Stasera a Manchester, dopo il 2-0 di Verona, tocca di nuovo al Milan 2: quello di Krunic e Leao, dei prestiti inglesi Tomori (Chelsea) e Dalot (proprio United), di Meité e forse di Diaz. Devono uscire indenni o col minor danno possibile dall'andata degli ottavi di finale di Europa League a Old Trafford. Così, pure in assenza di Ibrahimovic, Çalhanoglu, Hernandez, Bennacer, Rebic e Mandzukic, conserverebbero al Milan 1 la possibilità di eliminare lo United tra una settimana a San Siro. L'obiettivo del ritorno in Champions, ribadito da Maldini e Pioli, si raggiunge entrando tra le prime 4 del campionato o vincendo l'Europa League. Ma nessuna squadra italiana ci è mai riuscita e la moria della serie A in Europa è premessa allarmante alla trasferta in emergenza in casa del favorito United, semifinalista la scorsa stagione e vincitore nel 2017. Gli infortuni, guaio cronico, sembrano ufficialmente in via di soluzione. Ma la gastroenterite rivelata dell'ultima ora di Hernandez, il mancato recupero di Rebic e il colpo in allenamento che indirizza in panchina il capitano Romagnoli paiono segnali dal subconscio: conviene innanzitutto custodire il prezioso secondo posto in campionato e affrontare domenica il Napoli con la migliore formazione del momento, più riposata, anche se non si sa quanti potranno recuperare e comunque Ibra certamente no.
Freud o no, saranno le riserve a salire sul palcoscenico in cui Ancelotti vinse la Champions 2003 contro la Juventus e preparò le basi, nell'andata della semifinale con i Red Devils, per il successo del 2007. Kessié, devastante a Verona, si candida a leader anche in Inghilterra, magari col supporto di Krunic. Oggi i Devils sembrerebbero più diabolici del Diavolo attuale (Pioli dixit: "Servono due anni di fila in Champions per tornare competitivi, lo dice Maldini e sottoscrivo"). Solskjaer farà a meno di Rashford, Mata, Pogba, Jones e De Gea (è in dubbio Cavani, osservato speciale del Boca per giugno), ma in Premier hanno appena battuto nel derby il City capolista.
A Casa Milan c'è fermento nel settore marketing: intanto da ieri è direttore aziendale del Parma Jaap Kalma, ex Ferrari ed ex rossonero, scelto nel 2014 da Barbara Berlusconi. Invece il mercato è in attesa, posposto alle prioritarie vicende di campo: sono in corso riflessioni sui rinnovi di Donnarumma, Çalhanoglu e Ibra e sul costoso riscatto a 28 milioni di Tomori (<<qui mi trovo bene>>, è l'indizio del diretto interessato), mentre per Dalot una cessione lontano da Milanello viene valutata dai due nuovi direttori dell'area tecnica dello United, Murtough e la gloria Fletcher: gli altri nodi del club in fase di rilancio sportivo sono Sancho e Pogba. Il sogno, condiviso con la maggior parte delle grandi d'Europa, resta Haaland. Il gioiello del Dortmund ha appena superato Solskjaer, l'allenatore dei Red Devils, come cannoniere norvegese della Champions. Poco male: è il suo pupillo. E può far vincere subito la Champions a chi lo prende. Anche il Milan, se rinnoverà il contratto di Ibra come pare probabile, avrà bisogno di un centravanti da affiancargli. A meno che Leao non dia una sterzata alla sua stagione ondivaga: Old Trafford può essere la sua occasione.