A Brescia per inanellare la terza vittoria consecutiva in campionato (dopo quelle con Cagliari e Udinese) e proseguire nel rendimento positivo in trasferta in questa stagione. Il Milan si prepara alla partita di domani sera al Rigamonti contro la squadra di Corini, priva dello squalificato ex rossonero Balotelli, che così perde l'occasione della sfida con Ibrahimovic, altro assistito eccellente della scuderia Raiola. Pioli potrebbe lanciare dal primo minuto Rebic, protagonista di un grande secondo tempo decisivo nel successo sull'Udinese. Non convocato Paquetà: è stato lo stesso giocatore a chiedere di essere esentato dall'anticipo della 21esima giornata, poiché "poco sereno". Il brasiliano è ormai ai margini del progetto di Pioli e ieri il suo agente ha incontrato i dirigenti rossoneri per trovare una soluzione.
Pioli, è un caso che il Milan stia andando molto bene in trasferta o ci sono motivi precisi?
"I numeri non mentono mai, soprattutto quando iniziano a diventare grandi numeri. La nostra interpretazione delle gare esterne è positiva. Siamo sempre scesi in campo convinti di vincere. Dobbiamo continuare così perché non abbiamo ancora fatto niente. Sono contento della nostra ultima settimana e delle tre vittorie consecutive tra campionato e Coppa Italia. Ma abbiamo ancora tanti obiettivi da raggiungere. La concentrazione deve essere massima sulla prossima gara".
Come sarà il Brescia senza Balotelli?
"Il Brescia senza Balotelli perde in qualità e in giocate imprevedibili, ma forse può sopperire trovando ancora più compattezza e determinazione nel volere fare la partita".
Adesso il Milan è vicino all'Europa League e si trova a -10 dalla Champions: può ricominciare a pensare in grande?
"Noi dobbiamo pensare che la prossima partita è la più importante e decisiva per il futuro. Solo così possiamo pensare di dare una svolta alla stagione e raggiungere risultati importanti. Poi alla classifica penseremo a fine campionato. Credo che abbiamo fatto cose positive se pensiamo alle occasioni crete e al numero dei tiri in porta. Ora dobbiamo pensare a migliorare quei momenti nei quali non siamo stati compatti e con le giuste distanze".
La classifica è ancora appesa sui muri di Milanello?
"Certo, resterà appesa fino al 24 maggio. Non lavoriamo per pettinare le bambole. L'obiettivo è migliorare la classifica e riportare il Milan là dove è sempre stato".
Castillejo ha detto che la squadra non deve dimenticare di avere "mangiato tanta m..." in questa stagione.
"Quella che ha detto Catrillejo deve essere da stimolo per i nostri giocatori. Abbiamo mangiato... momenti difficili - sorride Pioli - e questo ce lo dobbiamo ricordare. E in quei momenti abbiamo lavorato per migliorare. Questo deve fare parte delle nostre motivazioni".
In cosa consiste esattamente questo "effetto Ibra" che sta galvanizzando la squadra?
"È un valore aggiunto per la presenza che ha in campo durante la partita. E per l'atteggiamento e la professionalità che mette in tutto quello che facciamo. Sono stati bravi i compagni a capirlo e ad approfittarne. Non mi ha sorpreso perché è uno dei migliori calciatori dell'ultimo decennio, forse anche di un arco temporale più lungo. Non posso dire che è entrato in punta di piedi perché uno come lui non può farlo. Ma ha studiato per capire dov'era".
Paquetà sembra in grave difficoltà. Sarà ceduto?
"Mancano otto giorni alla fine del mercato. Tutti i giocatori sono stati bravi a rimanere concentrati. Come tutti i giocatori, Paquetà pensa di meritare di giocare e quando non gioca non è contento. Tutti meritano soddisfazioni quando vengono chiamati in causa".
Ma cosa gli manca per fare uno scatto in avanti?
"Deve avere la convinzione di essere un giocatore completo che può giocare di quantità e qualità. Ma per la qualità che ha deve diventare più determinante: o fa gol o la fa fare. Nel volume di gioco che sviluppa deve trovare la giocata vincente".
Pioli, è un caso che il Milan stia andando molto bene in trasferta o ci sono motivi precisi?
"I numeri non mentono mai, soprattutto quando iniziano a diventare grandi numeri. La nostra interpretazione delle gare esterne è positiva. Siamo sempre scesi in campo convinti di vincere. Dobbiamo continuare così perché non abbiamo ancora fatto niente. Sono contento della nostra ultima settimana e delle tre vittorie consecutive tra campionato e Coppa Italia. Ma abbiamo ancora tanti obiettivi da raggiungere. La concentrazione deve essere massima sulla prossima gara".
Come sarà il Brescia senza Balotelli?
"Il Brescia senza Balotelli perde in qualità e in giocate imprevedibili, ma forse può sopperire trovando ancora più compattezza e determinazione nel volere fare la partita".
Adesso il Milan è vicino all'Europa League e si trova a -10 dalla Champions: può ricominciare a pensare in grande?
"Noi dobbiamo pensare che la prossima partita è la più importante e decisiva per il futuro. Solo così possiamo pensare di dare una svolta alla stagione e raggiungere risultati importanti. Poi alla classifica penseremo a fine campionato. Credo che abbiamo fatto cose positive se pensiamo alle occasioni crete e al numero dei tiri in porta. Ora dobbiamo pensare a migliorare quei momenti nei quali non siamo stati compatti e con le giuste distanze".
La classifica è ancora appesa sui muri di Milanello?
"Certo, resterà appesa fino al 24 maggio. Non lavoriamo per pettinare le bambole. L'obiettivo è migliorare la classifica e riportare il Milan là dove è sempre stato".
Castillejo ha detto che la squadra non deve dimenticare di avere "mangiato tanta m..." in questa stagione.
"Quella che ha detto Catrillejo deve essere da stimolo per i nostri giocatori. Abbiamo mangiato... momenti difficili - sorride Pioli - e questo ce lo dobbiamo ricordare. E in quei momenti abbiamo lavorato per migliorare. Questo deve fare parte delle nostre motivazioni".
In cosa consiste esattamente questo "effetto Ibra" che sta galvanizzando la squadra?
"È un valore aggiunto per la presenza che ha in campo durante la partita. E per l'atteggiamento e la professionalità che mette in tutto quello che facciamo. Sono stati bravi i compagni a capirlo e ad approfittarne. Non mi ha sorpreso perché è uno dei migliori calciatori dell'ultimo decennio, forse anche di un arco temporale più lungo. Non posso dire che è entrato in punta di piedi perché uno come lui non può farlo. Ma ha studiato per capire dov'era".
Paquetà sembra in grave difficoltà. Sarà ceduto?
"Mancano otto giorni alla fine del mercato. Tutti i giocatori sono stati bravi a rimanere concentrati. Come tutti i giocatori, Paquetà pensa di meritare di giocare e quando non gioca non è contento. Tutti meritano soddisfazioni quando vengono chiamati in causa".
Ma cosa gli manca per fare uno scatto in avanti?
"Deve avere la convinzione di essere un giocatore completo che può giocare di quantità e qualità. Ma per la qualità che ha deve diventare più determinante: o fa gol o la fa fare. Nel volume di gioco che sviluppa deve trovare la giocata vincente".