Napoli, Sarri rilancia: ''Non mi arrendo, siamo forti''
di MARCO AZZI e PASQUALE TINA
De Laurentiis in conferenza stampa Sarri (ansa)
Il tecnico: ''La Juve è la favorita, lo dicono tutti: ma io nella mia carriera non ho mai mollato''. De Laurentiis torna al San Paolo: ''Loro hanno un fatturato di 380 milioni, datene 100 in più a me e vedrete come vinco''. Su Higuain: ''Ha deciso di andare via perché secondo lui qui non c'erano altri giocatori importanti''
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NAPOLI - Macché resa. Il Napoli ha sempre in mente lo scudetto. Lo hanno chiarito in una conferenza stampa congiunta, alla vigilia della super sfida di domani con la Roma, Aurelio De Laurentiis e Maurizio Sarri. Il presidente è stato categorico. "Vorrei vincere il tricolore entro dieci anni, ma se ci riesco anche prima, naturalmente". L'allenatore ha invece smentito di aver già consegnato il titolo alla Juventus, dopo la sconfitta di Bergamo. "Non capisco perché le mie parole siano state strumentalizzate. La squadra bianconera è la favorita, lo dicono tutti: ma io nella mia carriera non ho mai mollato. Questo mi ha fatto girare le scatole: chi è passato come me dalla seconda categoria alla Champions, non si arrende. Voglio pure io lo scudetto, ma il mio contratto non dura dieci anni, quindi devo riuscirci prima...".
Sarri: "Mi avete fatto girare il c***o! Non mi arrendo mai"
La sfida con la Roma sarà un'altra tappa importante, per le ambizioni azzurre. "Faccio un appello ai tifosi - aggiunge Sarri - Voglio uno stadio tosto. Domani servirà un grande sostegno e ci serve pure quello di De Laurentiis, che è il nostro primo tifoso". Il presidente raccoglie l'invito e sarà di nuovo al San Paolo, dove manca dall'1 agosto. "Lo faccio per l'amore che provo nei confronti di questa squadra - spiega il presidente - e di Sarri. Non posso tirarmi indietro e sono al loro fianco, anche se per il Napoli non sarà facile arrivare primi. La Juve ha 380 milioni di fatturato, datene 100 in più a me e vedrete come vinco. Ma adesso ho accettato di partecipare a questo campionato e quindi me lo gioco fino alla fine. La sfida con la Roma sarà difficile per noi, ma anche per loro".Carico anche Sarri, che però toglie un po' di pressione dalle spalle dei suoi giocatori, già orfani di Milik: "Non si deciderà domani l'anti-Juve, il campionato è appena cominciato. L'assenza di Milik? Puntiamo su Gabbiadini e sto studiando anche delle alternative. Manolo non potrà giocare ogni tre giorni. Mertens sarà utile contro le squadre chiuse e Callejon quando ci saranno più spazi. Inserirò i nuovi appena saranno pronti. In una squadra organizzata come la nostra è più difficile". De Laurentiis è sulla stessa lunghezza d'onda e non polemizza con il suo allenatore per il mancato utilizzo dei nuovi acquisti: "Diawara e Rog non hanno ancora debuttato, ma Sarri ha deciso così. Sono i rischi che fanno parte del suo mestiere. Non li considera ancora pronti, evidentemente".
Sarri: "Con la Roma mi aspetto una reazione"
Il Napoli prova a fare quadrato e a voltare pagina. Nemmeno Higuain deve essere più un rimpianto. "Prima si giocava solo per lui - ha detto De Laurentiis - io interpreto il calcio in maniera diversa. E' uno sport di squadra. Come rosa siamo più competitivi dello scorso campionato. Il Pipita aveva quasi rinnovato il contratto un anno fa: mi incontrai con il padre e il fratello a Venezia. Poi sono spariti e a febbraio Nicolas mi ha comunicato che Gonzalo sarebbe voluto andar via perché il Napoli non aveva altri giocatori importanti". Ma il presidente non si aspettava il trasferimento alla Juventus. "I napoletani sono stati traditi", dice. "Con Hamsik, invece, ho un altro tipo di rapporto e l'ho sempre accontentato con i rinnovi dei contratti. Stiamo insieme da 10 anni". La sfida con la Roma è un'altra tappa.
DeLaurentiis su Higuain: "Per lui avevamo giocatori scarsi"
Il chiodo fisso di De Laurentiis resta però sempre la rivalità con la Juve: "Appartiene alla famiglia Agnelli da decenni. Noi non abbiamo ereditato nulla dal tribunale: io ho comprato un pezzo di carta. Non abbiamo una storia di 27 scudetti, ne abbiamo vinti solo due. E se il signor Ferlaino non avesse comprato Maradona, probabilmente non sarebbero arrivati. Quindi teniamoci stretti questi dodici anni del nuovo corso e pensiamo a crescere".