MILANO - Higuain e poi tutti gli altri. Anche il debutto europeo con il Dudelange ha confermato le risposte delle prime giornate di campionato. L’impatto del Pipita è nettamente superiore rispetto a quello degli altri nuovi acquisti: due gol pesanti consecutivi con Cagliari e lussemburghesi più l’assist a Cutrone contro la Roma. L’argentino è stato decisivo nelle ultime tre reti del Milan.
CHE FATICA CON I NUOVI - In Lussemburgo sono stati schierati per la prima volta titolari altri giocatori arrivati nel corso dell’ultimo mercato oltre all'unica certezza Higuain: è toccato a Reina, Caldara, Laxalt, Bakayoko e Castillejo (con Halilovic inserito a partita in corso). Al di là delle prestazioni individuali (non esaltanti ma nemmeno così negative) è evidente che conta la risposta generale. Una squadra con tanti nuovi innesti dal primo minuto ha faticato molto a battere una squadra lussemburghese alla sua prima volta assoluta nella fase a gironi di una coppa europea. Non a caso Gattuso, pochi secondi prima del gol di Higuain, stava mandando in campo Calhanoglu e Kessie perché la partita non si sbloccava. Domenica a San Siro contro l’Atalanta potrebbe toccare di nuovo a Caldara, in vantaggio su Musacchio, reduce dal trauma cranico rimediato a Cagliari. Senza dimenticare che il difensore bergamasco conosce alla perfezione i meccanismi offensivi della sua ex squadra.
LA UEFA ASPETTA CON IMPAZIENZA - Archiviata con i tre punti la prima sfida del girone di Europa League, resta sempre aperta l’altra partita europea: quella del fair-play finanziario. A Nyon continuano ad aspettare con una certa impazienza le motivazioni del Tas che non sono ancora arrivate a oltre due mesi dalla sentenza di luglio. L’Uefa vorrebbe chiudere la vicenda relativa al Milan che viene considerata interminabile per le sue modalità di svolgimento. Con il cambio di proprietà da Yonghong Li a Elliott, arrivato esattamente tra la squalifica di un anno dalle coppe europee del CFCB Uefa e l'appello al Tas. Ma per fissare la nuova udienza davanti alla Camera Giudicante serve, prima di tutto, la decisione motivata degli arbitri di Losanna. Ormai scollinato un possibile appuntamento a settembre (il mese inizialmente previsto per riprendere il procedimento) il calendario volta un’altra pagina.
CONFERMA ALLA DURATA DI ELLIOTT - Intanto arriva un’altra conferma alla volontà di Elliott di tenere il Milan per un periodo non breve. La famiglia Ricketts ha deciso di interrompere la collaborazione con la società di comunicazione italiana, alla quale si era affidata la scorsa primavera nei giorni precedenti l’uscita di scena di Yonghong Li, nei quali sembrava concreta la possibilità di una cessione del club rossonero.
Il rapporto era proseguito anche dopo l’avvento di Elliott quando non era ancora del tutto chiaro l’orizzonte temporale della presenza proprietaria dell’hedge fund. Ma adesso, che questa gestione sembra destinata a durare per qualche anno, i potenziali compratori americani non hanno più interesse a una presenza su questo fronte in Italia. Ulteriore dimostrazione che Elliott non ha intenzione di rivendere velocemente.
CHE FATICA CON I NUOVI - In Lussemburgo sono stati schierati per la prima volta titolari altri giocatori arrivati nel corso dell’ultimo mercato oltre all'unica certezza Higuain: è toccato a Reina, Caldara, Laxalt, Bakayoko e Castillejo (con Halilovic inserito a partita in corso). Al di là delle prestazioni individuali (non esaltanti ma nemmeno così negative) è evidente che conta la risposta generale. Una squadra con tanti nuovi innesti dal primo minuto ha faticato molto a battere una squadra lussemburghese alla sua prima volta assoluta nella fase a gironi di una coppa europea. Non a caso Gattuso, pochi secondi prima del gol di Higuain, stava mandando in campo Calhanoglu e Kessie perché la partita non si sbloccava. Domenica a San Siro contro l’Atalanta potrebbe toccare di nuovo a Caldara, in vantaggio su Musacchio, reduce dal trauma cranico rimediato a Cagliari. Senza dimenticare che il difensore bergamasco conosce alla perfezione i meccanismi offensivi della sua ex squadra.
LA UEFA ASPETTA CON IMPAZIENZA - Archiviata con i tre punti la prima sfida del girone di Europa League, resta sempre aperta l’altra partita europea: quella del fair-play finanziario. A Nyon continuano ad aspettare con una certa impazienza le motivazioni del Tas che non sono ancora arrivate a oltre due mesi dalla sentenza di luglio. L’Uefa vorrebbe chiudere la vicenda relativa al Milan che viene considerata interminabile per le sue modalità di svolgimento. Con il cambio di proprietà da Yonghong Li a Elliott, arrivato esattamente tra la squalifica di un anno dalle coppe europee del CFCB Uefa e l'appello al Tas. Ma per fissare la nuova udienza davanti alla Camera Giudicante serve, prima di tutto, la decisione motivata degli arbitri di Losanna. Ormai scollinato un possibile appuntamento a settembre (il mese inizialmente previsto per riprendere il procedimento) il calendario volta un’altra pagina.
CONFERMA ALLA DURATA DI ELLIOTT - Intanto arriva un’altra conferma alla volontà di Elliott di tenere il Milan per un periodo non breve. La famiglia Ricketts ha deciso di interrompere la collaborazione con la società di comunicazione italiana, alla quale si era affidata la scorsa primavera nei giorni precedenti l’uscita di scena di Yonghong Li, nei quali sembrava concreta la possibilità di una cessione del club rossonero.
Il rapporto era proseguito anche dopo l’avvento di Elliott quando non era ancora del tutto chiaro l’orizzonte temporale della presenza proprietaria dell’hedge fund. Ma adesso, che questa gestione sembra destinata a durare per qualche anno, i potenziali compratori americani non hanno più interesse a una presenza su questo fronte in Italia. Ulteriore dimostrazione che Elliott non ha intenzione di rivendere velocemente.