Napoli, Gattuso: ''Con il Lecce partita trappola, per noi come la finale di Champions''
di MARCO AZZI
Gennaro Gattuso (ansa)
Al San Paolo arriva la squadra di Liverani, azzurri a caccia della terza vittoria consecutiva in campionato. Torna Koulibaly dal 1'
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NAPOLI - Rino Gattuso parla alla vigilia della sfida al San Paolo con il Lecce (ore 15) in cui il Napoli andrà a caccia della terza vittoria consecutiva in campionato dopo quelle con Juve e Sampdoria, successi che hanno rilanciato la squadra azzurra.
Si sta riaprendo il campionato del Napoli. Si può pensare a un obiettivo più ambizioso?
"Ci aspetta una partita che è una grande trappola. Ci sono 40 mila spettatori allo stadio e se la mia squadra non interpreta la gara come abbiamo fatto contro Juventus e Lazio possiamo andare in difficoltà. Non è un caso che il Lecce abbia pareggiato con l'Inter e la Juve: è un avversario che gioca a viso aperto e che ti fa male. Non dobbiamo pensare alla classifica, voglio vedere la giusta cattiveria, senza sottovalutare nessuno". Dopo il Lecce, c'è l'Inter in Coppa Italia. E' ipotizzabile un po' di turnover?
"Penso che in questo momento dobbiamo ragionare più semplicemente. Abbiamo quattro difensori centrali e se stanno bene Di Lorenzo torna al suo posto, a destra. In ogni partita tutti si giocano un posto. Abbiamo tre terzini, spero che rientri Ghoulam. Anche i terzini si giocano una maglia. E' uguale in tutte le posizioni. Ma posso dire che Koulibaly con il Lecce giocherà dal primo minuto".
Ha sentito De Laurentiis per parlare del suo futuro?
"Il mio futuro non ha importanza. Ha importanza il futuro del Napoli. Ho un contratto di un anno e mezzo con delle opzioni, il mio obiettivo è quello di pensare al presente. Sono orgoglioso di allenare questa squadra, non voglio parlare di altro. Non è la mia priorità. Devo solo esprimere un gioco all'altezza". A Marassi il Napoli ha dimostrato carattere.
"Sì, ma non dobbiamo impaurirci dopo un episodio negativo. Noi prepariamo un certo tipo di calcio, di squadra. Se non prendi l'eurogol di Quagliarella la partita con la Sampdoria può finire in maniera diversa. Ma ci sta e dobbiamo essere bravi a leggere le situazioni".
E' una squadra più di Gattuso, ora?
"Sono contento di quello che stiamo facendo, poi bisogna raccogliere quello che si fa durante la settimana. Se stuzzichi questo gruppo, recepisce subito. Non dobbiamo perdere giocatori per infortunio, abbiamo fatto carichi di lavoro pesanti e cambiato qualcosa a livello fisico e tattico. Ho avuto grande disponibilità. I complimenti vanno fatti ai giocatori, non a me". A centrocampo adesso ha tante soluzioni.
"Sono arrivati giocatori funzionali. Mi piace la mezzala che si butta dentro. Elmas ha segnato perché ha queste caratteristiche. Per giocare con il 4-3-3 bisogna fare determinati movimenti. C'è qualcuno che sta avendo meno spazio, ma serve pazienza. Siamo in tanti, per me è difficile scegliere. Ci vuole serietà. Non racconto barzellette. E' il nostro lavoro, io devo fare delle scelte". Qual è la causa della mancanza di sicurezza?
"Dobbiamo migliorare in certi aspetti, per me giocare da squadra significa fare le cose sempre a mille all'ora e con una sola testa. Dobbiamo essere collaudati e credere in quello che si fa. Tante volte non diamo continuità, 60-70 minuti di alto livello non bastano". Fabian e Allan saranno a disposizione con il Lecce?
"Fabian non è al top, Allan si allena da 4-5 giorni, oggi lo valutiamo. Voglio mettere giocatori al massimo, ma Allan ce la sta mettendo tutta per recuperare la condizione fisica". La svolta è stata dopo il ko con la Fiorentina?
"Abbiamo toccato il fondo, in quella partita. Ora ne prepariamo una alla volta, c'è la consapevolezza di essere una squadra forte, ma adesso valiamo 30 punti. Abbiamo fatto dei danni, li ho fatti anche io da quando sono arrivato e li ha fatti Insigne con i suoi compagni. Quindi non possiamo pensare tra 7-8 partite dove saremo, la priorità è soltanto il Lecce. Abbiamo riacceso l'entusiasmo in città e questo mi sembra un passo in avanti".
Cosa ne pensa dei complimenti di Liverani. Come giocherà il Lecce?
"Faccio anche io i complimenti a Liverani. E' un allenatore preparato e furbo. Sa di calcio e le sue squadre giocano bene. Noi domani non dobbiamo sbroccare e perdere la testa se il Lecce ci palleggerà in faccia". E' stato decisivo il cambio di Mertens, a Genova?
"Lo avevo deciso prima del rigore, lo avrei fatto lo stesso. Il 2-2 poteva essere una mazzata, non ho dato subito un segnale. Ho giocatori che so cosa mi possono dare. Mentalmente sarebbe stata una mazzata difficile. E' un dato di fatto che non possiamo sottovalutare il Lecce e non dobbiamo innervosirci. Ci prepariamo per andare a battagliare, rispetteremo il Lecce. Le caratteristiche del Lecce sono conosciute. Ma questa partita vale più di tre punti e li vogliamo". Mazzola le ha fatto i complimenti.
"Mi fanno piacere queste parole. Ma non ci casco, sono da tanti anni in questo mondo e so come funziona. Nella vita non si può piacere a tutti. Devo continuare così, ho la mia idea di calcio e questo lavoro mi diverte. Quando sono in campo è bellissimo". Lei ci crede alla zona Champions?
"So che è difficile, ma voglio vedere la consapevolezza della nostra forza anche negli occhi dei calciatori. Dobbiamo dare continuità e non dobbiamo avere paura. Tutte le squadre soffrono, non possiamo buttare le partite sulla rissa e sulla caciara, questo aspetto deve migliorare". Milik e Mertens sono in alternativa?
"Dipende. Possono giocare anche insieme. In questo momento abbiamo scelto una strada e la proseguiamo. Mertens può fare la prima, la seconda punta e l'attaccante esterno". Qual è la paura di domani?
"Quella di sottovalutare il Lecce. Siamo usciti fuori da questo momento negativo e adesso dobbiamo continuare. Non abbiamo risolto ancora nulla, i margini di miglioramento sono enormi. Questa squadra vive già al centro tecnico, ma deve aumentare ancora il lavoro". Politano può essere un'opzione domani?
"Sì può esserlo, è molto forte. Gioca a piede invertito, è veloce e ha tecnica. E' diverso da Callejon, ma abbiamo tante alternative in tutte le posizioni". Com'è entrato nella mente dei calciatori?
"Non ho fatto nulla di speciale. Ho cominciato a lavorare e a dare una direzione assieme al mio staff e alla società. I giocatori si sono messi a disposizione. Non è stato immediato, ma giocare il calcio nostro richiede tempo. Noi costruiamo dal basso e andiamo alla ricerca di determinate cose. Ho commesso anche un errore, potevo fare qualcosa di diverso. Ma non potevo tornare indietro, ho preferito prendere qualche legnata con la consapevolezza di aver commesso qualche errore, ma non ho scombussolato i miei giocatori. Ci sono delle regole e vanno rispettate". Lozano sta facendo dei progressi?
"Sta lavorando, deve continuare così e poi gli devo dare io la possibilità. Non ho nulla contro Lozano, so che è un patrimonio della società, so che sta soffrendo. Lozano va provato anche a sinistra, può fare qualcosa di buono. Mi sta facendo vedere qualcosa di diverso. Con il ragazzo ci parlo spesso". Chi gioca tra Ospina e Meret?
"Non lo so. Negli ultimi due anni si sono sempre alternati. Sembra che io ce l'abbia con Meret. Ma ha giocato lui quasi sempre. Noi abbiamo tre portieri forti, anche Karnezis. Meret resta un giocatore importante, ma faccio delle scelte". Milik non ha le qualità per far salire la squadra?
"Chi lo dice che non possiamo palleggiare per 70-80 minuti? Dobbiamo muoverci e creare linee di passaggio. Il problema non è Milik. Dobbiamo stare tranquilli e muoverci. Il problema più grande è questo. Milik lega il gioco, ovviamente non ha le caratteristiche di Bierhoff. Noi dobbiamo salire quando la palla arriva a Milik". Guarderà la classifica?
"Domani dobbiamo solo giocare con grande umiltà. Domani non giochiamo contro il Lecce ma con una squadra fortissima. Dobbiamo giocare con il coltello tra i denti e pensare che per noi è una finale che, se vinciamo, ci danno la Champions League".