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Napoli, Mazzarri non scioglie la riserva: ''Resto? Non lo so''

Nonostante la matematica certezza del secondo posto il tecnico rinvia a fine stagione ogni discorso sulla permanenza in azzurro: ''E' una questione di stimoli''

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Mazzarri, è qui la festa?
"Così presto, un traguardo eccezionale, record di punti, importantissimo, se vinciamo ancora battiamo Maradona, sì, siamo contenti di quello che abbiamo fatto e di quello che abbiamo da fare".
Promozione Champions immediata. Più bella della prima volta?
"Per certi versi, quest'anno mi è piaciuta di più. Quando parti in modo esagerato coi favori del pronostico e con la Juventus che straccia il campionato e noi subito dietro... non era facile: complimenti ai ragazzi. Eccezionali".
Napoli milionaria?
"Io credo che da 4 anni a questa parte stia facendo quello che una piazza così da tempo non faceva. 4 anni di fila in Europa, non è uno scherzo, erano anni che non capitava. Questo la dice lunga su quello che è diventato il Napoli in questi anni".
E adesso?
"Parliamo del futuro? Sì, ma di quello prossimo venturo. Vorrei provare a chiudere bene. Voglio dare spazio a chi ha giocato meno, vorrei vincerle ancora, quelle che restano. Se si parla troppo di Mazzarri, in chiave futura, la squadra si distrae. Mia è stata la decisione di quest'estate: non allungare il contratto. Resto di quell'idea. Voglio finire e vedere dentro me stesso quello che è meglio fare. Parlo con De Laurentiis tutti i giorni, lo sa. Ci penserò a fine anno".
Quali meriti si riconosce?
"Chi fa l'allenatore sa che sono i giocatori che ti fanno avere successo. Giochiamo bene, siamo uniti, abbiamo un'anima, li ho ringraziati tutti uno a uno".
E' questione di stimoli?
"Gli stimoli, ecco la parola. Molto è una questione personale. Per fare il mestiere come l'ho fatto io, per farli rendere tutti al massimo tenendoli sulla corda, bisogna essere carichi. Devo valutare con me stesso proprio questo aspetto".
E Cavani cosa farà? Può il Napoli essere forte anche senza di lui?
"Cavani? Quando uno esplode come lui... non molla mai, è un perfezionista, si allena meticolosamente. Quando è arrivato dal Palermo non era così: sotto porta intendo. Correva tanto e corre ancora ma era meno cinico. Ha lavorato tanto, tatticamente su certi aspetti, la squadra lavora per lui. Lui si è esaltato".
Dunque anche Cavani deve molto al Napoli. Ma cosa serve per crescere ancora?
"Per vincere lo scudetto? Io vorrei che si facesse la considerazione su dati oggettivi. Non è questione di allenatori: se ti danno i supercampioni allora puoi vincere. La Juve dite che non ce li ha? Se guardate certi parametri non c'è paragone tra noi e la Juve, lo ripeto: andatevi a vedere certi numeri".

Altro protagonista del match è Marek Hamsik. E' lui che ha cambiato il match nel secondo tempo, è normale che parli di trasformazione anche del Napoli, nell'ultimo mese e mezzo. "La svolta? Dopo la partita col Chievo - spiega lo slovacco - ci siamo fermati, abbiamo parlato, e da quel momento non abbiamo più mollato. Così i risultati ci hanno dato ragione".
Così spiega uno scatto formato Champions League. Ma Cavani e Mazzarri, tutti si chiedono, ci saranno?
"Bisogna aspettare per sapere - dice - io vorrei che restassero tutti e due, perché il progetto c'è e perché sono grandi. Se in questi tre anni sono arrivati grandi risultati, loro hanno avuto una parte importante".
Proviamo a fare l'avvocato del diavolo: se andassero via, potrebbero esserci risultati di questo livello?
"E' difficile pensarlo - dice Hamsik - difficile che si possa sostituire al meglio un attaccante che ha fatto cento gol in tre anni, difficile che si possa fare bene senza un tecnico che ha ben gestito il gruppo. Naturalmente se accadesse io lo spererei, io che ho sposato il progetto. Ma non so come andrà, questo è il calcio: bisogna aspettare per saperlo".  
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