Sport

Milan, Pellegrino l’ultimo colpo del mercato targato Pioli. Ora il tecnico non può sbagliare

Stefano Pioli

Stefano Pioli

 
A Bologna l’esordio in campionato dei rossoneri, attesi nei prossimi due mesi da un calendario tosto. A Milanello potrebbe arrivare anche un vice Giroud, ma la squadra voluta dall’allenatore è praticamente fatta
1 minuti di lettura

MILANO — Adesso è ufficiale. L’ingaggio del giovane difensore centrale argentino Marco Pellegrino, 21 anni, in possesso anche del passaporto italiano e passato in soli sei mesi dallo status di emergente nel piccolo Platense a quello di aspirante titolare a Milanello, è stato perfezionato a poche ore dal debutto del nuovo Milan in campionato, sul campo del Bologna. L’apparenza inganna, perché Pellegrino, appena convocato da Mascherano per l’U20 dell’Albiceleste ma potenzialmente ancora nel giro dell’U21 azzurra malgrado le dimissioni di Mancini che lo stava visionando in prospettiva Nazionale, è il quinto difensore della rosa di Stefano Pioli ed è costato relativamente poco: meno di 5 milioni di euro di cartellino al club di Buenos Aires e 300 mila annui di stipendio a lui.

Pellegrino al Milan: come cambia la difesa

In realtà la scelta dell’ennesima promessa sottende una possibile variazione tattica – si tratta dell’unico centrale mancino dei 5, adatto anche alla linea difensiva a 3, cioè appunto all’uso della difesa a 4 o a 3 a seconda delle circostanze – e rivela il tema principale della stagione milanista: la responsabilizzazione massima di Pioli, alle cui intuizioni si affida il club, che ha deciso di delegargli in pieno le mosse tecniche.

Il mercato del Milan

Questa è la faccia sorridente della medaglia: una campagna acquisti ricca (l’ad Furlani ha stanziato un budget quasi triplo rispetto all’austerity imposto a Maldini e Massara e forse arriverà in extremis il vice Giroud), con almeno tre talenti superiori alla media (Loftus-Cheek, Reijnders e Chukwueze). L’altra faccia della medaglia è che, in caso di risultati inferiori alle aspettative, sarà facile per il club attribuire la colpa a Pioli. Il quale ha dunque l’obbligo di partire subito forte, per non disattendere le notevoli aspettative che una possente campagna mediatica ha creato tra i tifosi.

Il calendario del Milan

Il problema, per la squadra mai così straniera (Calabria è il solo italiano superstite tra i titolari) e soprattutto per il suo allenatore è il calendario, che nei primi due mesi e mezzo dissemina un discreto numero di ostacoli. In campionato, nelle prime dieci giornate, il Milan deve affrontare 5 avversarie dirette nella corsa allo scudetto e all’Europa - Roma, Inter, Lazio, Juventus e Napoli - e le prime tre partite del girone di Champions, che non potranno essere semplici: al sorteggio stavolta Pioli arriva in terza fascia, il che può complicare la qualificazione agli ottavi di finale.

I commenti dei lettori