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Il Napoli riparte da Mosca, ma De Laurentiis vuole la Champions

La comitiva azzurra è arrivata nella capitale russa dove domani affronterà la Dinamo nel ritorno degli ottavi di Europa League. Una manifestazione che non ha mai appassionato il presidente De Laurentiis, che ha incitato la squadra ma non è partito

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MOSCA - Sulla maestosa Piazza Rossa splende il sole, quasi primaverile, che ha un po' risollevato il morale del Napoli al suo arrivo a Mosca. Quasi quattro ore di volo, in cui la comitiva azzurra si è isolata dalla tensioni dei giorni scorsi: sfociata nel duro confronto di martedì mattina a Castel Volturno. De Laurentiis è rimasto a casa, dopo aver dato la carica ai giocatori ("Sono convinto che onorerete la maglia") e ribadito ufficialmente il suo appoggio a Benitez. "La squadra deve seguire la sua guida". È il momento della compattezza, in casa azzurra, dopo il ko di Verona e il sorpasso subito in campionato dalla Lazio, costato il terzo posto in classifica. Ma l'assenza del presidente, che era invece in tribuna domenica scorsa al Bentegodi, è l'ennesima conferma del suo poco feeling con l'Europa League: un torneo che per sua stessa ammissione non l'ha mai affascinato davvero e non rappresenta di sicuro il primo obiettivo stagionale del club.   

La vera priorità del Napoli è il ritorno in Champions, messo a rischio dagli ultimi passi falsi in campionato e soprattutto dall'ultimo ko di Verona, molto pesante pure per le sue ripercussioni sugli equilibri interni. La squadra è stanca, dopo il durissimo tour de force (su tre fronti) che va avanti da mesi. De Laurentiis e Benitez non hanno invece ancora fatto chiarezza sul futuro della panchina, che resta assai incerto. Ma il calendario non concede tregua e non c'è tempo per una pausa di riflessione. Serve subito un reazione in Europa League, a Mosca, da cui ripartire anche per l'inseguimento a Roma e Lazio. 

È pure un romantico amarcord, 25 anni dopo l'indimenticabile passeggiata by night di Maradona nella Piazza Rossa: riaperta solamente per lui nel cuore della notte, alla vigilia della tempestosa eliminazione dalla Coppa dei Campioni nella sfida contro lo Spartak. Ma la folta comunità napoletana di Mosca, molto attiva nel campo alberghiero e della ristorazione, pregusta soprattutto il sapore dolce della vendetta sportiva: piatto freddo per antonomasia, da consumare a temperatura ambiente (sotto lo 0 e dintorni, all'ora del fischio d'inizio di domani, alle 18 italiane) e alla ragguardevole distanza di un quarto di secolo. Da qui è già passato senza trovare fortuna il grande Napoli di Diego e in precedenza era caduto anche un Napoli decisamente più piccolo, silurato nel doppio confronto di Coppa Uefa dalla Torpedo. Adesso tocca a Benitez: il re di coppe, l'uomo giusto per sfatare al terzo tentativo il tabù e piantare la bandiera azzurra sul Cremlino, guidando la sua squadra nella campagna di Russia. Una missione benedetta dal sole.    

Si giocherà nella vetusta (ma funzionale) Arena Khimki, piccolo stadio di periferia che appartiene al Cska e dal 2009 ospita pure la Dinamo, il cui impianto è in restaurazione per il Mondiale. Ridotta la capienza: 18 mila posti. Le tribune però sono a  ridosso del terreno di gioco (in condizioni accettabili, non ideali) e l'ambiente sarà dunque lo stesso caloroso, nonostante la temperatura che di notte si avvicina allo zero. Nel pomeriggio la prova generale del Napoli: press conference alle 19.15 e rifinitura alle ore 20 in punto, local time. Domani sono attesi invece i 250 fedelissimi al seguito dall'Italia, col  timore purtroppo reale di qualche rappresaglia dopo le violenze della settimana scorsa. Nessun dubbio sul ritorno tra i titolari di Higuain, dopo il turn over in campionato. Non sono stati invece convocati per infortunio Koulibaly e Gargano, ancora indisponibili.
 
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