ROMA - "A mente fredda...questa partita fa veramente del male al calcio italiano!". Rudi Garcia, dopo le dichiarazioni sostanzialmente improntate al fair play del post partita, getta benzina sul fuoco delle polemiche legate all'arbitraggio di Rocchi durante la sfida dello Stadium di ieri vinta per 3-2 dalla Juventus.
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MA RIZZOLI DOVE ERA? - A qualcuno, alla fine del più discusso Juve-Roma dai tempi di Turone, sarà venuta in mente una domanda quasi banale: cosa ci faceva Nicola Rizzoli, arbitro della finale dei Mondiali giocata appena 85 giorni fa, esiliato ad Empoli per l'anticipo delle 12.30 tra Empoli e Palermo? Il miglior arbitro italiano - e i fatti recenti dicono anche tra i migliori del Mondo - impegnato a dirigere un match di bassa classifica tra due neopromosse mentre a Torino stava per andare in scena una serata di veleni per il primo big match del campionato, soprattutto a causa delle tante decisioni discutibili e della gestione caotica di un Rocchi in confusione (se ne è accorto anche Tevez) già dalle prime fasi della partita. Inevitabile allora che sotto accusa finisca anche il designatore Messina, uno che ai romanisti ricorda un altro Juve-Roma discusso, quello del rigore non concesso per fallo di Deschamps su Gautieri nel '98.
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TOTTI A RISCHIO DEFERIMENTO - "Rigore al mille per mille, l'ho visto io". Questo avrebbe detto l'arbitro Rocchi dopo l'intervallo a Totti che chiedeva spiegazioni sui due rigori concessi ai bianconeri nella prima frazione. La testimonianza di quanto poco avesse capito realmente il direttore di gara su quello che era successo in campo. Ma sono altre le frasi di Totti che potrebbero allungare l'eco di questo Juve-Roma: "Con le buone o con le cattive vincono sempre, sono anni che si ripetono le stesse cose, facciano un campionato a parte, ma se parlo mi squalificano". Questo l'attacco del capitano romanista a fine gara. Frasi che hanno attirato l'attenzione della procura federale, che le sta analizzando per decidere se aprire un'inchiesta e pensare a un eventuale deferimento. Soprattutto un passaggio ("Tra il dubbio e il rigore qui è sempre rigore, al contrario il dubbio resta dubbio"), sarebbe rischioso. Intanto a Totti ha risposto la signora Agnelli, moglie di Andrea: "Se ne vada a giocare nel suo campionato": tipico caso di ingerenza esterna che ovviamente non contribuisce a rasserenare gli animi già tesissimi.
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DISORDINI ALLO STADIUM: "ZINGARO" A LJAJIC, SPUTI E UNO SCHIAFFO AL PREPARATORE - Tesissimi gli animi lo erano già dentro lo Juventus Stadium. Un romanista arrestato, altri 3 denunciati, tutti in possesso di petardi. Ma non solo, perché la vicinanza delle panchine agli spalti ha ispirato il peggio anche a tanti juventini: per tutto il primo tempo il romanista Ljajic è stato bersagliato da insulti razzisti da un gruppetto di tifosi che lo hanno chiamato ripetutamente "zingaro". All'aggressione verbale ripetuta per una mezz'ora ha provato a reagire De Rossi, battibeccando con loro. Anche peggio è andata al preparatore dei portieri Guido Nanni, che è stato colpito con uno schiaffo in testa da uno spettatore. Nulla di grave, se non la sorpresa di non essere al sicuro nemmeno in panchina. E a fine partita due addetti all'ufficio stampa del club giallorosso sono stati fatti bersaglio di sputi da tre supporter in maglia bianconera, sfuggiti alle forze dell'ordine cui si erano rivolti i due addetti stampa.
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MA RIZZOLI DOVE ERA? - A qualcuno, alla fine del più discusso Juve-Roma dai tempi di Turone, sarà venuta in mente una domanda quasi banale: cosa ci faceva Nicola Rizzoli, arbitro della finale dei Mondiali giocata appena 85 giorni fa, esiliato ad Empoli per l'anticipo delle 12.30 tra Empoli e Palermo? Il miglior arbitro italiano - e i fatti recenti dicono anche tra i migliori del Mondo - impegnato a dirigere un match di bassa classifica tra due neopromosse mentre a Torino stava per andare in scena una serata di veleni per il primo big match del campionato, soprattutto a causa delle tante decisioni discutibili e della gestione caotica di un Rocchi in confusione (se ne è accorto anche Tevez) già dalle prime fasi della partita. Inevitabile allora che sotto accusa finisca anche il designatore Messina, uno che ai romanisti ricorda un altro Juve-Roma discusso, quello del rigore non concesso per fallo di Deschamps su Gautieri nel '98.
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TOTTI A RISCHIO DEFERIMENTO - "Rigore al mille per mille, l'ho visto io". Questo avrebbe detto l'arbitro Rocchi dopo l'intervallo a Totti che chiedeva spiegazioni sui due rigori concessi ai bianconeri nella prima frazione. La testimonianza di quanto poco avesse capito realmente il direttore di gara su quello che era successo in campo. Ma sono altre le frasi di Totti che potrebbero allungare l'eco di questo Juve-Roma: "Con le buone o con le cattive vincono sempre, sono anni che si ripetono le stesse cose, facciano un campionato a parte, ma se parlo mi squalificano". Questo l'attacco del capitano romanista a fine gara. Frasi che hanno attirato l'attenzione della procura federale, che le sta analizzando per decidere se aprire un'inchiesta e pensare a un eventuale deferimento. Soprattutto un passaggio ("Tra il dubbio e il rigore qui è sempre rigore, al contrario il dubbio resta dubbio"), sarebbe rischioso. Intanto a Totti ha risposto la signora Agnelli, moglie di Andrea: "Se ne vada a giocare nel suo campionato": tipico caso di ingerenza esterna che ovviamente non contribuisce a rasserenare gli animi già tesissimi.
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DISORDINI ALLO STADIUM: "ZINGARO" A LJAJIC, SPUTI E UNO SCHIAFFO AL PREPARATORE - Tesissimi gli animi lo erano già dentro lo Juventus Stadium. Un romanista arrestato, altri 3 denunciati, tutti in possesso di petardi. Ma non solo, perché la vicinanza delle panchine agli spalti ha ispirato il peggio anche a tanti juventini: per tutto il primo tempo il romanista Ljajic è stato bersagliato da insulti razzisti da un gruppetto di tifosi che lo hanno chiamato ripetutamente "zingaro". All'aggressione verbale ripetuta per una mezz'ora ha provato a reagire De Rossi, battibeccando con loro. Anche peggio è andata al preparatore dei portieri Guido Nanni, che è stato colpito con uno schiaffo in testa da uno spettatore. Nulla di grave, se non la sorpresa di non essere al sicuro nemmeno in panchina. E a fine partita due addetti all'ufficio stampa del club giallorosso sono stati fatti bersaglio di sputi da tre supporter in maglia bianconera, sfuggiti alle forze dell'ordine cui si erano rivolti i due addetti stampa.
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