ROMA - La squadra è in ritiro a Trigoria da giovedì, dopo l'eliminazione in Coppa Italia maturata contro lo Spezia che ha portato alla contestazione fuori ai locali dove si è tenuta la cena di Natale. Un vero "fallimento", l'ha definito Rudi Garcia che in conferenza stampa allontana l'ipotesi che - quella di domenica all'Olimpico contro il Genoa - possa essere la sua ultima partita alla guida tecnica dei giallorossi: "Non ci penso, ho altre battaglie da portare avanti. Conosco le regole del gioco ma sono il capo branco e ho la mia parte di responsabilità: resto però motivato, sereno, tranquillo e combattivo". E da Sky arriva una indiscrezione clamorosa: la Roma avrebbe fatto subito un tentativo con Mourinho, che ha rescisso il contratto con il Chelsea: ma lo Special One avrebbe rifiutato l'offerta giallorossa. Pallotta però smentisce: "Non è vero che ieri ho incontrato Mourinho a Londra. Io ero a Boston".
"COPPA ITALIA, FALLIMENTO" - La presa di responsabilità per la prestazione messa in campo mercoledì in Tim Cup, è avvenuta: "Abbiamo fallito, il punto nero della stagione. Siamo arrabbiati, io per primo". Alcune decisioni, utili a cambiare lo stato delle cose, dovrebbe averle assunte, considerata la scelta di far dormire i calciatori a Trigoria fino a domenica e seguendo le sue dichiarazioni dalla sala stampa: "Ho preso decisioni dopo la partita e sono alla ricerca di soluzioni. Il ritiro non è soltanto punitivo, anche se serve tornare a vincere se vogliono stare di più a casa. Stiamo vivendo insieme e abbiamo potuto parlare molto. Era necessario far capire loro ciò che penso e ascoltarli singolarmente per capire dove siamo e dove vogliamo andare". Di certo non si considera l'unico responsabile di un periodo che vede la squadra giallorossa mancare la vittoria dall'8 novembre scorso: "Se sono io il problema della Roma? Non spetta a me rispondere. Come ho già detto, il giorno in cui non mi senta più utile sarò il primo a farmi da parte. Ma sono motivato, intendo raggiungere i miei obiettivi e non mollo. Le soluzioni le troveremo, cambieremo alcune cose a gennaio".
"IN CAMPO TUTTA LA BENZINA RESIDUA" - Gennaio, già. Nella sessione di mercato di riparazione Rudi Garcia intende riparare quelle falle evidenziate in questo ultimo mese e mezzo all'interno della sua rosa. Nonostante ne elogi le qualità ("Credo in questi ragazzi e mi piace il mix della squadra"), se potesse cambierebbe alcuni aspetti già da subito. E a chi gli chiede se pensa di avere voce in capitolo, considerato che il direttore sportivo ha sempre detto di essere lui l'unico responsabile dei giocatori acquistati, risponde così: "Ci parliamo con Sabatini ogni giorno ed ho totale fiducia in lui. Toglietevi l'idea che io non riceva informazioni da lui su quello che facciamo e sulla voglia di voler sempre migliorare la squadra. Vedo più lui che alcuni membri della famiglia". Di sicuro, chi ha visto a lungo in queste ore, sono i suoi calciatori. Cosa si sono detti singolarmente, non è ovviamente dato sapersi: "Lo spogliatoio per me è un luogo sacro, sono uno che sa prendere decisioni perché è il mio mestiere. Ho uno staff di qualità - prosegue Garcia - e gli avvisi dei calciatori possono essere interessanti: se si prendono più responsabilità possono ovviamente dire la loro. Abbiamo tanti leader, giocatori intelligenti: siamo una squadra, siamo uniti e vogliamo fare meglio rispetto a quello che stiamo facendo al momento. Per il momento non ci resta altro da fare che mettere tutta la benzina e le forze mentali residue per prendere i tre punti contro il Genoa".
"IL PROBLEMA E' L'ALTERNANZA DI RISULTATI" - Il serbatoio, però, sembra essere arrivato in riserva da qualche tempo. Per questo è forse utile un'analisi dei perché si è arrivati a questo punto: "Dopo l'8 novembre non abbiamo più vinto, è solo questo. Non è tutto negativo, negativa è stata l'eliminazione contro una squadra di Serie B. In campionato ci siamo, non è ancora finito il girone d'andata ed è ancora tutto aperto. Dobbiamo fare di tutto affinché domenica la distanza con il secondo posto resti, al massimo, di tre punti. Nel calcio, lo sappiamo, basta vincere: non è facile per i miei ragazzi giocare all'Olimpico. Ci manca il cuore della nostra tifoseria - dice Garcia - e quindi so che dovrò spingerli ancora di più. Non voglio difendere il nostro bilancio, ma ci siamo qualificati in Champions League agli ottavi, cosa che non capitava da un po' a Roma. Questo, però, ci ha mangiato energie mentali e fisiche". Nessun alibi, dunque, per la sfida contro il Genoa, squadra che - come quella giallorossa - sta passando un periodo complicato. L'unica cura individuata dal tecnico francese è quella di ottenere i tre punti: "Il problema della mia squadra è l'alternanza di risultati. I calciatori devono prendersi più rischi, dare di più nell'aiutare il compagno. Io, dal canto mio, devo fare di tutto per far capire loro che possono fare grandi cose. Energie ne ho tante". Se serviranno anche dopo domenica, si vedrà al fischio finale.
"COPPA ITALIA, FALLIMENTO" - La presa di responsabilità per la prestazione messa in campo mercoledì in Tim Cup, è avvenuta: "Abbiamo fallito, il punto nero della stagione. Siamo arrabbiati, io per primo". Alcune decisioni, utili a cambiare lo stato delle cose, dovrebbe averle assunte, considerata la scelta di far dormire i calciatori a Trigoria fino a domenica e seguendo le sue dichiarazioni dalla sala stampa: "Ho preso decisioni dopo la partita e sono alla ricerca di soluzioni. Il ritiro non è soltanto punitivo, anche se serve tornare a vincere se vogliono stare di più a casa. Stiamo vivendo insieme e abbiamo potuto parlare molto. Era necessario far capire loro ciò che penso e ascoltarli singolarmente per capire dove siamo e dove vogliamo andare". Di certo non si considera l'unico responsabile di un periodo che vede la squadra giallorossa mancare la vittoria dall'8 novembre scorso: "Se sono io il problema della Roma? Non spetta a me rispondere. Come ho già detto, il giorno in cui non mi senta più utile sarò il primo a farmi da parte. Ma sono motivato, intendo raggiungere i miei obiettivi e non mollo. Le soluzioni le troveremo, cambieremo alcune cose a gennaio".
"IN CAMPO TUTTA LA BENZINA RESIDUA" - Gennaio, già. Nella sessione di mercato di riparazione Rudi Garcia intende riparare quelle falle evidenziate in questo ultimo mese e mezzo all'interno della sua rosa. Nonostante ne elogi le qualità ("Credo in questi ragazzi e mi piace il mix della squadra"), se potesse cambierebbe alcuni aspetti già da subito. E a chi gli chiede se pensa di avere voce in capitolo, considerato che il direttore sportivo ha sempre detto di essere lui l'unico responsabile dei giocatori acquistati, risponde così: "Ci parliamo con Sabatini ogni giorno ed ho totale fiducia in lui. Toglietevi l'idea che io non riceva informazioni da lui su quello che facciamo e sulla voglia di voler sempre migliorare la squadra. Vedo più lui che alcuni membri della famiglia". Di sicuro, chi ha visto a lungo in queste ore, sono i suoi calciatori. Cosa si sono detti singolarmente, non è ovviamente dato sapersi: "Lo spogliatoio per me è un luogo sacro, sono uno che sa prendere decisioni perché è il mio mestiere. Ho uno staff di qualità - prosegue Garcia - e gli avvisi dei calciatori possono essere interessanti: se si prendono più responsabilità possono ovviamente dire la loro. Abbiamo tanti leader, giocatori intelligenti: siamo una squadra, siamo uniti e vogliamo fare meglio rispetto a quello che stiamo facendo al momento. Per il momento non ci resta altro da fare che mettere tutta la benzina e le forze mentali residue per prendere i tre punti contro il Genoa".
"IL PROBLEMA E' L'ALTERNANZA DI RISULTATI" - Il serbatoio, però, sembra essere arrivato in riserva da qualche tempo. Per questo è forse utile un'analisi dei perché si è arrivati a questo punto: "Dopo l'8 novembre non abbiamo più vinto, è solo questo. Non è tutto negativo, negativa è stata l'eliminazione contro una squadra di Serie B. In campionato ci siamo, non è ancora finito il girone d'andata ed è ancora tutto aperto. Dobbiamo fare di tutto affinché domenica la distanza con il secondo posto resti, al massimo, di tre punti. Nel calcio, lo sappiamo, basta vincere: non è facile per i miei ragazzi giocare all'Olimpico. Ci manca il cuore della nostra tifoseria - dice Garcia - e quindi so che dovrò spingerli ancora di più. Non voglio difendere il nostro bilancio, ma ci siamo qualificati in Champions League agli ottavi, cosa che non capitava da un po' a Roma. Questo, però, ci ha mangiato energie mentali e fisiche". Nessun alibi, dunque, per la sfida contro il Genoa, squadra che - come quella giallorossa - sta passando un periodo complicato. L'unica cura individuata dal tecnico francese è quella di ottenere i tre punti: "Il problema della mia squadra è l'alternanza di risultati. I calciatori devono prendersi più rischi, dare di più nell'aiutare il compagno. Io, dal canto mio, devo fare di tutto per far capire loro che possono fare grandi cose. Energie ne ho tante". Se serviranno anche dopo domenica, si vedrà al fischio finale.