NAPOLI - Il grande freddo intorno al Napoli continua. Aurelio De Laurentiis se n'è risparmiato un po' mercoledì sera, a Bergamo, rifugiandosi nell'intervallo all'interno dello spogliatoio e guardando in tv il secondo tempo della semifinale contro l'Atalanta. Poi ha aspettato Gattuso e i giocatori, ha dato una pacca sulle spalle a tutti ed è andato via: direzione Milano, dove c'è in corso l'altra partita per i diritti tv. L'uscita dalla Coppa Italia non ha fatto stappare i capelli al presidente e per questo gli incessanti rumors sul ribaltone in panchina lasciano il tempo che trovano. Dal 24 gennaio scorso Ringhio è stato messo sulla graticola soprattutto dai media e i fatti dicono che è invece ancora al suo posto, a riprova che l'idea di esonerarlo in tronco non era mai stata così concreta.
Si naviga a vista
Ma l'aggravarsi della crisi è un dato di fatto e con la sfida di campionato contro la Juventus alle porte (sabato pomeriggio allo stadio Maradona, ore 18) è adesso necessario navigare a vista. Il rischio che la situazione possa precipitare in maniera definitiva è infatti concreto e non si può più escludere il ricorso a un traghettatore, se l'allenatore calabrese non troverà il modo per invertire la rotta. E' appena la metà di febbraio e spaventa l'idea di una caduta libera.
Emergenza infinita
Gattuso non si dimetterà, questo è certo. Ma il Napoli lo ha lasciato da solo ad affrontare la crisi e l'emergenza, con la squadra che è stata decimata negli ultimi mesi dal Covid e dagli infortuni. Prima è toccato al centrocampo, poi all'attacco e ora alla difesa, che a Bergamo si è sfaldata soprattutto a causa delle gravi assenze di Koulibaly e Manolas. Non danno garanzie i primi due rincalzi del reparto arretrato: Maksimovic e Hysaj, che hanno entrambi il contratto in scadenza e la testa già parzialmente altrove. I problemi però sono tanti, con Mertens desaparecido in Belgio dopo l'infortunio alla caviglia e Osimhen ancora in condizioni approssimative, dopo essere stato fuori per tre mesi a causa della contusione alla spalla e del coronavirus. Contro la Juve potrebbe rientrare almeno Fabian, a sua volta out da un mese. De Laurentiis sa che per Ringhio è dura e per questo non è intervenuto a gamba tesa sulla crisi. Il presidente non si è però nemmeno esposto pubblicamente a favore del suo allenatore (pure lui con il contratto in scadenza) e lo ha lasciato in balia della bufera di voci delle ultime settimane, che ne hanno delegittimato la panchina.
Squadra in caduta libera
Al di là dell'emergenza e dei problemi tattici, insomma, il Napoli ci ha messo del suo per complicarsi la vita, in campo e soprattutto fuori. Si spiega così il black-out della squadra, che fino a metà dicembre era rimasta nonostante tutto a ridosso della zona scudetto. Ora invece sta andando in fumo anche l'obiettivo Champions e l'uscita dalla Coppa Italia è stata un'altra batosta per giocatori e tifosi, con l'arrivo della Juventus a porte. Ovvio che a questo punto sia Gattuso a rischiare più di tutti. Il suo futuro può passare dalla sfida al Maradona contro i bianconeri.