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Roma, Garcia: ''Vincere subito. Mercato? Mi fido della società''

I giallorossi debuttano a Livorno, il tecnico non nasconde i problemi ma chiede i tre punti: ''Questa squadra deve tornare in Europa''. Lamela convocato anche se lunedì andrà al Tottenham: ''A volte sul mercato l'aspetto economico viene prima di quello sportivo, sono sicuro che arriveranno giocatori di livello''
di MATTEO PINCI

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ROMA - "Le cessioni? A volte sul mercato l'aspetto economico viene prima di quello sportivo". Non si può dire che gli addii in serie a Marquinhos, Osvaldo e Lamela, siano scivolati senza lasciare neanche un minimo segno nell'umore di Rudi Garcia: "A ogni allenatore piace un giocatore che può fare 15 gol e che gioca con la nazionale argentina". Eppure il tecnico non fa passi indietro in vista dell'esordio in campionato a Livorno, domenica sera: "Sicuramente è un problema, meglio lavorare con una rosa definitiva. Ma ora conta la partita, e noi giocheremo sempre per vincere la partite, in casa come fuori. Non cambierà a seconda dell'avversario".

"LE CESSIONI? CONTA L'ASPETTO ECONOMICO" - Una cosa è certa: più che all'esordio ufficiale della nuova gestione Garcia, l'ambiente romanista s'interroga sul destino della squadra dopo l'imminente cessione di Lamela. Lunedì l'attaccante argentino diventerà un giocatore del Tottenham, intanto partirà con la squadra per Livorno. Anche solo per accomodarsi in panchina: "Ma la formazione la dico solo ai giocatori, due ore prima della gara. E Erik è convocato". Certo il suo addio non può farlo felice: "All'inizio volevo che tutti i giocatori rimanessero con noi. In materia di mercato bisogna considerare i due aspetti, sportivo e economico, e a volte può venire prima quello economico. Per quanto mi riguarda il campionato che inizia prima della fine del mercato è una cosa un po' fastidiosa". Ma Rudi confida in certezze evidentemente provenienti dall'alto: "Le scelte? Siamo tutti responsabili. Ma lo ripeto, quasi sempre viene prima l'aspetto economico. L'allenatore deve adattarsi, non è un problema. Ma ho fiducia nella mia società. Se va via un giocatore la cosa importante è che ne entri un altro dello stesso livello".

"NIENTE ALIBI A LIVORNO" - Restano i problemi di dover allestire una squadra in fretta, con giocatori in partenza e senza aver ancora visto i loro sostituti: "Il periodo di mercato è il peggiore per un tecnico, anche in Francia è così, e se non sei il Psg o il Monaco gli aspetti economici vengono prima. È vero, per giocare in un certo modo abbiamo bisogno di lavorare con la rosa definitiva. Ma questo non sarà un alibi per domani, domani dovremo vincere con la rosa attuale. Poi vedremo. Lo dico ancora, ho fiducia nella mia società, questa Roma sarà una squadra forte. E questo è importante per i tifosi, per tutti". Che hanno un obiettivo dichiarato: "E' sempre lo stesso, abbiamo bisogno di ritrovare l'Europa. Sono contento del lavoro fatto fino a oggi dalla squadra, hanno lavorato bene, ma più che parlare di un giocatore parlo della squadra: voglio un gruppo con forza mentale importante, con stato d'animo di squadra e un livello di gioco alto".

"LA GENTE HA CAPITO CHE BISOGNA GUARDARE AVANTI" -
Intanto Garcia si gode un ritrovato feeling tra la squadra e la piazza. "Quest'anno - ricorda - c'erano 10 mila persone in più rispetto alla presentazione dello scorso anno. La gente ha capito che non serve guardare dietro, è più importante guardare avanti. Ci sono un nuovo allenatore e una nuova rosa: ora è importante che i tifosi siano orgogliosi della loro squadra". Cui il tecnico deve ancora riuscire a trasmettere la propria idea di calcio: "Non è sufficiente avere un solo modulo di gioco, perché se non funziona serve un piano B. Voglio che i miei giocatori abbiano una cultura tattica forte per poter cambiare modulo all'inizio di una partita o durante la partita". C'è ancora bisogno di lavorare invece sulla tenuta difensiva: "Ma il piano difensivo non è solo la difesa, è tutta la squadra e la maniera di difendere del collettivo. Abbiamo un nuovo portiere, nuovi difensori come Benatia o Maicon: il reparto è a posto così". Qualcuno teme le sue partenze al rallentatore, abituali ai tempi del Lille: "In campionato ci sono 38 gare  -  sbuffa però Rudi - sarebbe meglio cominciare bene ma i risultati si traggono alla fine".
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