione resta complicata perché sarebbe necessario superare due squadre tra Roma, Lazio e Inter. Gattuso ha rivitalizzato quasi tutti i giocatori più importanti. Resta solo l'enigma André Silva, difeso con decisione nelle dichiarazioni post partita dell'allenatore rossonero: "Ogni tanto scrivete str... su André Silva". Continua a non convincere Ricardo Rodriguez ed è completamente fuori dai radar Musacchio, pagato quasi 20 milioni in estate e ormai sempre in panchina. Ma per il resto le risposte sono confortanti: Biglia è in crescita e Calhanoglu è sempre più sciolto, per citare due dei migliori di ieri sera. E al di là degli acquisti estivi Calabria e Bonaventura sono in splendida forma.
PATRIMONIO ALL'ASTA - Sempre pesante invece la situazione proprietaria. Il Corriere della Sera ha rilanciato i dubbi sulla consistenza patrimoniale di Yonghong Li. I beni del presidente del Milan sono finiti all'asta in Cina, prima dell'acquisto del club rossonero, a causa del dissesto economico di due delle società ascritte al suo nebuloso patrimonio: Zhuhai Zhongfu e Jie Ande. L'andamento della prima di queste due società (attiva nella produzione di bottiglie di plastica) era finito sotto i riflettori già nei mesi scorsi per le continue sospensioni del titolo alla Borsa di Shenzhen a causa dei mancati rimborsi di obbligazioni agli investitori. Non a caso la Zhuhai Zhongfu, in un primo momento attribuita a Yonghong Li, era poi scomparsa dall'elenco delle sue proprietà.
BENI GIA' IMPEGNATI - Questa situazione debitoria in Cina chiarisce bene perché è così difficile trovare soggetti finanziari disposti a rinegoziare i 180 milioni di debito contratti da Rossoneri Sport Lux con Elliott in scadenza a ottobre. Di fatto, con queste premesse giudiziarie in Cina, il patrimonio di Yonghong Li non può dare alcuna garanzia perché è già impegnato a tutela di altre vicende imprenditoriali piuttosto oscure. Non a caso il tempo passa, ma si fatica a concretizzare questo rifinanziamento nonostante il ricorso ad advisor internazionali.
NUOVA VESTE PER MILAN ENTERTAINMENT - Così potrebbero risultare vani gli sforzi di ingegneria finanziaria relativi al debito di 123 milioni del Milan verso Elliott con due bond alla Borsa di Vienna, un'esposizione per la quale invece non mancano fondi interessati visto che il Milan ha diverse voci di ricavi sicuri, in particolare i diritti tv. Per agevolare l'operazione il club rossonero potrebbe convogliare i suoi attivi in una good company, così come fatto dall'Inter durante la gestione Thohir. Il veicolo potrebbe essere già nella struttura del club: si tratterebbe di adattare la società Milan Entertainment Srl. Ma è evidente che il problema è relativo all'attuale proprietario, non alla società di via Aldo Rossi.