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Milan, Gattuso: ''Toccato il fondo, giusto non riposare. Questa squadra può aprire un ciclo''

Gennaro Gattuso (agf)
Il tecnico torna sulla sconfitta in casa con il Benevento e l'annullamento dei due giorni liberi: ''Ad alcuni è piaciuto e ad altri meno, ma me ne sbatto". A Bologna per ritrovare un successo che manca da più di un mese: ''Parte tutto dalla testa e dalla mentalità. Ora ci manca questo"
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MILANO - Come all'andata, la partita col Bologna deve servire al Milan per cancellare la figuraccia col Benevento. A inizio dicembre la vittoria con i rossoblù a San Siro aiutò a lasciarsi alle spalle il 2-2 in Campania. Adesso la trasferta del Dall'Ara deve essere sfruttata per andare oltre alla sconfitta casalinga di sabato scorso. E a rimettere in moto il Milan dopo un filotto di sei partite senza successi in campionato. Gattuso difende la scelta di aver cancellato i due giorni liberi domenica e lunedì, dopo il ko firmato da Iemmello, per dare un segno alla squadra. E usa toni decisi per spingere i suoi giocatori a una reazione.

Gattuso, sempre convinto che fosse la scelta giusta?
"Sì. Dopo il Benevento abbiamo toccato il fondo, ora ci assumiamo le nostre responsabilità e non era corretto lasciare ai giocatori i giorni liberi. Anch'io avevo già pronti due giorni di vacanza in Spagna con la famiglia, ho strappato i biglietti e sono rimasto qua a lavorare con i miei ragazzi. Ad alcuni è piaciuto, ad altri meno. Ma me ne sbatto".
Cosa non va nella squadra di questo ultimo mese e mezzo?
"Dopo il Benevento ho detto di non aver visto l'anima e si vedeva che l'interpretazione era pessima, giocavamo da singoli e non da squadra. Da mesi vi dico che questa squadra se non gioca in certi modi, fatica contro chiunque".
Può influire il fatto che il Milan è la squadra italiana che ha giocato più partite ufficiali da agosto a oggi: ben 52?
"È vero che siamo quelli che hanno giocato di più e non ci sentiamo al top, ma se conserviamo l'organizzazione riusciamo a capire i pericoli. Noi siamo in mezzo alla lotta, non possiamo staccare la spina. Magari a livello fisico soffriamo un po', ma sulla carta abbiamo dati migliorati anche rispetto ad un mese fa. Oggi il problema non è l'allenamento, questa squadra è viva, serve tornare a vincere e abbiamo le motivazioni".
Allora cosa manca?
"Serve organizzazione, quando abbiamo giocato con umiltà abbiamo sempre fatto grandi cose. Se iniziamo a pensare che siamo fenomeni, senza anima e senza voglia, facciamo queste figure. E la cosa che più mi fa inc... è che questi segnali negativi in allenamento non ci sono, poi in partita appaiono".
Dopo tutti questi alti e bassi, ha capito qual è il vero valore della squadra?
"Noi siamo forti. Ci manca qualcosa per crescere ulteriormente, ma siamo giovanissimi e possiamo aprire un ciclo se becchiamo quelle tre o quattro scelte corrette. Serve cambiare in testa, parte tutto dalla testa e dalla mentalità. Ora ci manca questo".
E' deluso per l'andamento di queste ultime settimane?
"Non sono deluso, sono inc... perché so che si può fare molto di più. Se penso ai tanti pareggi, con un filo di fortuna e cinismo in più avremmo vinto. Ma ci sono sempre i se e i ma in mezzo, o il pensiero che 'ci manca poco'.  Ma allora vuol dire che dobbiamo crescere in tutto, io incluso. Non vinciamo da 40 giorni e venire qua col sorrisino, sarebbe irrispettoso per tutti e anche per il mio lavoro. Non posso venire qua e raccontare le barzellette, che ci vogliamo tutti bene, che siamo perfetti. Si lavora ma non basta, serve di più. Per cosa dovrei essere deluso? Forse di me stesso che non sono stato bravo abbastanza ma serve vincere tutte le gare".
Ha trasmesso questa rabbia ai giocatori?
"Voi cosa dite? Secondo voi a Milanello pettino le bambole? Si vede dalla prestazione di domani se i giocatori sono inc... O no? Rispondetemi".
Perché il Milan fatica spesso contro le squadre in fondo alla classifica?
"Ecco perché sono inc... Non è un caso questa roba qua. Contro le big facciamo bene e con le piccole fatichiamo: è una questione di testa. Perché se Mertens non calcia mai, significa che scarsi non siamo. Però passa tutto dalla testa e dalla mentalità. Per questo motivo era il minimo togliere i giorni di riposo".
Come sta Biglia?
"Se diamo retta allo spirito e alla voglia di Lucas, già tre giorni fa avrebbe voluto lavorare anche se era tutto storto e dolorante. Non dobbiamo fare errori, lo valutiamo bene e lo freniamo perché se ascolto Lucas gli faccio del male. Facciamo le cose per bene":
Cosa pensa delle voci su una possibile sostituzione di Mirabelli a fine stagione?
"E' già stato tranquillizzato. Massimiliano ha fatto grandissime cose. Non è tutto da buttare. Sono solo chiacchiere da bar. Ma, appena finisce questa storia, parte subito un'altra accusa e poi un'altra ancora. Ecco perché non voglio leggere nulla. Io ora voglio solo riportare il club dove merita, a volte non so nemmeno da dove cominciare ma ci voglio provare e voglio farcela. Se prosegue sempre così, però, è difficile. Quando vincevamo eravamo tutti Brad Pitt mentre ora siamo tutti dei mostri. Abbiamo solo il dovere di far parlare il campo".




 
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