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Gattuso: ''Milan spento, dobbiamo ritrovare l'anima''

Gennaro Gattuso (agf)
A Torino contro i granata per ripartire dopo l'uscita dalla coppa Italia e mantenere il quarto posto. Il tecnico: ''Prima sapevamo stare in campo e soffrire. Adesso ci siamo un po' impantanati. Ci sono troppe chiacchiere, dobbiamo pensare solo al presente. Deluso da me stesso, mi aspettavo di entrare meglio nella testa dei miei giocatori''
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MILANO - Il Milan non può più sbagliare. Domani a Torino contro i granata di Mazzarri la squadra rossonera deve reagire alla crisi dell'ultimo mese se non vuole perdere il quarto posto. Gattuso dà la scossa ai suoi giocatori chiamando tutti a una prestazione di grande spessore caratteriale e tecnico. Ma in contemporanea è impossibile dimenticare lo sdegno per i cori razzisti contro Bakayoko e Kessie degli ultrà laziali nella semifinale di ritorno di Coppa Italia.

Gattuso, domani è una partita fondamentale.
"Sì, per la maglia, per la carriera dei giocatori, per tutto il mondo Milan, per me, per lo staff. Ci stiamo giocando tanto. Veniamo da un momento non positivo, stiamo arrancando, facciamo fatica a livello fisico, mentale, di gioco. Domani affrontiamo una squadra che somiglia tantissimo all'Atalanta. Sarà una partita in cui serviranno forza fisica, brillantezza e grande mentalità. Abbiamo il dovere di fare meglio di quanto stiamo facendo ultimamente".
Il Milan in questo campionato ha dato il meglio di sé nei momenti difficili.
"Tutti gli addetti ai lavori hanno visto che nei momenti di difficoltà avevamo un'anima, sapevamo stare in campo e soffrire. Oggi sta mancando l'anima, manca tutto questo. E' qua che ci siamo impantanati. Dobbiamo tornare ad avere un'anima"
Come si fa?
"L'allenatore non si può permettere di prendere a pugni nessuno. Bisogna fare capire ai giocatori che in questo momento bisogna essere uniti, fare qualcosa in più, senza pensare ognuno al proprio orticello. Ci sono troppe chiacchiere. E' da mesi che si parla del futuro di tante giocatori e del mio. In questo ultimo mese di campionato dobbiamo pensare solo al futuro dell'Ac Milan".
Una vittoria domani può invertire la rotta?
"Può far tornare il sorriso ma poi mancheranno altre quattro partite. Le chiacchiere stanno a zero. Dobbiamo dimostrare la voglia sul campo. In questo momento siamo spenti, in tutti i sensi. E' un dato di fatto. Oggi parlare non serve a nulla, servono i fatti e i risultati. La differenza la fa la voglia".
Serve una reazione soprattutto da Suso?
"Io scommetto su tutti i miei giocatori, tutti abbiamo preso fischi, meritati. Bisogna guardare avanti".
Può aiutare il rientro di Paquetà?
"Paquetà non ce la può fare da solo, dobbiamo salvarci tutti insieme. Dobbiamo ritrovare il nostro collettivo. Non stiamo giocando da squadra, non siamo pericolosi né messi bene a livello difensivo, stiamo facendo tutto a metà. Ci stiamo dando le martellate da soli".
Servirebbe un Gattuso a questa squadra?
"Non posso permettermi quello che facevo da calciatore, ho un ruolo diverso e vedo il calcio in un altro modo adesso. La leadership non si compra a 10 euro al supermercato, ci vuole tempo, serve un percorso. Ognuno a suo modo ha la sua leadership. Non c'è bisogno di fare le scenate napoletane, siamo un gruppo, sappiamo che non stiamo facendo bene, dobbiamo fare qualcosa in più".
Perché la squadra fatica a reagire?
"Tutti i giocatori sanno quello che si stanno giocando, se fanno fatica non è per dispetto. Il Milan da 6-7 anni non si giocava la Champions alle ultime giornate. Sembra che questa squadra non valga nulla, ma non è così: è una squadra con pregi e difetti, bisogna avere rispetto di questi ragazzi, ci può stare un momento negativo ma questo non basta a farmi parlare male di questo gruppo".
Il derby perso è stato il momento spartiacque?"
"Ma avete cominciato da luglio a dire che non ero l'allenatore del Milan. Quando eravamo in America, doveva arrivare Conte, un giorno Terim, un altro Van Gaal. Pensate che in questo momento la quadra non sta rendendo perché è dispiaciuta perché forse un allenatore va via o non va via? In questo momento stiamo giocando un calcio non buono, a livello mentale siamo in grandissima difficoltà e non stiamo facendo risultati. Se poi dobbiamo andare alla ricerca di qualcos'altro, non so rispondere. La squadra da quando siamo partiti in ritiro sente ogni giorno voci sull'allenatore, ci ha fatto l'abitudine". 
Questo Milan è in grado di difendere il quarto posto?
"A vedere le ultime prestazioni direi di no. Pensavamo di essere usciti dalla crisi dopo le partite con Juventus e Lazio. Invece ci siamo ricascati. Dobbiamo ragionare da squadra, dobbiamo fare di tutto per stare uniti, poi vedremo chi ci deve giudicare a fine stagione. Ora dobbiamo chiuderci a riccio. Domani bisogna andare a Torino e fare una partita con grandi attributi"
Come sta Bakayoko dopo i cori razzisti di mercoledì sera? 
"L'ho visto bene. Sento dire da voi che vuole andare via. Quello che è successo mercoledì è documentato. Ci sono foto e immagini. Sono d'accordo con Reina: qualcuno sembra rimasto al 1800. Non tutti quelli che vengono allo stadio la pensano così. Bakayoko era stato avvertito ed è stato molto bravo, non ha perso la testa".
E' deluso da alcuni giocatori?
 "Sono deluso da me stesso, un allenatore deve essere bravo a trasferire quello che pensa. E sono deluso perché in questi momenti mi aspettavo di entrare meglio nella testa dei miei giocatori. Si può sbagliare a livello tecnico ma non deve mancare la veemenza, e questo ci sta mancando. Sono deluso più di me stesso che dai miei giocatori".
E' rassegnato?
"Mi fa sorridere. Se qualcuno vuole vedere che metto la lingua sotto i denti o faccio l'uomo del sud... In questo momento devo stare lucido. Le sceneggiate le facevo da giocatore, non devo fare del cinema per mostrare che sono arrabbiato. Se qualcuno pensa che ho mollato e non ci credo non è assolutamente vero".
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