✕

Milan, Gattuso: "Ricordiamoci dell'andata ed evitiamo un'altra figuraccia"

Gennaro Gattuso (ansa)
Il tecnico dei rossoneri non ammette cali di tensione alla vigilia della gara con il Verona: "So bene come siamo stati in quei 5-6 giorni dopo la sconfitta al Bentegodi, non dobbiamo dimenticare quel bruciore di stomaco"
3 minuti di lettura
MILANO - L'imperativo di Gattuso è quello di evitare altre "figuracce". È la parola più ripetuta dall'allenatore rossonero alla vigilia della partita di domani a San Siro col Verona: all'andata finì con una sconfitta pesante. Un momento che l'ex centrocampista vuole scolpire nella testa dei suoi giocatori per evitare altre sorprese. In tribuna ci sarà anche Yonghong Li che arriverà domani mattina a Malpensa e resterà fino alla finale di Coppa Italia con la Juventus, in programma mercoledì all'Olimpico a Roma.

Gattuso, la squadra deve pensare solo al Verona?
"Si, poi abbiamo ancora quattro giorni per preparare la partita con la Juventus. Una settimana fa i muri a Milanello tremavano ancora dopo la sconfitta con il Benevento. Non dobbiamo fare un'altra figuraccia. Ci stiamo giocando l'Europa League non possiamo sbagliare. E con le piccole facciamo fatica".

La squadra ha capito quest…
MILANO - L'imperativo di Gattuso è quello di evitare altre "figuracce". È la parola più ripetuta dall'allenatore rossonero alla vigilia della partita di domani a San Siro col Verona: all'andata finì con una sconfitta pesante. Un momento che l'ex centrocampista vuole scolpire nella testa dei suoi giocatori per evitare altre sorprese. In tribuna ci sarà anche Yonghong Li che arriverà domani mattina a Malpensa e resterà fino alla finale di Coppa Italia con la Juventus, in programma mercoledì all'Olimpico a Roma.

Gattuso, la squadra deve pensare solo al Verona?
"Si, poi abbiamo ancora quattro giorni per preparare la partita con la Juventus. Una settimana fa i muri a Milanello tremavano ancora dopo la sconfitta con il Benevento. Non dobbiamo fare un'altra figuraccia. Ci stiamo giocando l'Europa League non possiamo sbagliare. E con le piccole facciamo fatica".

La squadra ha capito questi concetti?
"Ho iniziato a parlare di spirito di rivalsa subito dopo la vittoria di Bologna. So bene come siamo stati in quei 5-6 giorni dopo la sconfitta dell'andata col Verona. Non dobbiamo dimenticare quel bruciore di stomaco. Dobbiamo affrontare la partita senza dimenticare la figuraccia fatta a dicembre. In questi giorni ho visto la squadra più brillante. Sento tante chiacchiere da bar: si parla di un grande bomber e altre cose. Ma da parte mia c'è solo la volontà di chiudere in bellezza facendo qualcosa di importante. E ringrazio i tifosi che sono venuti a Bologna: non era facile portare 5-6mila persone al Dall'Ara dopo la figuraccia con il Benevento".

Cosa succederà se arriverà un'altra figuraccia?
"Ma non deve arrivare. Perché deve arrivarne un'altra? È sempre dietro l'angolo, ma la evitiamo preparando bene le partite. Se succederà ci metteremo ancora una volta il nostro bel faccione e ci assumeremo le nostre responsabilità. Però questo è un problema che al Milan dura da alcuni anni, non da 5-6 mesi, da quando sono arrivato io. Non voglio fare il fenomeno, ma il rendimento del Milan nel girone di ritorno è uno dei migliori della Serie A. Sono l'uomo più umile al mondo, ma se no sembra che non ho valorizzato niente. Invece, ad esempio, Calhanoglu prima sembrava che sbagliasse tutto, invece adesso lo descrivete come un campione".

La società sembra intenzionata a inserire giocatori di esperienza in rosa nel prossimo mercato.
"È il segreto di Pulcinella che per me servono 3-4 giocatori nuovi a questa squadra. Servono elementi con spirito e senso di appartenenza. Non solo grandi giocatori. L'asticella si alza anche con calciatori che hanno già giocato certi tipi di partita".

Il problema è sempre quello del centravanti che non segna?
"È un dato di fatto la mancanza di un bomber da 20 gol. Se avessimo avuto questo tipo di giocatore, forse avremmo parlato di qualcosa di diverso. Ma forse devo farmi anch'io un esame di coscienza. Perché Kalinic ha sempre fatto gol, Andrè Silva trova squadra dopo in un'ora se lo mettiamo in vendita e Cutrone a gennaio dell'anno scorso giocava ancora al Vismara - dice Gattuso riferito al centro sportivo delle giovanili rossonere - facciamo le macumbe per fare arrivare Patrick in doppia cifra. Adesso in campionato è a quota 7".

Come Bonaventura.
"Ho grande fiducia in Jack. Leggo che lo vogliono altri club, ma è mai venuto a dirmi che vuole andare via. Anzi, se non sbaglio, sta discutendo con la società il rinnovo del contratto".

Romagnoli è recuperato?
"Ha fatto tutto con la squadra. Vediamo domani se sarà della partita".

Come sta Biglia? Può giocare la finale di Coppa Italia?
"Il bello del calcio è che esistono giocatori così: bravi, atleti e professionisti. Biglia è un pazzo scatenato. Stringe i denti per mettersi a disposizione. Questo è lo spirito giusto. Fa ridere vederlo perché corre ancora storto. Ma non ce la faremo. Non può rischiare così tanto. Meglio andare alla ricerca di un giocatore al 100 per cento. Ma Lucas Biglia è questo qua. Non è un caso che sia nazionale argentino".

La squadra ha un'età media molto bassa. Ma un giovane come Mastour, di cui si è parlato tanto, ormai è ai margini.
"Ultimamente abbiamo parlato spesso. Gli ho fatto notare che era diventato più famoso per i video che per le sue partite di calcio. L'ho anche minacciato dicendogli che, se continuava così, gli buttavo giù i denti. Deve fare tesoro dei suoi errori e ritrovare continuità. Un treno è passato, ma non ha 50 anni".

Le semifinali di Champions ed Europa League sono state caratterizzate da tanti errori arbitrali: il Var è indispensabile?
"Noi in Italia lo stiamo toccando con mano: la tecnologia mette a tacere tanti equivoci. Non riesco a capire perché bisogna farsi male da soli. In Europa le squadre si giocano qualcosa di importante, c'è anche tanto denaro in palio: non capisco perché non proporlo in Champions ed Europa League. E non riesco a capire cosa fanno gli assistenti sulla linea di fondo. È una zona buia. Non vedono niente. È scientificamente provato. Non capisco perché pagare due assistenti che non vedono niente sulla linea di fondo invece di metterli in una stanza davanti al monitor".