"Se sono felice? La mia più grande emozione è vedere i tifosi partenopei felici. Il problema era arrivare fin qui, loro riusciranno a superare certi momenti della loro vita pensando a questo momento. Queste persone hanno diritto a vivere questi momenti. Ora mi sento più rilassato, ce l'ho fatta, la felicità finisce qui". Luciano Spalletti dedica il suo primo scudetto in carriera al popolo napoletano. "Vedere i napoletani sorridere è l'emozione più grande. Sono loro a trasferirti le emozioni con la loro felicità. Avevamo il sentimento di una città sul collo. Per chi è abituato a lavorare duramente come me, non riesce a gioire completamente delle vittorie. La felicità è fugace e ora penso già a ripartire".
"In questa vittoria c'è anche la protezione di Maradona"
Poi Spalletti dedica un pensiero anche a chi non c'è più, come Maradona: "Questa squadra ha visto grandi allenatori e grandi campioni nella storia. Questo pubblico ha visto giocare Maradona e forse in questa vittoria c'è anche la sua protezione. A me è sempre stato chiesto di tenere il Napoli in Champions. Non siamo contenti quando siamo usciti e siamo pure stati contestati. Questa cosa non mi è piaciuta. Lo scorso anno, quando avevo detto che si doveva provare a vincere il campionato, in molti mi sono saltati addosso perché pensavano che io fossi andato troppo in là. Lo scorso anno abbiamo fatto partite splendide, senza mai mettere in discussione la qualificazione alla Champions".
"Dopo Benitez, Ancelotti, Sarri e Gattuso potevo solo vincere"
Spalletti non nega di aver avvertito il peso della responsabilità: "Prima di me ci sono stati Benitez, Ancelotti, Sarri e Gattuso. Dopo di loro non avevo scampo: potevo solo vincere. La prima dedica è per i calciatori, che meritavano questa gioia. La seconda è per i tifosi: Napoli, è per te! Poi, ai collaboratori, al direttore, alla società e a tutto lo staff. Poi, anche a mia figlia Matilde e a tutte la famiglia. A mio fratello Marcello (scomparso 4 anni fa, ndr) e agli amici". Infine, un commento su Victor Osimhen. "È fortissimo, ha grande cuore e grande disponibilità. Nel primo tempo rincorreva tutti. Quando vede la palla è come i bambini, la rincorre da tutte le parti".
De Laurentiis: "Volevate vincere, ho mantenuto la promessa"
Il presidente Aurelio De Laurentiis ha sintetizzato prima in un tweet le proprie emozioni: "Mi avete sempre detto di voler vincere e abbiamo vinto! Lo abbiamo fatto tutti insieme. Domenica con la Fiorentina ci sarà una grande festa. Grazie ancora a tutti quanti". Poi è sceso in campo al Maradona e, davanti a 50mila spettatori festanti, ha aggiunto: "È il coronamento di un'attesa di 33 anni. Io quando arrivai dissi 10 anni per l'Europa, promessa mantenuta in anticipo, poi dissi 10 anni per lo scudetto e ce l'abbiamo fatta prima. Ora rivincerlo, rivincerlo e poi ci manca la Champions. Questa squadra si era appesantita di responsabilità, ci voleva una manciata di aria nuova nel gruppo e ora abbiamo vinto sapendo che questo scudetto lo abbiamo costruito negli anni".
"Questo è solo un inizio, Osimhen, Kvara e Spalletti non si toccano"
Poi ha promesso: "Questo scudetto è un nuovo punto di partenza. Adesso non ci dobbiamo più fermare deve essere solo un inizio e per questo Osimhen e Kvaratskhelia non si muovono, non si toccano. In questi anni c'è stata perseveranza a Napoli di andare contro il sistema che in qualche modo blocca il calcio italiano, se sei da solo contro il sistema ci metti più tempo. Il calcio è complesso, guidi i tuoi pensieri in mezzo a un gran caos. Penso che abbiamo fatto 10 milioni di tifosi napoletani, nel mondo occidentale 83 milioni, stiamo aumentando, in Cina ci seguono, in Corea con Kim, in Georgia, ormai stiamo dilagando e potremnmo diventare presto anche 200 milioni di tifosi nel mondo". Una frase, infine, anche per il tecnico Spalletti: "È un vero uomo, lavora con grande consapevolezza e dedizione al lavoro, un uomo vero che io ringrazio. Me lo voglio tenere molto stretto, è difficile trovarne così". Frase che Spalletti ha commentato così da Udine: "Vuole che io resti? Lo deve dire a me, non a voi...".
Osimhen: "La vittoria a Roma ci ha dato consapevolezza"
Victor Osimhen, simbolo di questo terzo scudetto azzurro, tiene a sottolineare: "Abbiamo lottato tantissimo per prenderci questo titolo. Ho lavorato diversi anni per raggiungere questo obiettivo. Ora andiamo a festeggiare allo stadio con i nostri tifosi. Nessuno meritava lo scudetto più di noi. Non eravamo i favoriti a inizio stagione. La squadra, l'allenatore, il presidente e tutto lo staff sono stati straordinari. Ci credevamo. In italiano ho imparato a cantare 'La capolista se ne va' - aggiunge il bomber nigeriano -. Abbiamo capito di poter vincere il campionato dopo la vittoria all'Olimpico contro la Roma. Non vedo l'ora di andare dai miei tifosi e godermi il successo. Sarò per sempre grato al campionato italiano per avermi fatto crescere. Ora segno tanti gol. Sento la fiducia dei compagni e dell'allenatore.
È così che vengono fuori i risultati. Ho rotto la maschera dopo il gol, ma ne avevo tante di riserva", conclude ridendo.
Di Lorenzo: "Emozione grandissima, ho pianto insieme a Mario Rui"
Capitan Giovanni Di Lorenzo è emozionato: "È un'emozione grandissima. È da inizio anno che lottiamo per questo e finalmente lo scudetto è arrivato. È un trionfo meritato e non vediamo l'ora di festeggiare. Una piazza come Napoli ha atteso troppo. Ci trasmette passione e amore. I tifosi sono stati incredibili anche a Udine, sembrava di giocare in casa. Mi sono goduto il momento insieme ai miei compagni. Abbiamo fatto un campionato strepitoso, chiudendolo nel migliore dei modi. I napoletani si meritano questa gioia. La nostra è stata una crescita partita dopo partita. Siamo rimasti sempre uniti e ora siamo qui. Riportare lo scudetto a Napoli dopo 33 anni è incredibile. Essere accostato a Maradona ed essere il primo capitano dopo di lui a vincere lo scudetto mi lascia senza parole. Ho pianto insieme a Mario Rui a fine partita, con lui ho un rapporto splendido. Era dispiaciuto di non poter giocare", conclude.
Lozano: "Orgoglioso di essere il primo messicano a vincere lo scudetto"
Anche Hirving Lozano non sta nella pelle: "Sono molto felice ed è un'emozione incredibile essere il primo messicano a vincere lo scudetto in Italia. Mi stanno arrivando tanti messaggi dal Messico. Ai bambini messicani dico che i sogni si possono realizzare. I tifosi mi hanno sempre dato forza, così come la mia famiglia, mia moglie e i miei figli. Napoli mi ricorda tanto il mio Paese. Tutti abbiamo fatto un lavoro incredibile dall'inizio alla fine. Nessuno credeva in noi all'inizio, ma tutto è andato benissimo. Maradona è stato l'ultimo a vincere qui ed è davvero incredibile. Io ho sempre giocato sulla sinistra ma qui mi hanno messo a destra. Ho lavorato tanto".
Juan Jesus: "Dedicato a chi per anni ha sentito sfottò e cori cattivi"
Juan Jesus scrive le proprie sensazioni su Instagram: ''Questo è per te Napoli! È per voi, tifosi. Per chi ha sofferto, gioito, aspettato e sperato per 33 anni. Per te che andavi negli anni '80 al San Paolo per vedere il più grande di tutti, per te che hai visto festeggiare le solite squadre. Per te che hai ascoltato il nonno raccontare le storie di Diego e di quella squadra e pensavi non sarebbe mai più ricapitato. Per te che hai sentito parlare di scudetto come se alla tua gente fosse proibito. Per te che hai sentito sfottò per anni ma anche cori cattivi contro una delle città più belle del mondo. Per te che indossi questa maglia mentre entri nello stadio chiamato Diego Armando Maradona. Amici napoletani, la rivoluzione è completa. È storia! Napoli Campione d'Italia! Tre è per te!''.