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Milan, Pioli: "Dobbiamo credere alla qualificazione in Champions"

Stefano Pioli (agf)
Il tecnico rossonero torna ad affrontare la Lazio, che ha allenato per due stagioni: "Ai miei tempi Inzaghi allenava la Primavera, è un ottimo allenatore e la sua squadra se la può giocare con chiunque. Ma noi dobbiamo dare seguito alla vittoria contro la Spal"
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MILANO - Annullato il ritiro facoltativo e cancellata la conferenza stampa della vigilia. Segnali che indicano la determinazione con la quale Stefano Pioli sta preparando la partita di domani sera a San Siro con la Lazio. Una sfida fondamentale per tanti motivi in questo momento delicato del Milan: dare continuità alla vittoria di giovedì sera con la Spal, battere una squadra di fascia alta in modo da aumentare la fiducia del gruppo e misurare l'effettiva concretezza delle ambizioni da 4° posto (distante 7 punti). La marcia di avvicinamento alla partita non consente distrazioni. La squadra resterà a dormire a Milanello, contrariamente a quanto annunciato due settimane fa prima della partita con il Lecce, quando era stato comunicato che i giocatori sarebbero sempre tornati a dormire a casa prima delle partite casalinghe alle 20.45.

Partita da svolta

E Pioli non ha incontrato i giornalisti a Milanello, ma ha effettuato solo due interviste a Sky e Milan Tv. La spiegazione ufficiale è legata al fatto che il turno infrasettimanale ha già portato l'allenatore davanti a telecamere e microfoni con una certa frequenza. Ma influisce anche la volontà di blindare questa vigilia: "Bisogna credere alla qualificazione in Champions - dice l'allenatore emiliano - se ci credi, diventa possibile. Ti impegni giorno e notte per raggiungerla. Tireremo le somme a fine stagione. Quando siamo squadra possiamo giocarcela con tutti. Nella testa dei giocatori la partita di domani è importante. Battere una squadra molto forte aumenterebbe convinzione e consapevolezza. Abbiamo riassaporato il gusto della vittoria, dobbiamo ripartire da questa fame che avevamo, non è sufficiente vincere solo una partita, dobbiamo sempre avere questa voglia di giocare pallone su pallone".

Imitare la Lazio del 2015

La sfida con la Lazio è speciale per Pioli che sulla panchina biancoceleste ha ottenuto il risultato migliore della carriera da allenatore: il 3° posto al termine della stagione 2014-15: "Il Milan può diventare bello come fu la Lazio in quella stagione. E' stata un'annata piena di soddisfazioni con il rimpianto di non essere riusciti a vincere la finale di Coppa Italia perdendo solo ai supplementari contro una grandissima Juventus. Con gli undici titolari la Lazio se la può giocare con chiunque. Unisce fisicità e qualità. Noi dobbiamo rispondere con fisicità, anche se ne abbiamo di meno, ed ovviamente qualità. Non si può pensare di vincere soltanto giocando sporco, dobbiamo metterci tanta qualità". Significativo anche l'incrocio con Simone Inzaghi. "Quando allenavo, Simone era tecnico della Primavera e siamo stati a stretto contatto. In questi anni ha dimostrato di essere un ottimo allenatore".
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