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Roma, Garcia punta su Keita. E' lui l'uomo derby

Mentre la sconfitta del Napoli assicura almeno il premilinare di Champions, il maliano (che su 12 stracittadine ne ha persa solamente una) nella massima competizione europea vuole entrarci dalla porta principale: "Qui mi trovo molto bene, spero di giocare lunedì"

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ROMA - Un solo derby perso in carriera è sufficiente a tentare Garcia, che non vede l'ora di riaffidargli il centrocampo. Se potrà farlo anche in futuro il tecnico francese ancora non lo sa, ma una maglia nel derby è pronta per Seydou Keita. Che, a 35 anni, debutterà lunedì in un derby romano, potendo contare un currisulum decisamente rispettabile: in 12 stracittadine giocate in spagna, 1 solo ko, ai tempi del Barça, contro l'Espanyol. La Roma che inizia stasera il ritiro pre derby a Trigoria - il lunedì lo passerà in un hotel vicino allo stadio per evitare problemi di traffico - può affidarsi alla sua esperienza. Intanto una prima notizia arriva da Torino, dove la Juventus battendo il Napoli garantisce ai giallorossi almeno il preliminare.

KEITA UOMO DERBY: "ANDIAMO IN CHAMPIONS" - Se restare non lo ha ancora deciso, ma anche dovesse andare via Keita vorrebbe lasciare un ricordo indelebile del suo passaggio a Roma. "Voglio tornare a giocare la Champions e se possiamo evitare i preliminari sarà molto meglio", ha annunciato - e non c'era motivo per immaginare il contrario - al quotidiano spagnolo Mundo Deportivo. La sua storia spagnola nelle sfide stracittadine parla di 8 vittorie e un solo ko in 12 sfide giocate tra Siviglia (contro il Betis) e Barcellona (con l'Espanyol, mentre a Valencia non giocò mai contro il Levante). Insomma, a tutti gli effetti un uomo derby il centrocampista maliano. Il prossimo potrebbe essere il suo ultimo a Roma: "Qui mi trovo molto bene, spero di giocare lunedì, perché ci giochiamo il secondo posto con la Lazio nel derby di Roma", continua a spiegare. Eppure la firma sull'intesa già raggiunta per il prolungamento di contratto tarda a porla: prima Seydou vuole capire quali saranno i programmi per il futuro, soprattutto gli alti e bassi della piazza lo hanno colpito particolarmente e non è convinto di voler chiudere in Italia una carriera fatta di 16 trofei tra cui 2 Champions, 2 Mondiali per club, 2 Supercoppe europee e 3 campionati spagnoli.
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