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Il Napoli è invece ancora un cantiere e si è messo con le spalle al muro, logorato da un'estate di incertezza e di troppi ritardi, in campo e fuori. E' stato ufficializzato De Guzman (''Sono felice di essere arrivato a Napoli. Mando un saluto a tutti i tifosi azzurri, non vedo l'ora di cominciare", le sue prime parole dopo la firma sul contratto di quattro anni), fuori tempo massimo per la doppia sfida con i baschi, in cui il club di De Laurentiis rischia di mandare in fumo l'obiettivo principale della sua stagione. I rinforzi (a proposito, dall'Inghilterra arriva la notizia di un infortunio al piede sinistro per Fellaini, fotografato in stampelle, ndr) dovevano arrivare prima. E la società avrebbe anche dovuto e potuto vigilare di più sulle vacanze dei suoi nazionali, chiedendo un piccolo sacrificio ai dodici reduci dal Mondiale in Brasile. Higuain e Mertens si sono fatti trovare pronti comunque, pur rientrando alla base in ritardo. Altri no. Zuniga per esempio, non è stato nemmeno inserito nella lista dei convocati: per le sue precarie condizioni. Eppure il colombiano aveva già perso l'intero campionato scorso per un grave infortunio e i tifosi si aspettavano da lui più disponibilità, per rimettersi in pari.
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Doveva essere un'estate diversa, per il Napoli: con la terribile spada di Damocle del preliminare di Champions a metà agosto. Invece l'allarme è stato sottovalutato da tutti. Benitez è stato costretto ad affrontare il Bilbao con una formazione troppo sperimentale, in cui hanno trovato posto tra i titolari addirittura Gargano e Britos: due giocatori che non facevano parte dei piani per il futuro, fino a qualche settimana fa. Recuperati alla causa solamente per l'emergenza. "Ho dovuto privilegiare i più in forma". Meno male che Higuain ha evitato il peggio, tenendo aperto con il suo gol almeno uno spiraglio per la qualificazione. "Dobbiamo giocare la Champions a tutti i costi", ha ruggito al 90' l'attaccante argentino, ribellandosi con i fatti e le parole alla sconfitta. Ma i fischi del San Paolo, oltre a riaprire il caso Insigne, promettono poco di buono per il futuro. L'ambiente azzurro si è già surriscaldato. La rivincita del San Mames vale mezza stagione.