CASTEL VOLTURNO - Luciano Spalletti parla alla vigilia della trasferta del Napoli a Venezia, si gioca domani alle 15 al Penzo.
S'è chiuso anche il mercato, Spalletti: pensa che nel condominio dell'alta classifica possano cambiare le gerarchie?
"L'Inter è stata finora la più brava e ha per questo più quote delle altre, che invece si sono ripartite in maniera più o meno uguale quelle rimanenti. Diciamo che l'Inter si è garantina la possibilità di stare più comoda".
Il suo Napoli ha avuto tante difficoltà, ma è riuscito a rimanere a galla e adesso dovrà affontare il ciclo decisivo di febbraio. Come ci arriva la sua squadra?
"Sì, ci sono dei momenti difficili che purtroppo capitano: come quello della tempesta perfetta. Ma noi dobbiamo essere pronti per qualsiasi scenario. Il Napoli deve fare il Napoli: una squadra che è stata costruita per vincere ogni partita. Ora sarebbe fondamentale per noi avere a disposizione un numero di giocatori più consistente, in vista delle gare così impegnative e ravvicinate che ci aspettano. Niente drammi, però: giocare spesso è ormai la normalità e bisogna smetterla di sottolinearlo, visto che non si tratta più un'eccezione. In campo si deve scendere sempre con la felicità di poter giocare e soprattutto per provare a vincerle ogni sfida".
Il Napoli è pronto?
"La squadra l'ho vista sempre in buona condizione, poi è chiaro che se si gioca sempre con gli stessi titolari qualcuno può andare un po' in fatica, ma i miei giocatori si sono allenati bene, come collettivo. Quello che abbiamo passato non importa più: conta quello che vogliamo fare ora, quale livello vogliamo esibire e l'ambizione che avremo per superare ogni ostacolo. I problemi capitano a tutti, a chi più e a chi meno. Poi è finito il mercato, non vedevo l'ora che finisse, per abbracciare i miei. C'era più il dubbio di qualche partenza che di qualche arrivo...".
Davvero temeva qualche cessione?
"No, in realtà non mi aspettavo niente: c'era un accordo con la società per restare come eravamo, rimanendo coerenti. Pensiamo dall'inizio della stagione che i nostri giocatori siano forti e l'emergenza non ci ha fatto cambiare idea, anzi. In quella tempesta perfetta siamo rimasti della stessa idea, grazie alla disponibilità del gruppo di superare tutti gli ostacoli".
A proposito degli ostacoli: che insidie comporta la trasferta di Venezia?
"Non è una partita di passaggio: il Venezia è un avversario con calciatori forti e un tecnico che sa fare il suo mestiere. Poi c'è la particolarità nell'arrivare via mare in quello stadio, che può creare qualche disturbo della concentrazione. Ma i nostri lo sanno che la partita è vera, non bisogna pensare che sia una tappa di passaggio verso l'Inter. Questa è la gara tosta, devi mettere mano alla tua disponibilità per acchiappare le piccole cose per diventare completo".
Come ha sfruttato questa sosta? Vedremo qualcosa di diverso col Venezia?
"Abbiamo avuto sempre la fortuna di poter disporre di 15 giocatori, anche se qualche difficoltà c'è stata sempre. In questo momento l'emergenza sembra volgere al positivo, ma proprio tutti non ce li abbiamo ancora. Ci mancano alcuni titolari importanti, ma ne abbiamo un numero sufficiente per affrontare questa partita nel modo migliore e per esprimere il nostro calcio. Se non siamo a braccetto con l'Inter, in classifica, è colpa proprio di qualche partita che mentalmente doveva essere più abbordabile. Ora dobbiamo fare un saltino caratteriale, sapendo che questa con il Venezia è una sfida difficile".
Nainggolan ha parlato bene di lei.
"Radja dice sempre la verità. Vive senza cover. Dice sempre quello che pensa. Gli chiedo scusa per la notte prima della partita di Bergamo, pensavo fossero rimasti a giocare a carte tutta la notte, invece hanno giocato a Fifa 2016...".
Ci può spiegare l'esclusione di Tuanzebe dalla lista Uefa?
"Dovrei spiegare l'esclusione di un altro. Se metto dentro lui, ne esce un altro. Abbiamo fatto delle valutazioni: è uscito Manolas, è entrato Ghoulam. Adesso è di nuovo a disposizione. Il terzino sinistro ci manca, di centrali ne abbiamo tre, perché presto torna Koulibaly, il Comandante. Poi vedremo. Da parte mia è un dispiacere rinunciare a Tuanzebe: ora deve curarsi la schiena, ma ha familiarizzato subito con i compagni di squadra. Parla già in italiano e va fortissimo in allenamento".
A che punto è il recupero di Osimhen?
"Lui è un guerriero, ha messo insieme i pezzi della sua faccia ed è tornato a battagliare in allenamento. Noi dobbiamo essere alla sua altezza. Non c'è nessun tipo di problema con quelli come lui. Si casca sempre in piedi".
Possono giocare Osimhen e Mertens insieme? Come reagite ai suoi atteggiamenti spesso eccessivi?
"La reazione di Osimhen nel post Salernitana è stata istintiva. Pensava di essere in una posizione più vantaggiosa del compagno per fare gol e si è lamentato. Poi hanno sistemato tutto nello spogliatoio: lui e Politano. Osimhen e Mertens possono giocare benissimo insieme, dipende dalla scelta dell'allenatore, ma dobbiamo stare attenti anche agli equilibri. Ormai con le cinque sostituzioni si fanno pure dei ragionamenti che vanno dentro la partita e non soltanto sulla formazione iniziale. Noi abbiamo a casa Lozano e Ounas, infortunati. Avere in panchina qualcuno che cambi la gara può essere un ragionamento possibile. Può valere anche il discorso inverso, però: provo a vincerla subito. Vedremo...".
La difesa ha fatto bene pure senza Koulibaly. Se lo aspettava?
"Me lo aspettavo. Già all'inizio quando giocava Manolas, Rrahmani faceva vedere di essere sempre sul pezzo, adesso è perfetto nell'interpretazione del suo ruolo. Koulibaly? Lo aspettiamo a braccia aperte e poi dentro il campo sa lui come fare, per sé stesso e per i compagni. Mi sarebbe piaciuta una finale di Coppa d'Africa tra Kalidou e Anguissa".
Quanto sente suo il progetto Napoli?
"E' un discorso che va troppo avanti. Penso all'immediato, non al futuro. C'è un campionato da finire, noi abbiamo degli obblighi e dei doveri".
Come sta Lozano?
"Deve rientrare e dovrà fare degli accertamenti. Ounas invece può tornare in gruppo dalla prossima settimana".