Sport

Napoli, Gattuso: "Troppi 18 punti dall'Inter, ma serve pazienza"

Gennaro Gattuso (agf)
Il tecnico azzurro parla alla vigilia del big match contro i nerazzurri al San Paolo: "Tra tre settimane capiremo in che direzione stiamo andando, ora serve limitare i danni. Voglio una squadra che non vada nel panico e sappia soffrire, vedo grande disponibilità da parte dei ragazzi. Dobbiamo riaccendere l'entusiasmo dei tifosi"
4 minuti di lettura
NAPOLI - Dopo la vittoria contro il Sassuolo con cui il suo Napoli ha chiuso il 2019, Rino Gattuso parla alla vigilia della sfida al San Paolo contro l'Inter, big match della Serie A che torna in campo dopo la sosta natalizia. 

Inizia un mese di gennaio molto duro, con Inter, Lazio e Juve in rapida successione: vedremo già il Napoli di Gattuso?
"Non dobbiamo pensare al ciclo terribile che abbiamo di fronte, dobbiamo preparare solo la partita con l'Inter e sappiamo che serve una grande prestazione. Giochiamo contro una grandissima squadra: a livello fisico e come qualità di gioco. L'Inter ha un grandissimo allenatore, serve la prestazione perfetta. Se ripetiamo la gara contro il Sassuolo, saranno guai per noi. Dobbiamo tenere meglio il campo e dobbiamo ripartire".
In cosa il Napoli dovrà migliorare?
"Dobbiamo essere compatti e aumentare la nostra capacità di soffrire. Solo il campo e il lavoro ci porteranno a migliorare. Voglio rivedere in partita l'entusiasmo che ho visto in allenamento dal primo giorno. Serviranno partecipazione e grande voglia. Dobbiamo proseguire su questa strada".
E' una partita che sente in maniera particolare, da ex rossonero?
"Sinceramente no, non è il mio derby. Sono l'allenatore del Napoli e sono orgoglioso di essere l'allenatore  del Napoli. Sono preoccupato per la partita con l'Inter perché affrontiamo una squadra forte, non per altre ragioni. Dobbiamo preparare bene la gara".
State cercando Lobotka sul mercato. E perché Mertens è andato in Belgio?
"La mia idea è quella di portare rispetto a questo gruppo. Non parlo di mercato, non è corretto nei confronti di questi giocatori. Se arriverà qualcuno, vedremo. Mi piace lavorare con le coppie numericamente e a centrocampo siamo in meno, questo sì. Mertens ha fatto tre giorni senza toccare palla, aveva fastidi e abbiamo deciso ieri mattina di fare una risonanza a livello strumentale per avere una diagnosi. Ha un edema. E' andato due o tre giorni a casa per farsi manipolare dal suo uomo di fiducia. Tornerà mercoledì sera".
Domani servirà compattezza difensiva?
"Non è questione di gol subiti. Si deve parlare di una squadra che lavora insieme e che sa come fare. Qualcosa di buono col Sassuolo si è visto. I nostri terzini hanno fatto molto meglio rispetto alla partita con il Parma. Solo il lavoro ci porterà a migliorare. Roma non è stata costruita in un giorno. Dobbiamo avere pazienza e limitare i danni".
Che Napoli vorrebbe vedere?
"Una squadra che non va in panico, quando ci sarà da soffrire. Mettersi a disposizione dei compagni, fare una corsa in più. Poi le qualità le abbiamo. Dobbiamo dare la sensazione ai nostri avversari che sappiamo tenere botta".
Quanto ha inciso Conte all'Inter e quanto può incidere Gattuso al Napoli?
"Antonio ha dato una mentalità incredibile all'Inter: la sua squadra sa soffrire, sa tenere bene il campo, sa ripartire, poi ha anche grande qualità. Questo è merito dell'allenatore. L'anno scorso esprimeva un buon calcio, ora è diverso. Tutto questo è merito di Antonio Conte. Io voglio una squadra che giochi insieme, che sappia difendere e attaccare in maniera corretta. Mi piacerebbe realizzare questo anche con il Napoli".
Com'è stata la prestazione di Fabian col Sassuolo?
"Ho grandissima fiducia in lui e in tutti i miei giocatori. Non si è allenato con continuità, ha avuto una leggera influenza, ma se starà bene Fabian scenderà in campo. Da parte mia c'è sempre sostegno e vicinanza nei suoi confronti".
Domani farete calcoli o affronterete l'Inter a viso aperto?
"Faremo entrambe le cose. Ci siamo allenati bene, abbiamo lavorato per palleggiare e tenere bene il campo. E dobbiamo farlo quando abbiamo palla. Ci può stare l'errore, chi non osa non sbaglia e noi ci dobbiamo provare".
Insigne ha quasi 29 anni. Sente il dovere di migliorarlo?
"Insigne ha fatto tanto nella sua carriera e nessuno gli ha regalato nulla. Quando vedo durante la settimana partecipazione e che nessuno mi prende in giro, io do il cuore ai miei giocatori. Sono disposto a fare di tutto per loro. Questa è una squadra che sta dando tantissimo a me e al mio staff. Questa è la strada da proseguire. Non vale solo per Insigne, ma per tutti. Insigne è stato penalizzato dal fatto di essere napoletano perché è lui il primo colpevole quando le cose non vanno bene. Deve solo allenarsi e migliorare la condizione fisica".
Che significa essere un leader?
"Vuol dire essere coerenti e dare l'esempio giusto. Arrivare prima all'allenamento, mettersi a disposizione del compagno. E' il gruppo di lavoro che ti fa diventare leader, cominciano a chiederti e a seguirti".
Toccherà a lei essere leader?
"No, io sono l'allenatore. Farò rispettare le regole. Bisogna responsabilizzare non solo un solo giocatore, ma più di uno".
Come sta Koulibaly?
"Ci abbiamo provato a recuperarlo, Koulibaly ha dato grande disponibilità, ma non mi sembra il caso di perderlo per lungo tempo. Non deve rischiare, lui avrebbe giocato, ma mi sembra corretto rispettare il calciatore".
Se non gioca Fabian, toccherà ad Elmas?
"Vediamo, valutiamo prima Fabian. Come vertice basso ci sono Fabian e Gaetano. Elmas mi sembra più una mezzala".
Da chi si aspetta un miglioramento?
"Dal gruppo. Spero di raggiungere il più presto possibile la compattezza di squadra e una condizione migliore per come voglio giocare io. Qualcuno può pensare che io voglia mettere le mani avanti: in realtà rispetto alla gestione precedente facciamo un gioco diverso e corse diverse. Tra due o tre settimane possiamo tirare la prima linea e capire in che direzione stiamo andando".
Ha tolto la paura dagli occhi della squadra?
"Non siamo ancora guariti. Il primo tempo con il Sassuolo è stato imbarazzante, poi siamo stati bravi a rimanere in partita e non abbiamo perso la testa. Ci siamo ricompattati e nella ripresa è venuta fuori la qualità facendo qualcosa di diverso. Non basta un secondo tempo, dobbiamo giocare bene per almeno 70-80 minuti".
L'Inter ha 18 punti di vantaggio sul Napoli.
"Sono troppi. Era impensabile uno svantaggio così da parte nostra a inizio anno. Noi non dobbiamo guardare la classifica, pensiamo una gara alla volta e a migliorare. Poi possiamo raccogliere durante la settimana".
Chi giocherà accanto a Manolas?
"C'è Luperto, ho provato anche Di Lorenzo. Oggi valutiamo chi sta meglio. Allan non è un vertice basso, lo sapevamo. Ha sempre fatto la mezzala. Anche io ho fatto il vertice basso, ma non era il mio ruolo. Allan è portato ad andare in avanti. Gli piace andare in pressione".
Bisogna evitare le ripartenze avversarie?
"Con il Parma abbiamo preso ripartenze, col Sassuolo no. Sbagliavamo noi in uscita. Adesso avremo sempre cinque giocatori dietro la linea della palla. Tre difensori e due centrocampisti. Dobbiamo tenere bene il campo".
Lozano non ha trovato grande spazio, con lei.
"L'ho visto bene nell'ultima settimana. Lui giocava a destra nel 4-3-3 e credo che ci possa dare una grandissima mano. Ma deve migliorare. Non deve fare 20-30 scatti e poi non averne più, ma 120-130 come faceva al Psv. Noi dobbiamo metterlo in condizione di esprimersi al maglio. Callejon però in questo momento è più avanti di Lozano, sa cosa vogliamo da lui. Vorrei vedere il Lozano vivo dell'ultima settimana in allenamento, brillante, sgusciante e col veleno".
Giovedì è il suo compleanno. Che regalo si aspetta?
"Nessun regalo. Voglio vedere una squadra orgogliosa. Ho un obiettivo, riuscire con i miei ragazzi a far tornare l'entusiasmo e respirare un'aria diversa a Napoli. I tifosi devono venire al San Paolo, ci ho giocato da avversario e so che non è mai stato uno stadio facile. Ora vedo un ambiente troppo freddo per le tante problematiche, so quello che sta accadendo con le curve. Dobbiamo riaccendere l'entusiasmo. Voglio rivedere questo già contro l'Inter. Da parte mia c'è grande responsabilità, in tal senso".
I commenti dei lettori