Tonali, le lacrime prima dell’accordo col Newcastle
di Enrico CurròSandro Tonali cambia maglia
MILANO – Sandro Tonali voleva restare al Milan. Quando gli è stato detto che il club lo voleva assolutamente vendere al Newcastle per incassare 80 milioni di euro, è scoppiato a piangere: lui pensava ormai di rimanere per tutta la carriera nella squadra del cuore, diventandone la bandiera, come gli aveva prospettato la bandiera effettiva Paolo Maldini, fino a inizio giugno direttore tecnico e responsabile del mercato. Poi, col passare delle ore, alla delusione è subentrato il realismo. Il nuovo stipendio da 8 milioni di euro più bonus, il quadruplo di quello che percepiva finora, ha certamente asciugato le lacrime: il giocatore per primo sa bene quanto, di fronte a un ingaggio del genere, possa apparire inverosimile il pianto. Gli è rimasto, però, lo sconforto: per un’operazione proposta da altri e per il rischio fisiologico di passare per mercenario, dimentico delle promesse di amore eterno per la maglia rossonera, quella che aveva chiesto da bambino nella famosa letterina natalizia.…
MILANO – Sandro Tonali voleva restare al Milan. Quando gli è stato detto che il club lo voleva assolutamente vendere al Newcastle per incassare 80 milioni di euro, è scoppiato a piangere: lui pensava ormai di rimanere per tutta la carriera nella squadra del cuore, diventandone la bandiera, come gli aveva prospettato la bandiera effettiva Paolo Maldini, fino a inizio giugno direttore tecnico e responsabile del mercato. Poi, col passare delle ore, alla delusione è subentrato il realismo. Il nuovo stipendio da 8 milioni di euro più bonus, il quadruplo di quello che percepiva finora, ha certamente asciugato le lacrime: il giocatore per primo sa bene quanto, di fronte a un ingaggio del genere, possa apparire inverosimile il pianto. Gli è rimasto, però, lo sconforto: per un’operazione proposta da altri e per il rischio fisiologico di passare per mercenario, dimentico delle promesse di amore eterno per la maglia rossonera, quella che aveva chiesto da bambino nella famosa letterina natalizia. Non c’era niente di fasullo. Fino a pochi giorni fa, alla partenza per il ritiro dell’Under 21 impegnata all’Europeo, tutti i suoi progetti di vita riguardavano il Milan e Milano: non pensava affatto al trasferimento nel nord dell’Inghilterra.
Tonali, un’offerta impossibile da rifiutare
Poi, nel ritiro romeno dell’Under, lo ha raggiunto la telefonata di Geoffrey Moncada. Il capo degli osservatori del club, promosso uomo mercato dopo il licenziamento di Maldini e Massara, è stato perentorio: se Tonali si fosse opposto alla cessione, facendo perdere al Milan una cifra così alta, da qui al 2027 non sarebbe stata più possibile per lui alcuna rinegoziazione del contratto, firmato nel 2021 a 2.5 milioni di euro l'anno. In pratica al ventitreenne centrocampista, capitano in pectore, è stato fatto capire che era sacrificabile sull'altare del business (non del bilancio, ormai in attivo anche grazie agli introiti derivati dai risultati sportivi, lo scudetto del 2022 e la semifinale Champions 2023). E che, mentre gli stipendi dei compagni attuali e futuri potevano salire (Thuram, se arriverà a parametro zero dal Borussia Mönchengladbach, potrà anche superare i 5 milioni annui più bonus garantiti a Leao, innescando la corsa interna al rialzo), il suo sarebbe rimasto inchiodato. La domanda successiva, dunque, è stata chiarissima: ti conviene rinunciare all'ingaggio da 8 milioni più 2 di bonus, che ti offre il Newcastle? Ti conviene rinunciare a guadagnare il quadruplo di adesso?
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Tonali, una plusvalenza da 60 milioni
Tonali, che sta giocando in Romania da capitano l'Europeo in cui gli azzurrini hanno l'imperativo di qualificarsi per le Olimpiadi (non ci riescono da Pechino 2008), non ha avuto praticamente il tempo di riflettere: doveva decidere subito. E lui si è sentito quello che era inequivocabilmente diventato per il Milan, in assenza del suo mentore Paolo Maldini: una plusvalenza da 60 milioni, a cui toglierne 10 circa che andranno al Brescia in percentuale sulla rivendita. Così la risposta è diventata ovvia ed è scolorito il romanticismo, cancellato da un maxi stipendio al quale era difficile dire no.
Oggi la narrazione ufficiale vuole che siano tutti contenti, inclusi i due procuratori di Tonali: Giuseppe Riso, lanciato a suo tempo da Adriano Galliani all'epoca plenipotenziario del Milan, e Marianna Mecacci, ex moglie dell'ex calciatore e attuale dirigente sportivo Gianluca Comotto (in A con le maglie di Vicenza, Torino, Reggina, Fiorentina e Cesena), nonché madre di uno tra i ragazzi più promettenti delle giovanili rossonere, il nazionale Under 15 Christian Comotto. Si sottolinea inoltre che l'idea di muovere Tonali verso la Premier League, campionato particolarmente adatto alle sue caratteristiche di centrocampista universale di buona tecnica, corsa e inserimento, fosse vecchia di almeno un anno. La cosa certa è che tra i candidati a sostituirlo, Inter permettendo, c'è il suo compagno di Nazionale Davide Frattesi, 24 anni a settembre, incursore del Sassuolo, altro calciatore assistito da Riso.
Milan, il rischio di nuove cessioni
È dunque più che verosimile che vivranno tutti felici e contenti, perché i soldi non fanno la felicità ma averli non dispiace a nessuno. Però, se sono più che tangibili i 10 milioni annui che gli darà il suo nuovo datore di lavoro, la proprietà saudita del Newcastle, erano autentiche anche le lacrime iniziali dell'erede mancato di Rino Gattuso (stesso numero 8, stesso vigore in campo) e di Franco Baresi: lombardi entrambi, supermilanisti entrambi ed entrambi nati l'8 maggio, a distanza di 40 anni. La tesi veicolata dal club è che la campagna di rafforzamento della squadra ora abbia il necessario finanziamento e che per questo i tifosi debbano essere soddisfatti dell'addio a Tonali. In attesa di capire se la sua resterà la sola partenza eccellente - Hernandez è fortemente indiziato di essere il prossimo, sempre per 80 milioni, col Manchester United interessato e con 100 dei 160 milioni complessivamente incassati messi a disposizione dell’ad Furlani e di Moncada per il mercato - sostenere che sia stato Tonali a chiedere di lasciare il Milan per andare al Newcastle è una delle tante bugie ai tempi dell'algoritmo.