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Il Milan vince anche a Brescia, ancora decisivo Rebic

La festa dei giocatori del Milan dopo il gol di Rebic (afp)
I rossoneri passano 1-0 al Rigamonti grazie al croato, che si ripete dopo la doppietta all'Udinese. E' la terza vittoria di fila in campionato per la squadra di Pioli, che deve ringraziare anche Donnarumma, autore di grandi parate
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BRESCIA - Si chiama Ante ed è una sentenza. Ante porta a pensare al latino: prima. Nel calcio, prima di tutto, conta fare risultato. Si chiama Ante, Ante Rebic. Uno specialista: entra e sbanca San Siro assaltato dall'Udinese. Entra a Brescia, nel miglior momento della Cenerentola di Corini, e in mischia trova il corridoio giusto: gol, altri tre punti. L'immagine in casa rossonera, però, è quella di un Pioli arrabbiatissimo con i suoi, soprattutto con un centrocampo svogliato, travolto dalla generosità dei ragazzi di Corini. Vista dall'altra parte, l'ennesima sconfitta, la sesta di fila, è molto dolorosa. Perché il Brescia farà, come accade spesso, incetta di complimenti e di pacche sulle spalle, ma senza portare a casa un solo punto.  La storia dice che l'ultima vittoria sul Diavolo è datata 2003, con gol di Appiah. Dopo di che 18 partite e solo nove pareggi.  

Aspetti il Milan e trovi il Brescia

Aspetti il Milan e Ibra, e invece, nel primo tempo, fa meglio il Brescia. In avvio non si direbbe. Lo svedesone si cala nel match come un fine rifinitore e i suoi tocchi in area incutono timore iniziale sui padroni di casa. Ma col passare dei minuti la pressione rossonera, puntellata più da iniziative personali che da una manovra corale (Pioli è spesso costretto a richiamare la sua linea mediana) si affievolisce. E il Brescia, che l'ha preparata bene (non concedere spazio a chi può accelerare e sfruttare un tasso tecnico individuale molto più alto), esce dal guscio, puntellato com'è sulla regia preziosa del solito Tonali, sempre più simile al Pirlo della maturità; ma anche da un Torregrossa che è un'auto ibrida, perché a volte accende il motore dell'attaccante, ma il più delle volte agisce da collante, facendo salire la squadra ben sostenuta sui lati da Bisoli e Sabelli a destra, da Dessena e Mateju a sinistra. Di Ayé si avverte, in avvio, solo il ronzio. Ma quando nella parte centrale del tempo, la crisalide di Corini diventa farfalla, e arriva un perfetto cross in area sul secondo palo, il francese si fa trovare pronto e quasi bolla il primo gol stagionale, non fosse che Donnarumma - quello ospite - continua sulla scia di prodigi visti con l'Udinese e con un balzo toglie dalla porta il preciso colpo di testa. 

Ibra, che errore

Anche il Milan ha la sua grossa chance, che nasce sull'unica amnesia - grave però - di Sabelli su Hernandez, l'esterno va sul fondo e mette un pallone solo da spingere dentro sul piede più giusto: Ibrahimovic rifiuta l'omaggio, forse sorpreso dall'eccesso di libertà e il suo tocco morbido finisce fuori di pochissimo. Al Milan mancano giri del motore, è una fuoriserie che non riesce ad alzare i giri. Ma per merito del Brescia cui Corini dà una concretezza vista assai poco quest'anno sul campo di casa. 

Il Brescia alza la voce

Nell'intervallo non ci sono cambi, il Milan non decolla. Il Brescia invece parte con più veemenza e al 51' una girata di Torregrossa, in area di rigore, sfiora il palo a Donnarumma battuto. Quattro minuti e il Brescia ci riprova, assist di Tonali per Bisoli che si presenta davanti a Donnarumma, posizione defilata, tiro, il portiere chiude. Un minuto dopo Tonali calcia ancora dalla distanza, sulla palla fiondata si avventa Torregrossa che di piatto infila. Esulta il Rigamonti ma il capitano è in fuorigioco. Il Milan non perviene. Bisogna cambiare. Ci vuole l'elemento che scardini il gioco scolastico. Ecco allora uscire Leao, entra Rebic, insidioso, nel suo essere un po' trequartista e un po' punta. Cioè nel suo porsi tra le linee.  

Rebic, soluzione del rebus rossonero

Ma il Brescia non ci fa caso. Insiste. Tira Tonali, blocca a terra Donnarumma, poi è la volta di Torregrossa, un gran sinistro, vince ancora il portiere rossonero. Joronen vede solo un tiro di Calhanoglu uscire di poco. Ma col Brescia sbilanciato, Ibra si fa trovare solo all'ala destra e mette un pallone teso e radente in area, si accende un batti e ribatti da cui esce vincente Rebic, girata sporca e palla in gol. 

Beffa per le Rondinelle

Una beffa per il Brescia, un premio immeritato per il Milan. Il Brescia paga dazio nell'ultima occasione in cui si fa trovare sbilanciato. Il finale è ancora a una sola porta, ma Torregrossa è esausto e Donnarumma, subentrato a Ayé, non incide. Il Milan trova gli spazi che bravamente l'avversario gli aveva negato, Hernandez va via centralmente in modo perentorio ma anche estemporaneo, arrivato al limite scarica un siluro che finisce sulla traversa a Joronen battuto. E' l'ultimo brivido del match. Il Milan avvicina l'Atalanta dopo il terzo successo di fila. Gloria o fortuna che sia, sta di fatto che con Ibra il Milan ha vinto tre volte e pareggiato una. Un caso?  

BRESCIA (4-3-1-2): Joronen; Sabelli, Cistana, Chancellor, Mateju; Bisoli (88' Skrabb), Tonali, Dessena (70' Ndoj); Romulo; Torregrossa, Ayé (78' A. Donnarumma).  All. Corini.
MILAN (4-4-2): G. Donnarumma; Conti, Kjaer, Romagnoli, Hernandez; Castillejo, Kessie, Bennacer, Calhanoglu (77' Krunic); Ibrahimovic, Leao (58' Rebic).  All.Pioli.
ARBITRO: Valeri di Roma.
MARCATORI: 26' st Rebic (M), 38' st Castillejo (M).
NOTE: Ammoniti: Sabelli, Skrabb; Conti, Kjaer, Hernandez, Bennacer. Recupero: 1' e  3'.
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