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Roma, sospesa la squalifica di Garcia. Annullata quella di Holebas

L'esecutività della sanzione è stata sospesa dopo la parziale retromarcia dello steward che accusava il francese. Accolto il ricorso sul greco, col Milan ci sarà. In conferenza l'allenatore era andato giù duro: ''Più sarà difficile, più attaccheremo. A Genova ci siamo sentiti in pericolo''. Sulla sfida ai rossoneri: ''Vogliamo tre punti sotto l'albero''
di MATTEO MONTI

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ROMA -  La Corte Sportiva di appello della Figc ha sospeso l'esecutività della squalifica di due giornate per Rudi Garcia, e accolto il ricorso per il terzino Holebas: i due ci saranno regolarmente nella sfida dell'Olimpico contro il Milan. Moderatamente soddisfatto il direttore generale della Roma Mauro Baldissoni che ha rivelato la parziale retromarcia dello steward che aveva accusato il francese: "Abbiamo ricevuto dalla società Genoa una dichiarazione dello steward che fa una sostanziale rettifica sul tentativo di schiaffo del mister. I fatti sono legati al solo tentativo di aprire il camminamento per la protezione dei giocatori"

Dunque si chiude positivamente per la Roma la giornata alla Corte di Giustizia Federale, dove si è discusso il ricorso sulla squalifica inferta per il concitato post partita di Genova. Baldissoni, accompagnato da Guido Nainni, Fichaux e Colautti - testimoni di quanto accaduto nel tunnel del Marassi - aveva sfoggiato sicurezza: "Abbiamo la coscienza a posto". Rudi Garcia, invece, era apparso nervoso in conferenza stampa, non rinunciando al sarcasmo nello spiegare l'accaduto: "Prima ho dato una bastonata sul ginocchio allo steward, poi ho preso una pistola e gli ho sparato su un piede. A parte gli scherzi, una cosa intendo dirla: più ci daranno fastidio, più lotteremo. Più sarà difficile, più attaccheremo". Se l'ombra di un accerchiamento non merita la risposta dell'allenatore giallorosso, sul lancio di oggetti che ha impedito ai suoi calciatori di rientrare nella pancia del Marassi, Garcia fa la voce grossa: "In Italia ho un'esperienza di soli diciotto mesi ma almeno in due occasioni ci siamo già sentiti in pericolo. Questo non può accadere in uno stadio, i primi che vanno tutelati sono i giocatori e le persone dello staff. Il vostro è un paese fantastico e non bisogna fare un paragone tra ciò che accade nel calcio e quello che succede fuori: non sono un dirigente né un responsabile del calcio italiano - ha continuato Garcia - Ci sono cose da migliorare ma non è il mio compito. Devo adattarmi alle regole, nonostante alcune sembrino un po' strane. Giudicato e condannato per due giornate, sulla base di una dichiarazione spontanea di un non tesserato senza ascoltare il mio punto di vista, è un qualcosa di inaccettabile".

TESTA AL MILAN - Non accetta di entrare in polemica con la Juventus e le recenti battute del tecnico bianconero sul suo conto Davanti alla chance di accorciare nuovamente le distanze sulla Juventus, lo scoglio è quello del Milan di Inzaghi e Menez: "Jeremy è un giocatore di talento, che ha delle giocate incredibili e imprevedibili. Quando prende la palla non si sa mai quello che succederà e dovremo essere bravi a fare in modo che non faccia una grande partita". Ma, come sempre, la testa è interamente sul gioco espresso dalla propria squadra e la richiesta ad alta voce è quella della massima concentrazione: "L'ambizione non è cambiata, abbiamo tre competizioni da giocare e la cosa più importante per me è il campionato, perché è la strada più corta per tornare ad incontrare grandi squadre in Champions League". Poi, scherzosamente aggiunge: "Magari un po' meno grandi di quelle che abbiamo incontrato quest'anno nel girone".

IL REGALO DI NATALE - Sui rossoneri il giudizio del tecnico invoca rispetto e attenzione tattica: "Sono una buona squadra con buoni giocatori, hanno cambiato allenatore ma rimane il fatto che è pur sempre il Milan. Contro qualunque squadra, però, noi dobbiamo fare il nostro gioco: è l'ultima gara dell'anno e vogliamo fare di tutto per mettere i tre punti sotto l'albero di Natale dei nostri tifosi".





 
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