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Napoli, è Milik l'uomo della speranza scudetto

Milik in azione contro il Sassuolo (afp)
Distacco tornato a quattro punti ma la squadra di Sarri non si arrende e la buona prova del centravanti fa sperare nella rimonta con i giocatori più freschi
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NAPOLI - I punti di distacco dalla Juventus sono tornati 4, quando mancano soltanto 8 giornate alla fine del campionato. Ma il rischio di una resa anticipata non è legato ai numeri, che al contrario impongono al Napoli di continuare a rincorrere fino in fondo il sogno scudetto, visto che c'è ancora da giocare pure lo scontro diretto del 22 aprile a Torino. Matematica a parte, però, i deludenti 90' con il Sassuolo al Mapei Stadium hanno minato in maniera brusca e quasi irreparabile le certezze degli azzurri, apparsi improvvisamente appesantiti nelle gambe e soprattutto troppo nervosi, a causa di una tensione che sta diventando per Hamsik e compagni molto difficile da sostenere. L'ha capito benissimo anche Maurizio Sarri, che infatti ha subito provato a girare pagina e a togliere dalle spalle dei suoi giocatori un po' di pressione, aggrappandosi a un bluff dalla lettura peraltro abbastanza facile. "L'obiettivo è fare prima possibile il record di punti della nostra società, superando quota 87. Tutti gli altri discorsi legati al primato ci devono solamente inorgoglire e significano che siamo già andati assai al di là delle più rosee previsioni, tenendo conto che non eravamo partiti per puntare tanto in alto". L'allenatore toscano è tuttavia il primo a sapere che la verità è un'altra, dopo quasi 7 mesi in cui la sua squadra non si è mai nascosta e ha messo da parte perfino le Coppe per fare all in sul traguardo tricolore, sembrato a portata di mano per l'intero inverno.
Ma adesso sta venendo fuori la stanchezza, atletica e soprattutto mentale. Il Napoli è molto meno abituato della Juventus a lottare ai massimi livelli e gli errori commessi contro il Sassuolo si spiegano proprio con la pressione, che si è trasformata per quasi tutti gli azzurri in nervosismo. Oltre al danno dei due punti gettati via, nella deludente trasferta emiliana, gli azzurri hanno dovuto subire pure la beffa delle ammonizioni di Albiol e Jorginho, che erano diffidati e dovranno dunque saltare per squalifica la gara di domenica prossima al San Paolo con il Chievo. Non è detto che sia un danno, però. Mai come in questa fase del campionato, infatti, Sarri ha bisogno di gettare in campo forze fresche e giocatori mentalmente meno usurati, concedendo finalmente un po' di respiro agli esausti titolarissimi.

L'unica bella notizia della partita di Reggio Emilia è stata del resto il ritorno a buoni livelli di Milik, il cui ingresso al centro dell'attacco al posto di Mertens ha aiutato i compagni a scuotersi e a evitare almeno la sconfitta. Ora ci sarà spazio pure per Diawara e per uno tra Chiriches e Tonelli. Servono entusiasmo e energie per continuare a credere nello scudetto, come giustamente chiedono i tifosi. A Fuorigrotta ci sarà comunque il pienone, con oltre 30 mila biglietti già acquistati. Il compito di reagire spetta tuttavia alla squadra, mollare in anticipo con otto giornate di campionato ancora da giocare e lo scontro diretto di Torino all'orizzonte sarebbe un brutto segnale. Intanto da Los Angeles sono arrivati gli auguri di una Pasqua serena rivolti da Aurelio De Laurentiis a tutto l'ambiente napoletano. L'estremo richiamo del presidente alla compattezza. 
E' NATO IL NIPOTE DI MARADONA - Diego Maradona ha un nipote napoletano. E' nato la domenica di Pasqua alle 12.27 Diego Matias, figlio di Diego junior e della moglie Nunzia Pennino. "Pesa 3 kg e 480 grammi: sia lui che la mamma stanno benissimo", ha annunciato il neo-papà al sito napolimagazine E i tifosi già sognano che la magia del Diez possa ripetersi a distanza di 30 anni.
Diego Matias, infatti, respirerà calcio: suo nonno è stato il più grande di tutti i tempi e ha trascinato il Napoli alla vittoria dei due scudetti, suo padre - nato nel 1986 dalla relazione dell'ex Pibe de Oro con Cristiana Sinagra  - ha un passato nelle giovanili azzurre. Adesso gioca nell'Afro Napoli, la squadra dilettantistica che promuove i valori dell'integrazione, e studia da allenatore tanto che è stato spesso a Castel Volturno per carpire i segreti di Maurizio Sarri. 

Diego Matias è la terza generazione dei Maradona. Felice ovviamente nonno Diego che si è riconciliato da qualche anno con suo figlio. "L'ho chiamato così -  spiega Diego junior - proprio in suo onore". E così la suggestione si rinnova: la storia d'amore tra Maradona e Napoli, del resto, non finirà mai.
 
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