MILANO - Doppio impegno in casa Milan: sui campi di Milanello la vigilia della partita col Benevento in programma domani sera a San Siro, a Nyon la discussione del "settlement agreement" davanti alla Uefa. Questa mattina la delegazione rossonera, guidata dall'ad Marco Fassone, ha incontrato i commissari del Club Financial Control Body. "È presumibile che nella proposta di settlement agreement ci saranno delle sanzioni, è quasi inevitabile - dice Fassone al termine della riunione - auspichiamo che possano essere contenute e che la commissione tenga in considerazione che c'è stato un cambio di proprietà e che noi ce la stiamo mettendo tutta per essere rispettosi delle regole. Auspichiamo che le ali non vengano troppo tarpate".
MOSSA NON TRADIZIONALE - In presenza di un maxi-debito di 303 milioni con Elliott in scadenza a ottobre (più interessi da pagare pari a circa 50 milioni) e in assenza di un rifinanziamento ancora perfezionato con un altro soggetto finanziario nonostante mesi di ricerca, è diventata determinante proprio la documentazione con la quale l'hedge fund ha garantito al Milan che farà fronte a eventuali carenze economiche di Yonghong Li: "È stata una mossa al di fuori delle regole tradizionali - continua Fassone - siccome il Milan ha un finanziamento in essere con una scadenza ravvicinata, abbiamo ritenuto opportuno presentare alla Uefa una lettera da parte del finanziatore del club che ribadisce la sua vicinanza e il suo supporto al club in qualunque evento, da scongiurare, anche remoto di default. È stato fatto per dare sicurezza alla Uefa così come era stato fatto con i revisori dei conti in occasione della semestrale".
TRE INSERIMENTI E TRE CESSIONI - Il dirigente rossonero prova a immaginare cosa potrà succedere dopo due ore di confronto con l'organismo di Nyon: "La commissione si è limitata a farci domande sui piani e sui numeri. Non ho la più pallida idea di cosa ci sia nei loro pensieri e quando sarà il momento e ci presenteranno una proposta, solo allora potremo valutarla. Al netto delle potenziali sanzioni al momento il Milan non è obbligato a vendere nessuno. Probabilmente il desiderio del club è quello di fare 2-3 inserimenti per il prossimo anno a fronte di 2-3 cessioni. Non bisogna aspettarsi la campagna dello scorso anno, lo show è stato fatto. Adesso andremo a inserire due-tre tasselli, non credo ne servano di più, per migliorarci dove siamo migliorabili".
STIMOLI PER L'EUROPA LEAGUE - A Milanello questi numeri vengono confermati da Gattuso: "Con la società ci siamo detti di prendere 3-4 giocatori per rafforzare la squadra. So i ruoli, ma non i nomi. Mi verrebbe da dire Pogba e tutti i 4 giocatori più forti, ma so che non è possibile. A me non risulta che a ogni entrata debba corrispondere un'uscita. Però, siccome abbiamo un ad e un ds, di queste cose ne parlano loro. A livello societario non ci manca nulla, io posso rassicurare i nostri tifosi che qua di fame non muore nessuno. Quello che deve arrivare arriva sempre, anzi, di più. Da milanista posso dire che tocco con mano che qua non manca nulla".
Dopo cinque partite senza vittoria in campionato - una sconfitta e 4 pareggi - il Milan deve ripartire per tenere a distanza le inseguitrici alla zona Europa League: "Non dobbiamo guardarci solo dall'Atalanta, ma anche da Fiorentina e Sampdoria. Non vinciamo da un mese a questa parte, ma siamo una squadra viva. È da un po' di tempo che sento dire che non abbiamo stimoli, sono chiacchiere da bar. Di stimoli ne abbiamo tanti".
SEMPRE A UNA PUNTA - Il problema è sempre rappresentato dagli attaccanti che non segnano, ma secondo Gattuso non è una questione di modulo a una o due punte: "Non è quello il problema principale. Se cominciamo a inventarci cose strane, poi ci allunghiamo e diventa difficile. È una mia convinzione. Devo pensare all'equilibrio della squadra. Voglio dare la sensazione di essere una squadra solida". Calhanoglu non è ancora recuperato: "Non sta benissimo, oggi proviamo a fare qualcosina. Ha solo una leggera infiammazione al tendine rotuleo, non ha problemi al legamento".
MOSSA NON TRADIZIONALE - In presenza di un maxi-debito di 303 milioni con Elliott in scadenza a ottobre (più interessi da pagare pari a circa 50 milioni) e in assenza di un rifinanziamento ancora perfezionato con un altro soggetto finanziario nonostante mesi di ricerca, è diventata determinante proprio la documentazione con la quale l'hedge fund ha garantito al Milan che farà fronte a eventuali carenze economiche di Yonghong Li: "È stata una mossa al di fuori delle regole tradizionali - continua Fassone - siccome il Milan ha un finanziamento in essere con una scadenza ravvicinata, abbiamo ritenuto opportuno presentare alla Uefa una lettera da parte del finanziatore del club che ribadisce la sua vicinanza e il suo supporto al club in qualunque evento, da scongiurare, anche remoto di default. È stato fatto per dare sicurezza alla Uefa così come era stato fatto con i revisori dei conti in occasione della semestrale".
TRE INSERIMENTI E TRE CESSIONI - Il dirigente rossonero prova a immaginare cosa potrà succedere dopo due ore di confronto con l'organismo di Nyon: "La commissione si è limitata a farci domande sui piani e sui numeri. Non ho la più pallida idea di cosa ci sia nei loro pensieri e quando sarà il momento e ci presenteranno una proposta, solo allora potremo valutarla. Al netto delle potenziali sanzioni al momento il Milan non è obbligato a vendere nessuno. Probabilmente il desiderio del club è quello di fare 2-3 inserimenti per il prossimo anno a fronte di 2-3 cessioni. Non bisogna aspettarsi la campagna dello scorso anno, lo show è stato fatto. Adesso andremo a inserire due-tre tasselli, non credo ne servano di più, per migliorarci dove siamo migliorabili".
STIMOLI PER L'EUROPA LEAGUE - A Milanello questi numeri vengono confermati da Gattuso: "Con la società ci siamo detti di prendere 3-4 giocatori per rafforzare la squadra. So i ruoli, ma non i nomi. Mi verrebbe da dire Pogba e tutti i 4 giocatori più forti, ma so che non è possibile. A me non risulta che a ogni entrata debba corrispondere un'uscita. Però, siccome abbiamo un ad e un ds, di queste cose ne parlano loro. A livello societario non ci manca nulla, io posso rassicurare i nostri tifosi che qua di fame non muore nessuno. Quello che deve arrivare arriva sempre, anzi, di più. Da milanista posso dire che tocco con mano che qua non manca nulla".
Dopo cinque partite senza vittoria in campionato - una sconfitta e 4 pareggi - il Milan deve ripartire per tenere a distanza le inseguitrici alla zona Europa League: "Non dobbiamo guardarci solo dall'Atalanta, ma anche da Fiorentina e Sampdoria. Non vinciamo da un mese a questa parte, ma siamo una squadra viva. È da un po' di tempo che sento dire che non abbiamo stimoli, sono chiacchiere da bar. Di stimoli ne abbiamo tanti".
SEMPRE A UNA PUNTA - Il problema è sempre rappresentato dagli attaccanti che non segnano, ma secondo Gattuso non è una questione di modulo a una o due punte: "Non è quello il problema principale. Se cominciamo a inventarci cose strane, poi ci allunghiamo e diventa difficile. È una mia convinzione. Devo pensare all'equilibrio della squadra. Voglio dare la sensazione di essere una squadra solida". Calhanoglu non è ancora recuperato: "Non sta benissimo, oggi proviamo a fare qualcosina. Ha solo una leggera infiammazione al tendine rotuleo, non ha problemi al legamento".