ROMA - Era attesa per la serata di ieri. Ma Rudi Garcia ha voluto ponderare con calma ogni parola da usare, in un lungo vertice con il proprio legale, prima di rendere pubblico il proprio punto di vista. La squalifica di 2 turni per il presunto tentativo di schiaffeggiare uno steward non l'ha digerita e in mattinata, dopo una notte tumultuosa, in cui il nervosismo non gli ha consentito di riposare davvero, ha voluto rendere pubblica una nota ufficiale: "In seguito alle accuse infondate, che sono state rivolte contro di me, e alla sanzione di cui sono vittima, denuncio questo intollerabile attacco al mio onore e alla mia reputazione".
GARCIA: "INFANGATO DA MENZOGNE, MI DIFENDERO'" - Durissimo l'attacco di Garcia, che punta su curriculum e minaccia azioni legali: "Tutta la mia carriera di calciatore - continua la nota - di educatore e di allenatore testimonia un comportamento esemplare che non è mai venuto meno. Non accetterò che si cerchi di infangarmi attribuendomi gesti aggressivi che non ho commesso, che deploro e che sono contrari alla mia educazione. Mi batterò con ogni mezzo a mia disposizione per difendermi da questa ingiustizia e da queste menzogne". Di fatto, in queste poche parole il tecnico ha ribadito quanto già anticipato dal dg Mauro Baldissoni: il tecnico è pronto a sporgere querela per affermare la propria estraneità alla ricostruzione messa a verbale dal coordinatore degli steward dello stadio Marassi, che ha sostenuto di essere stato "aggredito dal tecnico della Roma Rudi Garcia il quale strattonandomi provava a tirarmi uno schiaffo verso il viso, che schivavo senza essere colpito. Subito dopo Garcia veniva allontanato dai presenti".
RICORSO PRONTO: IN PANCHINA CONTRO IL MILAN? - La Roma intanto è già pronta a presentare appello alla Corte Sportiva di Appello, che dovrebbe riunirsi già venerdì per valutare: è prassi, in questi casi, chiedere un supplemento d'indagine (avrebbe potuto chiederla anche il Giudice Sportivo Tosel) che consentirebbe al tecnico di essere in panchina sabato contro il Milan. Da segnalare che né gli ufficiali di gara, né i delegati della procura federale hanno ravvisato l'episodio: e l'acquisizione della testimonianza di un incaricato di pubblico servizio, non tesserato, oltre a rappresentare un inedito assoluto non è prevista dal Codice di Giustizia Sportiva (articolo 35 nr.1 punto 1: "I rapporti dell'arbitro, degli assistenti, del quarto ufficiale e i relativi eventuali supplementi fanno piena prova circa il comportamento di tesserati in occasione dello svolgimento delle gare. Gli organi di giustizia sportiva possono utilizzare altresì ai fini di prova gli atti di indagine della Procura federale).
GARCIA: "INFANGATO DA MENZOGNE, MI DIFENDERO'" - Durissimo l'attacco di Garcia, che punta su curriculum e minaccia azioni legali: "Tutta la mia carriera di calciatore - continua la nota - di educatore e di allenatore testimonia un comportamento esemplare che non è mai venuto meno. Non accetterò che si cerchi di infangarmi attribuendomi gesti aggressivi che non ho commesso, che deploro e che sono contrari alla mia educazione. Mi batterò con ogni mezzo a mia disposizione per difendermi da questa ingiustizia e da queste menzogne". Di fatto, in queste poche parole il tecnico ha ribadito quanto già anticipato dal dg Mauro Baldissoni: il tecnico è pronto a sporgere querela per affermare la propria estraneità alla ricostruzione messa a verbale dal coordinatore degli steward dello stadio Marassi, che ha sostenuto di essere stato "aggredito dal tecnico della Roma Rudi Garcia il quale strattonandomi provava a tirarmi uno schiaffo verso il viso, che schivavo senza essere colpito. Subito dopo Garcia veniva allontanato dai presenti".
RICORSO PRONTO: IN PANCHINA CONTRO IL MILAN? - La Roma intanto è già pronta a presentare appello alla Corte Sportiva di Appello, che dovrebbe riunirsi già venerdì per valutare: è prassi, in questi casi, chiedere un supplemento d'indagine (avrebbe potuto chiederla anche il Giudice Sportivo Tosel) che consentirebbe al tecnico di essere in panchina sabato contro il Milan. Da segnalare che né gli ufficiali di gara, né i delegati della procura federale hanno ravvisato l'episodio: e l'acquisizione della testimonianza di un incaricato di pubblico servizio, non tesserato, oltre a rappresentare un inedito assoluto non è prevista dal Codice di Giustizia Sportiva (articolo 35 nr.1 punto 1: "I rapporti dell'arbitro, degli assistenti, del quarto ufficiale e i relativi eventuali supplementi fanno piena prova circa il comportamento di tesserati in occasione dello svolgimento delle gare. Gli organi di giustizia sportiva possono utilizzare altresì ai fini di prova gli atti di indagine della Procura federale).