NAPOLI - Il piglio è quello solito. E' Maurizio Sarri a richiamare l'attenzione nei confronti dell'Empoli: "Se ne parla poco, è una sfida difficile. Conosco bene l'ambiente e ho trasmesso questo messaggio alla squadra". Solito copione, dunque. E pochi proclami. C'è una sola concessione, un guizzo dialettico che sicuramente cementerà il legame tra l'allenatore e il pubblico del San Paolo: "Il nostro è un pubblico maturo: ha l'umiltà di capire che non si può vincere sempre, ma meriterebbe di riuscirci di più per mille motivi, non soltanto calcistici. Noi sicuramente siamo cresciuti tanto e ci manca l'ultimo step per passare dagli 80-82 punti agli 89-90".
Comincia la volata finale del campionato. Che possibilità ci sono per il secondo posto?
"Le possibilità ci sono sempre. Dobbiamo fissare obiettivi minimi a livello temporale e centrarne il più possibile".
Mertens per anni si è alternato con Insigne. Da 4 mesi è diventato un bomber di razza. Quanto c'è di Sarri in questa trasformazione?
"Solitamente queste sono trasformazioni che accadono nei momenti di necessità. Milik s'infortuna, Gabbiadini viene squalificato e Mertens diventa l'attaccante centrale. Con questa squadra e con questo tipo di gioco ha dimostrato di poter fare questo ruolo. C'è stata anche una componente di necessità".
Torna ad Empoli dopo un anno è mezzo. Quanto è cresciuto Sarri?
"Penso che in tutte le esperienze ci sia motivo di riflessione e di crescita. Come tipologia di allenatore ero lo stesso pure in serie C, solo che la ribalta era diversa e nessuno se n'accorgeva. Queste sono esperienze in cui fuori dal campo ti scontri con cose diverse e quindi bisogna cambiare qualche pensiero e qualche atteggiamento".
Ha schierato Pavoletti col Crotone. Come procede il suo inserimento?
"Parliamo di un attaccante centrale con caratteristiche diverse. Lui deve abituarsi alla squadra e viceversa. Sta crescendo di condizione perché ha avuto qualche mese travagliato a causa degli infortuni".
Cosa dà Jorginho a questa squadra?
"Ha una qualità di palleggio che ha pochi eguali in Europa. Talvolta giochiamo con un tempo di gioco in meno e quindi in certe partite in cui si apre il campo può fare fatica a disputare i 90 minuti. Con il Crotone abbiamo giocato in 50 metri di campo ed è arrivato fino alla fine. In campo aperto Diawara ci dà accelerazione e resistenza".
Preferisce il secondo posto o la Coppa Italia?
"Quando ero giovane mi piacevano le more, poi ho sposato una rossa. Non scelgo nulla. Vorrei finire la stagione alla grande. Abbiamo avuto tante problematiche ma siamo cresciuti a livello di mentalità e come organico. I nuovi acquisti hanno fatto fondamentalmente bene. Vorrei essere protagonista in tutte le competizioni".
Questo Napoli è più forte dell'anno scorso?
"Può anche darsi che il valore assoluto del Napoli non sia superiore, ma quello complessivo sì. Se l'anno scorso avessimo avuto la Coppa d'Africa, la rottura del crociato di Milik e la Champions, avremmo perso tanti punti. Stavolta abbiamo limitato. Il valore è superiore".
Si può rinunciare alla Champions?
"La Champions è un qualcosa dell'animo, non qualcosa di materiale. Il mio futuro non dipende certo da questa qualificazione. Sto plasmando una squadra che mi segue ed è questo l'aspetto fondamentale".
Punterà sulla la velocità dei tre piccoletti oppure Pavoletti ha bisogno di giocare?
"La partita sarà insidiosa a prescindere dalle scelte. Il Napoli non ha mai vinto ad Empoli. Conosco l'ambiente. Quando va in difficoltà, reagisce e quindi troveremo grande determinazione. So che dobbiamo affrontare una sfida complicata e ho cercato di trasferire questo messaggio ai ragazzi. L'Empoli sta proseguendo un discorso cominciato cinque anni fa e ha avuto la forza di fare scelte importanti anche quando io non c'ero più".
Quanto tempo servirà al Napoli per completare la mentalità?
"Ci manca ancora qualcosa. I motivi possono essere sportivi o societari, ci sarebbe tanto da parlarne. Questa squadra comunque non ha più il 30% di margine di miglioramento. Si è ridotto molto. Dobbiamo curare tutto nei dettagli, nell'alimentazione e nella prevenzione degli infortuni. Se questo gruppo ha la testa giusta, lavoriamo pure su quel 7%-8% che ci manca per passare dagli 80-82 punti ad 89-90 punti".
Giocherete nella metà campo dell'Empoli?
"Dipenderà da noi. Vedremo se avremo la forza di abbassarli. L'Empoli ha la capacità di reagire a certi isterismi, quindi troveremo una partita difficile da avere in mano per lungo periodo di tempo. Ha un buon palleggio".
Hysaj ha avuto qualche battuta a vuoto. Come se lo spiega?
"Credo che a certi livelli sia difficile ripetersi quando sei giovane. Probabilmente ha vissuto momenti di tensione e di stress superiore e quindi l'ha pagato. Vedremo se avrà la capacità di stabilizzarsi tra qualche anno. Ci si dimentica spesso che ha 22 anni. E' un ragazzo giovane che sta facendo certe esperienze, come la Champions".
Lei si sente sazio di questo Napoli oppure spera di conquistare di più?
"Se mi sentissi sazio, andrei a casa. Non lo sono affatto, i nostri tifosi non hanno la presunzione di dover vincere sempre, ma meriterebbero di farlo. E' un pubblico che ha la giusta umiltà, ma avrebbe bisogno di vincere più spesso. Ci sono tanti motivi anche non legati al calcio".
Continuerà a vedere la Champions?
"No, non m'interessa più. Non ci siamo più. Non faccio il tifo per nessuno. Magari la vedrò soltanto per motivi tattici, ma non certo per soddisfazione personale. La vittoria del Real Madrid non cambierebbe di certo il nostro cammino nella competizione. Le nostre valutazioni non cambiano".
Comincia la volata finale del campionato. Che possibilità ci sono per il secondo posto?
"Le possibilità ci sono sempre. Dobbiamo fissare obiettivi minimi a livello temporale e centrarne il più possibile".
Mertens per anni si è alternato con Insigne. Da 4 mesi è diventato un bomber di razza. Quanto c'è di Sarri in questa trasformazione?
"Solitamente queste sono trasformazioni che accadono nei momenti di necessità. Milik s'infortuna, Gabbiadini viene squalificato e Mertens diventa l'attaccante centrale. Con questa squadra e con questo tipo di gioco ha dimostrato di poter fare questo ruolo. C'è stata anche una componente di necessità".
Torna ad Empoli dopo un anno è mezzo. Quanto è cresciuto Sarri?
"Penso che in tutte le esperienze ci sia motivo di riflessione e di crescita. Come tipologia di allenatore ero lo stesso pure in serie C, solo che la ribalta era diversa e nessuno se n'accorgeva. Queste sono esperienze in cui fuori dal campo ti scontri con cose diverse e quindi bisogna cambiare qualche pensiero e qualche atteggiamento".
Ha schierato Pavoletti col Crotone. Come procede il suo inserimento?
"Parliamo di un attaccante centrale con caratteristiche diverse. Lui deve abituarsi alla squadra e viceversa. Sta crescendo di condizione perché ha avuto qualche mese travagliato a causa degli infortuni".
Cosa dà Jorginho a questa squadra?
"Ha una qualità di palleggio che ha pochi eguali in Europa. Talvolta giochiamo con un tempo di gioco in meno e quindi in certe partite in cui si apre il campo può fare fatica a disputare i 90 minuti. Con il Crotone abbiamo giocato in 50 metri di campo ed è arrivato fino alla fine. In campo aperto Diawara ci dà accelerazione e resistenza".
Preferisce il secondo posto o la Coppa Italia?
"Quando ero giovane mi piacevano le more, poi ho sposato una rossa. Non scelgo nulla. Vorrei finire la stagione alla grande. Abbiamo avuto tante problematiche ma siamo cresciuti a livello di mentalità e come organico. I nuovi acquisti hanno fatto fondamentalmente bene. Vorrei essere protagonista in tutte le competizioni".
Questo Napoli è più forte dell'anno scorso?
"Può anche darsi che il valore assoluto del Napoli non sia superiore, ma quello complessivo sì. Se l'anno scorso avessimo avuto la Coppa d'Africa, la rottura del crociato di Milik e la Champions, avremmo perso tanti punti. Stavolta abbiamo limitato. Il valore è superiore".
Si può rinunciare alla Champions?
"La Champions è un qualcosa dell'animo, non qualcosa di materiale. Il mio futuro non dipende certo da questa qualificazione. Sto plasmando una squadra che mi segue ed è questo l'aspetto fondamentale".
Punterà sulla la velocità dei tre piccoletti oppure Pavoletti ha bisogno di giocare?
"La partita sarà insidiosa a prescindere dalle scelte. Il Napoli non ha mai vinto ad Empoli. Conosco l'ambiente. Quando va in difficoltà, reagisce e quindi troveremo grande determinazione. So che dobbiamo affrontare una sfida complicata e ho cercato di trasferire questo messaggio ai ragazzi. L'Empoli sta proseguendo un discorso cominciato cinque anni fa e ha avuto la forza di fare scelte importanti anche quando io non c'ero più".
Quanto tempo servirà al Napoli per completare la mentalità?
"Ci manca ancora qualcosa. I motivi possono essere sportivi o societari, ci sarebbe tanto da parlarne. Questa squadra comunque non ha più il 30% di margine di miglioramento. Si è ridotto molto. Dobbiamo curare tutto nei dettagli, nell'alimentazione e nella prevenzione degli infortuni. Se questo gruppo ha la testa giusta, lavoriamo pure su quel 7%-8% che ci manca per passare dagli 80-82 punti ad 89-90 punti".
Giocherete nella metà campo dell'Empoli?
"Dipenderà da noi. Vedremo se avremo la forza di abbassarli. L'Empoli ha la capacità di reagire a certi isterismi, quindi troveremo una partita difficile da avere in mano per lungo periodo di tempo. Ha un buon palleggio".
Hysaj ha avuto qualche battuta a vuoto. Come se lo spiega?
"Credo che a certi livelli sia difficile ripetersi quando sei giovane. Probabilmente ha vissuto momenti di tensione e di stress superiore e quindi l'ha pagato. Vedremo se avrà la capacità di stabilizzarsi tra qualche anno. Ci si dimentica spesso che ha 22 anni. E' un ragazzo giovane che sta facendo certe esperienze, come la Champions".
Lei si sente sazio di questo Napoli oppure spera di conquistare di più?
"Se mi sentissi sazio, andrei a casa. Non lo sono affatto, i nostri tifosi non hanno la presunzione di dover vincere sempre, ma meriterebbero di farlo. E' un pubblico che ha la giusta umiltà, ma avrebbe bisogno di vincere più spesso. Ci sono tanti motivi anche non legati al calcio".
Continuerà a vedere la Champions?
"No, non m'interessa più. Non ci siamo più. Non faccio il tifo per nessuno. Magari la vedrò soltanto per motivi tattici, ma non certo per soddisfazione personale. La vittoria del Real Madrid non cambierebbe di certo il nostro cammino nella competizione. Le nostre valutazioni non cambiano".