NAPOLI - Legia Varsavia, Milan, Midtjylland e per ultimo il Chievo, messo ko domenica sera al Bentegodi dall'ennesima prodezza di Gonzalo Higuain. C'era una volta il tabù delle trasferte, definitivamente spazzato via dal Napoli con la quarta vittoria di seguito lontano dal San Paolo, conquistata nel combattuto posticipo di Verona. Era una partita temuta, contro un avversario che contro gli azzurri riesce sempre a moltiplicare le forze e trovare motivazioni speciali: che questa volta non sono però bastate. I tre punti se li è presi il lanciatissimo gruppo di Sarri, che a fine gara ha ricevuto i meritati complimenti su Twitter di Aurelio De Laurentiis. "È stato un successo da squadra vera, in un campo molto difficile. Bravi, bravi tutti", ha esultato il presidente, pregustando già lo scontato pienone di dopodomani a Fuorigrotta, per il turno infrasettimanale contro il Palermo. Il secondo posto in classifica fa sognare e la prevendita ha subito un'altra accelerazione.
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Sono salite a 6 le vittorie consecutive del Napoli, tra campionato ed Europa League. Anche in Coppa gli azzurri stanno facendo benissimo: primi a punteggio pieno nel loro girone e con la qualificazione ai sedicesimi già in tasca. Merito della ritrovata solidità del reparto arretrato, che era stato il punto debole della squadra nel biennio di Benitez. Con Sarri, invece, gli azzurri hanno adesso la seconda miglior difesa della serie A e si stanno scoprendo finalmente solidi, anche grazie al fondamentale innesto di un mediano come Allan: che si sta rivelando un trascinatore insostituibile. Ma il brasiliano preferisce volare basso. "Il merito di questi risultati è del nostro allenatore, che sa tirare fuori il meglio dai suoi giocatori. È lui che dice di pensare partita dopo partita e il suo è un ragionamento giusto: siamo ancora all'inizio e c'è ancora tanta strada davanti a noi. Ora prepariamo la sfida con il Palermo, per far bene. Sono contento del mio rendimento e spero anche di poter segnare altri gol. Rispetto a Udine ho maggiore libertà, posso arrivare più avanti ed essere pericoloso al tiro: come quando avevo 17 anni e giocavo da trequartista. Non so perché Dunga non mi abbia ancora convocato in Nazionale, però sono molto fiducioso e credo che continuando così possa arrivare anche la chiamata da Brasile: un sogno".
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Ma è un momento magico soprattutto per Higuain, capocannoniere della serie A con 7 reti in 9 giornate e decisivo pure a Verona. "Era una partita molto difficile, questo è un campo storicamente ostico per noi. Abbiamo meritato la vittoria, il Chievo non ha mai tirato in porta. Il nostro tecnico ci trasmette molto, arriva alla testa dei giocatori e questo si vede in campo. Scudetto? È troppo presto per guardare la classifica, guardiamo in casa nostra e basta. Ci sono tante squadre forti e manca ancora tantissimo, anche se qualcosa nel Napoli è cambiato". Sta funzionando tutto, compreso il turn over. E contro il Palermo è probabile un'altra mezza rivoluzione, con Maggio, Chiriches, Mertens e Gabbiadini già in preallarme. Il tour de force continua e il nemico che fa più paura agli azzurri è proprio il calendario. "Le squadre che giocano in Europa League sono penalizzate", ha tuonato Sarri lasciando il Bentegodi. L'antidoto alla stanchezza può essere il San Paolo pieno.
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Sono salite a 6 le vittorie consecutive del Napoli, tra campionato ed Europa League. Anche in Coppa gli azzurri stanno facendo benissimo: primi a punteggio pieno nel loro girone e con la qualificazione ai sedicesimi già in tasca. Merito della ritrovata solidità del reparto arretrato, che era stato il punto debole della squadra nel biennio di Benitez. Con Sarri, invece, gli azzurri hanno adesso la seconda miglior difesa della serie A e si stanno scoprendo finalmente solidi, anche grazie al fondamentale innesto di un mediano come Allan: che si sta rivelando un trascinatore insostituibile. Ma il brasiliano preferisce volare basso. "Il merito di questi risultati è del nostro allenatore, che sa tirare fuori il meglio dai suoi giocatori. È lui che dice di pensare partita dopo partita e il suo è un ragionamento giusto: siamo ancora all'inizio e c'è ancora tanta strada davanti a noi. Ora prepariamo la sfida con il Palermo, per far bene. Sono contento del mio rendimento e spero anche di poter segnare altri gol. Rispetto a Udine ho maggiore libertà, posso arrivare più avanti ed essere pericoloso al tiro: come quando avevo 17 anni e giocavo da trequartista. Non so perché Dunga non mi abbia ancora convocato in Nazionale, però sono molto fiducioso e credo che continuando così possa arrivare anche la chiamata da Brasile: un sogno".
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Ma è un momento magico soprattutto per Higuain, capocannoniere della serie A con 7 reti in 9 giornate e decisivo pure a Verona. "Era una partita molto difficile, questo è un campo storicamente ostico per noi. Abbiamo meritato la vittoria, il Chievo non ha mai tirato in porta. Il nostro tecnico ci trasmette molto, arriva alla testa dei giocatori e questo si vede in campo. Scudetto? È troppo presto per guardare la classifica, guardiamo in casa nostra e basta. Ci sono tante squadre forti e manca ancora tantissimo, anche se qualcosa nel Napoli è cambiato". Sta funzionando tutto, compreso il turn over. E contro il Palermo è probabile un'altra mezza rivoluzione, con Maggio, Chiriches, Mertens e Gabbiadini già in preallarme. Il tour de force continua e il nemico che fa più paura agli azzurri è proprio il calendario. "Le squadre che giocano in Europa League sono penalizzate", ha tuonato Sarri lasciando il Bentegodi. L'antidoto alla stanchezza può essere il San Paolo pieno.