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Milan, Giampaolo cambia attacco. Panchina, c'è anche Wenger

Marco Giampaolo (agf)
Per la gara contro il Genoa, probabile inserimento di Rebic a fianco di Suso e Rafael Leao. Intanto il francese è tra i papabili in caso di nuovo fallimento del tecnico
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MILANO - Il primo dato da migliorare è il numero 4 alla voce dei gol segnati da inizio campionato: statistica che fotografa impietosamente le difficoltà del Milan in questo avvio di stagione. Per questo oggi Giampaolo ha dedicato la parte tattica dell'allenamento odierno in particolare ai movimenti offensivi, quelli nei quali finora la squadra è stata maggiormente carente (anche oggi una sola seduta giornaliera, senza doppi allenamenti: stesso programma domani).

Modifiche in attacco

Ed è proprio nel reparto d'attacco che potrebbero arrivare novità significative in vista della trasferta col Genoa sabato a Marassi, decisiva per il prosieguo dell'avventura del tecnico di Giulianova sulla panchina del Milan. Dopo le ultime prestazioni deludenti non è così scontata la presenza di Piatek al centro del tridente (proprio contro la squadra che lo ha lanciato in Italia nella scorsa stagione). Possibile l'inserimento di Rebic a fianco di Suso e Rafael Leao, nelle ultime uscite il migliore tra i rossoneri. Giampaolo tiene tutti sulla corda, compresi alcuni calciatori che sono stati accantonati nell'ultime due partite, come Rodriguez e Biglia. Lo svizzero e l'argentino tornano in ballottaggio con Hernandez e Bennacer che non si sono sottratti al naufragio generale con la Fiorentina.

Attenzione a Wenger

Giampaolo ha mantenuto la panchina fino a sabato. Ma sullo sfondo continuano a circolare i nomi dei possibili successori. In prima fila sempre Rudi Garcia. Ma potrebbe entrare in gioco anche Arsene Wenger, sondato un anno fa nel momento di massima difficoltà di Gattuso e apprezzato dalla famiglia Singer ( Paul e Gordon sono tifosi dell'Arsenal). "Da quando ho lasciato i Gunners - ha detto l'allenatore francese al Daily Mirror - ne sto valutando alcune. Mi rivedrete di nuovo su una panchina. Non so esattamente quando. Ma non posso vivere con il pensiero di non allenare più. Mi piacerebbe provare ancora una volta il brivido della competizione". La conferma che Wenger non intende dedicarsi a ruolo da direttore tecnico, ma vuole tornare in panchina.
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