MILANO - In attesa del fine settimana che darà le prime risposte sul nuovo volto del Milan dopo gli addii di Gattuso e Leonardo, il club rossonero deve iniziare a fronteggiare l'interesse dei grandi club europei per i suoi giocatori più appetibili. Dopo Donnarumma tornato nei radar del Psg (interesse anche da parte dell'Arsenal) tocca a Piatek. Secondo il quotidiano catalano Sport, il centravanti polacco è nella lista del nuovo "9" del Barcellona.
PIATEK NEL SESTETTO BLAUGRANA - L'ex Genoa farebbe parte di una rosa di sei attaccanti, completata da Lacazette, Aubemayang, Werner, Jovic e Pepe, all'interno della quale il Barcellona sceglierà la sua nuova prima punta. Di sicuro nelle prossime settimane ci sarà qualche partenza eccellente per esigenze di bilancio. Impossibile chiudere con un altro bilancio pesantemente in rosso (possibile perdita tra 80 e 100 milioni). L'unico modo per attutirlo è cedere. Da questo punto di vista la partenza di elementi come Donnarumma o Suso sarebbe più funzionale alla realizzazione di plusvalenze elevate. Per Piatek la cifra sarebbe inferiore perché il suo acquisto è datato gennaio quindi il prezzo pagato non è ancora stato ammortizzato.
MESI DI ATTRITI - L'arrivo del polacco fa parte del mercato invernale da 70 milioni insieme all'acquisto di Paquetà. Una campagna acquisti molto onerosa che, secondo alcune ricostruzioni, sarebbe stata approvata dall'ad Gazidis solo nell'ottica del raggiungimento della Champions League (la conclusione del colpo del brasiliano è addirittura precedente all'insediamento dell'ad sudafricano perché è stato di fatto messo a segno a ottobre 2018). Mancato l'obiettivo europeo, è rimasto il peso economico di quella sessione di mercato. Non a caso Leonardo ha lasciato all'indomani del 4° posto sfumato, poco convinto anche del progetto del Fondo Elliott e Gazidis orientati verso una squadra giovane senza innesti di prima fascia. Gli ultimi mesi della stagione sono stati scanditi da confronti accesi in casa rossonera, sfociati con i saluti di Gattuso e Leonardo. In questi giorni, in attesa della nuova nomina, il direttore sportivo a interim per l'attività ordinaria (appuntamenti e incontri già fissati) è Hendrik Almstadt, l'ex ds dell'Aston Villa portato al Milan da Gazidis lo scorso gennaio.
RIFLESSIONE PER MALDINI E ALLENATORE - Per Maldini sono ancora ore di riflessione prima di sciogliere la riserva entro la fine della settimana. L'ex fuoriclasse milanista vuole capire l'effettiva portata del suo raggio di azione per valutare bene compiti e staff a disposizione. L'amico Angelo Carbone potrebbe diventare capo del settore giovanile. Maldini inoltre non vorrebbe correre il rischio di legare il suo volto (associato ai trionfi internazionali dal 1989 al 2007) a un ciclo eccessivamente carico di difficoltà. La risposta di Maldini a Gazidis sbloccherà anche la scelta del nuovo allenatore. Per il nome del successore di Gattuso restano in lizza Simone Inzaghi e Giampaolo. Ma continua a correre sottotraccia l'ipotesi di un outsider straniero che sarebbe gradita a Gazidis. Per questo fioriscono le ipotesi più disparate sulla scia dell'idea Van Bommel delle scorse settimane. E crescono i candidati al casting. Jorge Mendes, ad esempio, avrebbe proposto al Milan il suo fedelissimo Nuno Espirito Santo, attuale tecnico del Wolverhampton e primo giocatore piazzato da Mendes nella sua carriera (al Deportivo La Coruna nel 1996).
PIATEK NEL SESTETTO BLAUGRANA - L'ex Genoa farebbe parte di una rosa di sei attaccanti, completata da Lacazette, Aubemayang, Werner, Jovic e Pepe, all'interno della quale il Barcellona sceglierà la sua nuova prima punta. Di sicuro nelle prossime settimane ci sarà qualche partenza eccellente per esigenze di bilancio. Impossibile chiudere con un altro bilancio pesantemente in rosso (possibile perdita tra 80 e 100 milioni). L'unico modo per attutirlo è cedere. Da questo punto di vista la partenza di elementi come Donnarumma o Suso sarebbe più funzionale alla realizzazione di plusvalenze elevate. Per Piatek la cifra sarebbe inferiore perché il suo acquisto è datato gennaio quindi il prezzo pagato non è ancora stato ammortizzato.
MESI DI ATTRITI - L'arrivo del polacco fa parte del mercato invernale da 70 milioni insieme all'acquisto di Paquetà. Una campagna acquisti molto onerosa che, secondo alcune ricostruzioni, sarebbe stata approvata dall'ad Gazidis solo nell'ottica del raggiungimento della Champions League (la conclusione del colpo del brasiliano è addirittura precedente all'insediamento dell'ad sudafricano perché è stato di fatto messo a segno a ottobre 2018). Mancato l'obiettivo europeo, è rimasto il peso economico di quella sessione di mercato. Non a caso Leonardo ha lasciato all'indomani del 4° posto sfumato, poco convinto anche del progetto del Fondo Elliott e Gazidis orientati verso una squadra giovane senza innesti di prima fascia. Gli ultimi mesi della stagione sono stati scanditi da confronti accesi in casa rossonera, sfociati con i saluti di Gattuso e Leonardo. In questi giorni, in attesa della nuova nomina, il direttore sportivo a interim per l'attività ordinaria (appuntamenti e incontri già fissati) è Hendrik Almstadt, l'ex ds dell'Aston Villa portato al Milan da Gazidis lo scorso gennaio.
RIFLESSIONE PER MALDINI E ALLENATORE - Per Maldini sono ancora ore di riflessione prima di sciogliere la riserva entro la fine della settimana. L'ex fuoriclasse milanista vuole capire l'effettiva portata del suo raggio di azione per valutare bene compiti e staff a disposizione. L'amico Angelo Carbone potrebbe diventare capo del settore giovanile. Maldini inoltre non vorrebbe correre il rischio di legare il suo volto (associato ai trionfi internazionali dal 1989 al 2007) a un ciclo eccessivamente carico di difficoltà. La risposta di Maldini a Gazidis sbloccherà anche la scelta del nuovo allenatore. Per il nome del successore di Gattuso restano in lizza Simone Inzaghi e Giampaolo. Ma continua a correre sottotraccia l'ipotesi di un outsider straniero che sarebbe gradita a Gazidis. Per questo fioriscono le ipotesi più disparate sulla scia dell'idea Van Bommel delle scorse settimane. E crescono i candidati al casting. Jorge Mendes, ad esempio, avrebbe proposto al Milan il suo fedelissimo Nuno Espirito Santo, attuale tecnico del Wolverhampton e primo giocatore piazzato da Mendes nella sua carriera (al Deportivo La Coruna nel 1996).