Sport

Napoli, Spalletti: "È uno scudetto che esce dagli schemi. Il futuro? Devo chiedermi cosa posso dare"

Il tecnico vede il trionfo a un passo ("Già domenica lo stadio mi ha fatto capire più della classifica quale sia l'impresa che stiamo portando a termine") ma non si sbilancia sul futuro
2 minuti di lettura

CASTEL VOLTURNO - È una vigilia anche anomala, oltre che potenzialmente storica. Il Napoli si prepara infatti ad affrontare l'Udinese alla Dacia Arena, ma con la consapevolezza di poter conquistare lo scudetto addirittura prima di scendere in campo in Friuli, se la Lazio non andrà oltre il pareggio all'Olimpico contro il Sassuolo. Luciano Spalletti e i giocatori saranno già in ritiro e guarderanno insieme la partita della squadra di Sarri alla tv. Ma la parola d'ordine in casa azzurra è evitare distrazioni e non contare sui favori altrui, come ha sottolineato il tecnico toscano al termine della seduta di rifinitura a Castel Volturno. "Non faccio mai il tifo contro. Per me sarebbe facile rispondere a Sarri e augurargli di qualificarsi più tardi possibile per la Champions, però non lo faccio. E' chiaro che mi piacerebbe chiuderla subito, comunque andiamo a giocare la nostra gara per portare a casa ciò che serve".

Spalletti: "Uno scudetto che esce dagli schemi"

Il Napoli vuole fare affidamento solo sulle sue forze ed è consapevole di essere vicinissimo al traguardo, visto che contro l'Udinese agli azzurri basterà un pareggio per mettere le mani sullo scudetto, a prescindere dal risultato della Lazio. "Il titolo ce lo stiamo 'trezziando' piano piano. Sapevo di avere a che fare con una squadra di purosangue. Secondo me questo scudetto, se lo vinceremo, è destinato a uscire dagli schemi. È un evento che darebbe vantaggi a tutti e i nostri calciatori lo meritano, poi c'è ancora da fare questi ultimi metri. È la cosa più difficile. Per cui si continua a fare come abbiamo sempre fatto, sapendo che dopo ci sarà da ripetere ciò che abbiamo sempre fatto. Nessuna divagazione, nessuna concentrazione".

 

Napoli, a Udine basta un pari

Il tecnico è felice di avere la chance di festeggiare in Friuli. "A Udine ho molte persone cui sono legato affettivamente. Ho allenato in diverse squadre per tanto tempo e l'Udinese è una di queste. Però vale lo stesso per Roma, Empoli e San Pietroburgo, dove ho lasciato tanti amici. Evidentemente non ho un carattere così difficile, come dicono. Ho trascorso la mia carriera in quattro o cinque squadre. Ho un rapporto importante con Pierpaolo Marino, ho letto una sua intervista. Sono d'accordo con lui, il progetto del Napoli è partito in serie C. Lui è un totem del calcio e un profondo conoscitore di questo mondo. Ho avuto come calciatore Sottil, lo affrontammo in amichevole ad Ascoli quando eravamo a Castel di Sangro. Era uno dei leader della squadra. Ho bellissimi ricordi".

Spalletti, zero rimpianti

Spalletti è arrivato a 64 anni al suo primo scudetto in Italia, ma non ha rimpianti. "È tardi? Questo non lo so, sono contento del lavoro che ho fatto e faccio. Ci sono momenti di enorme fatica, la mia soddisfazione è essermi innamorato di questo lavoro. Se sono in grado di dare al Napoli tutto quello che merita, è questo il discorso che faccio prima di parlare con qualsiasi altra persona. Poi ci vado dentro, altrimenti poi si fa un passo indietro. Ho avuto l'opportunità di lavorare a testa bassa. Devo essere sempre convinto che le cose che mi succedono passino dalla volontà di ricerca, di lavoro e di impegno. Se riesco a valutare in maniera corretta, è il lavoro che mi ripaga. Poi è chiaro che vincere uno scudetto a Napoli sarebbe qualcosa di extra, qualcosa di super lusso che da un punto di vista sportivo mi farà stare comodo", ha detto il tecnico toscano.

(ansa)

Il futuro di Spalletti

Quanto al futuro, Spalletti ha detto: "Vedo che ho a disposizione una squadra capace di durare nel futuro. Ci sarà sempre da vedere cosa succede nei mercati a fine stagione e le cose che riusciremo a organizzare. Da un punto di vista mia, so di avere una buona squadra davanti e prospettiva futura. Può avere un seguito per quanto riguarda i risultati che ha fatto. Vorrebbe parlare del mio contrato? Ci sono ancora cose da fare molto più belle del mio contratto. Completiamo l'opera, poi penseremo a festeggiare, se succedesse. Infine mi domanderò la stessa cosa: sono nelle condizioni di dare a questo pubblico quello che merita?".

I commenti dei lettori