TORINO - "Stai muto, zingaro di merda". Ancora un brutto episodio a margine di una gara tra squadre italiane. Dopo il caso Sarri-Mancini in settimana, scintille in campo tra De Rossi e Mandzukic durante Juventus-Roma. L'attaccante bianconero protesta dopo un contatto e dal capitano romanista partono insulti razzisti. Il labiale sembra chiarissimo e lascia poco spazio alle interpretazioni.
Il tecnico giallorosso Spalletti ha giustificato il suo giocatore in conferenza stampa dopo la partita: "Mandzukic ha preso per il culo tutti per dieci minuti e nessuno gli ha detto niente, De Rossi ha risposto al suo avversario. Gli insegnerò a mettere la mano davanti alla bocca quando parla".
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"Questi episodi sono pericolosi. Quando si assume il ruolo di personaggio pubblico e si è visti soprattutto dai giovani, bisogna dare esempi positivi". Così il presidente dell'Aia, Marcello Nicchi, commentando le immagini che inchiodrebbero Daniele De Rossi. "Mi domando: e se lo facesse un arbitro? Anche noi abbiamo i nervi tesi - ricorda il numero uno degli arbitri alla 'Domenica Sportiva' su Rai2 - Dico che bisogna cercare di controllare i propri impulsi. Poi, mi piaceva di più il calcio quando si parlava di più e non si mettavano le mani al volto".
Il tecnico giallorosso Spalletti ha giustificato il suo giocatore in conferenza stampa dopo la partita: "Mandzukic ha preso per il culo tutti per dieci minuti e nessuno gli ha detto niente, De Rossi ha risposto al suo avversario. Gli insegnerò a mettere la mano davanti alla bocca quando parla".
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"Questi episodi sono pericolosi. Quando si assume il ruolo di personaggio pubblico e si è visti soprattutto dai giovani, bisogna dare esempi positivi". Così il presidente dell'Aia, Marcello Nicchi, commentando le immagini che inchiodrebbero Daniele De Rossi. "Mi domando: e se lo facesse un arbitro? Anche noi abbiamo i nervi tesi - ricorda il numero uno degli arbitri alla 'Domenica Sportiva' su Rai2 - Dico che bisogna cercare di controllare i propri impulsi. Poi, mi piaceva di più il calcio quando si parlava di più e non si mettavano le mani al volto".