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Ibrahimovic, addio al calcio: "È arrivato il momento di dire ciao"

Il fuoriclasse svedese si congeda dopo 573 gol da professionista: "La prima volta che sono venuto qui mi avete dato la felicità. La seconda l'amore. Sarò milanista per tutta la vita, è arrivato il momento di dire ciao non a voi ma al calcio"
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MILANO - Il momento più emozionante era annunciatissimo: la cerimonia per l'addio di Ibrahimovic. Si è presentato da solo, in piedi, la moglie commossa qualche metro più in là. Ha preso il microfono e ha annunciato: "La prima volta che sono venuto qui mi avete dato la felicità. La seconda l'amore. Sarò milanista per tutta la vita, è arrivato il momento di dire ciao non a voi ma al calcio".

Ibrahimovic e l'addio al Milan

E quindi, la straordinaria carriera di Zlatan si chiude qui, dopo 573 gol da professionista. Prima della partita, del 3-1 al Verona e dei 70 punti finali del Milan - Leao, due gol, è corso a omaggiare il veterano infortunato - Ibra si era già commosso: i tifosi avevano esposto i cartelli con la scritta-tormentone "Godbye Zlatan". Invece lo striscione degli ultrà ("Società, vogliamo il salto di qualità") era stato un messaggio esplicito …

MILANO - Il momento più emozionante era annunciatissimo: la cerimonia per l'addio di Ibrahimovic. Si è presentato da solo, in piedi, la moglie commossa qualche metro più in là. Ha preso il microfono e ha annunciato: "La prima volta che sono venuto qui mi avete dato la felicità. La seconda l'amore. Sarò milanista per tutta la vita, è arrivato il momento di dire ciao non a voi ma al calcio".

Ibrahimovic e l'addio al Milan

E quindi, la straordinaria carriera di Zlatan si chiude qui, dopo 573 gol da professionista. Prima della partita, del 3-1 al Verona e dei 70 punti finali del Milan - Leao, due gol, è corso a omaggiare il veterano infortunato - Ibra si era già commosso: i tifosi avevano esposto i cartelli con la scritta-tormentone "Godbye Zlatan". Invece lo striscione degli ultrà ("Società, vogliamo il salto di qualità") era stato un messaggio esplicito alla proprietà del club, il doppio fondo americano RedBird-Elliott. RedBird era rappresentato da Gerry Cardinale. Ma questo blitz di Cardinale prelude pure al confronto col settore sportivo, cioè col duo Maldini-Massara, proprio sull'imminente mercato, dove l'offerta del Chelsea per Maignan (60 milioni) conferma l'esigenza del rinnovo del contratto col portiere e l'iperattivismo del club londinese, pronto a ripiegare su Onana (l'Inter nel cambio otterrebbe soldi e il prestito di Koulibaly e per la porta prenderebbe dall'Empoli Vicario). 

Milan, i rapporti tra Maldini e la proprietà

La tesi degli americani non è cambiata, da quando Gordon Singer, vertice calcistico di Elliott, fissò l'obiettivo del risanamento dei conti (percorso virtuoso premiato dal prossimo attivo di bilancio): monte stipendi con tetto progressivo di 100 milioni e budget di 50 per la campagna acquisti. Ma l'attacco mediatico a Maldini e Massara per l'ultimo mercato (De Ketelaere e Origi in particolare) non ha fatto presa sui tifosi: come si può parlare di fallimento sportivo, dopo lo scudetto, la terza qualificazione consecutiva alla Champions e la semifinale di quest'anno, malgrado il traguardo fissato dal club stesso fosse il superamento della fase a gironi? I conti sorridono anche grazie agli incassi da record e la rosa si è valorizzata proprio con i giocatori pescati da Maldini e Massara: Hernandez, Tonali, Maignan, Thiaw, Kalulu, oltre a Leao, valgono ora il doppio o il triplo e sono un patrimonio del Milan. La distanza filosofica tra Maldini e i fondi americani, che vorrebbero circoscriverne il potere, giustifica l'urgenza del confronto.

Zlatan Ibrahimovic in lacrime a San Siro nel giorno dell'addio al Milan

"Anche il Monza mi aveva cercato, ma ho preferito mollare"

La seconda parte della serata d'addio di Zlatan Ibrahimovic è stata una conferenza stampa da primattore, secondo prassi di un personaggio che il calcio italiano dovrà cercare di non perdere anche per la sua grande forza mediatica  Ha parlato a ruota libera, seguendo il sentimento, alternando i registri di ironia e serietà e toccando ogni argomento, anche il futuro: "Ora arriva un nuovo capitolo della mia vita. Per il momento voglio prendere tempo. Voglio godermi quest'estate. Godermi quello che ho fatto. Capire com'è la vita senza il calcio. Non sarebbe giusto decidere a caldo. Non penso di lasciare il calcio. Dirigente o allenatore? Se si riparte, bisogna salire tutta la scala, non è che perché sei stato Ibra lo puoi evitare. Quando sei allenatore, hai responsabilità di altri. Non puoi essere te stesso, non puoi arrivare in Ferrari. O forse sì, magari con Zlatan cambiamo le regole. Ho detto basta negli ultimi 10 giorni. Le offerte per continuare ci sono state, anche quella di Galliani per il Monza, ma non mi interessavano, avevo deciso di smettere e niente poteva farmi cambiare idea"

"Sono Superman, ma ho sentimenti"

"È stata una giornata molto speciale per me, iniziata con la pioggia: ho detto, anche Dio è triste. Mi sono tenuto dentro la mia decisione, nemmeno la società la sapeva, nemmeno la mia famiglia. Ho avuto una carriera lunga lunga, da domani sono un uomo libero. Accetto e sono pronto: la vita di un calciatore è tutta programmata, il panico di fine carriera nasce dal non avere un programma. Grazie al calcio ho conosciuto persone che non avrei conosciuto, ho viaggiato in tutto il mondo. Il Milan è diventato la mia seconda famiglia. La seconda volta, a 38 anni, avevo intorno ragazzi di 20 anni, è stato come avere altri 25 figli oltre ai miei 2. Oggi piangevano tutti: sì, sono Superman, ma ho sentimenti. Come è stato prendere una decisione così importante senza Mino Raiola? Con lui ho fatto tutto nel calcio. Certo, se ci fosse stato lui, avrebbe voluto che continuassi, così avrebbe preso la commissione".