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Roma, Pallotta chiude il caso Totti: "Per noi è ancora importante"

Il presidente sull'esonero di Garcia che ha cambiato il 2016 romanista: "Andava fatto prima". Baldissoni applaude Spalletti: "Impatto fenomenale sulla squadra"

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ROMA - Trecentoquarantanove giorni fa Rudi Garcia salutava la Roma lasciando spazio alla seconda gestione di Luciano Spalletti alla guida della panchina giallorossa. "Avrei dovuto cambiare prima", confessa con un po' di rammarico James Pallotta dagli Stati Uniti. Un cambio necessario, stando alle parole dei top manager del club che, in occasione delle festività natalizie, ripercorrono i momenti del cambio di testimone, ben felici della decisione compiuta e dei relativi risultati. Stesso dicasi per il rinnovo contrattuale di Francesco Totti: "Ha dimostrato che può avere ancora un ruolo importante, nessuna ricompensa", ha assicurato Pallotta dall'America. PALLOTTA: "RINNOVO TOTTI? NESSUNA RICOMPENSA" - Mentre in città ancora serpeggiano le polemiche per il mancato inserimento di Francesco Totti all'interno della grafica di auguri pubblicata a Natale dai profili social della società, sono i massimi dirigenti della Roma ad approfittare della pausa del campionato per analizzare i momenti più significativi dell'annata calcistica da poco conclusasi. Francesco Totti - che ha rinnovato lo scorso 7 giugno dopo aver contribuito a centrare la qualificazione in Champions con 4 gol e 2 assist nelle ultime 8 gare del campionato 15/16 - ha significato tanto, ancora una volta, per le sorti future del club. Lo testimoniano le parole di James Pallotta rilasciate al sito ufficiale della Roma: "Ha dimostrato che può avere ancora un ruolo importante e quelle partite sono state fondamentali per la qualificazione in Champions League. Non direi che il nuovo contratto sia stato un premio per le sue prestazioni, nessuna ricompensa". Ancor più dolci le dichiarazioni dell'amministratore delegato Umberto Gandini: "La sua è una storia fantastica, rientra in una categoria speciale che appartiene soltanto a 3-4 personalità di rilievo. Ha avuto un grande impatto sul finire della passata stagione - continua l'ad in un'intervista ad asroma.com - è stato fantastico e lo è tuttora. Non rappresenta solo la Roma ma l'intero calcio italiano. E' un atleta che si impegna a fondo per mantenere il passo con la velocità e la forza richiesta nel calcio di oggi: una gioia per gli occhi".

BALDISSONI: "SPALLETTI IMPATTO FENOMENALE" - La vera gioia dei dirigenti, però, è stata verificare gli effetti benefici del cambio della guida tecnica, lo scorso 13 gennaio. Rudi Garcia - che aveva vinto soltanto una delle ultime dieci gare sulla panchina giallorossa, collezionando peraltro una clamorosa eliminazione dalla Coppa Italia contro lo Spezia - aveva consumato ogni possibilità di ritrovata sintonia con lo spogliatoio. Lo assicurano le parole di James Pallotta che spiega i motivi della sua scelta (tardiva): "Credo che salutare Garcia fosse una decisione più semplice di quanto si possa pensare perché avevo visto in che direzione stava andando la squadra. Non ero soddisfatto di come andavano le cose in termini di prestazioni durante gli allenamenti, credo avrei dovuto cambiare prima. La squadra deve lavorare insieme e che ci deve essere collaborazione a tutti i livelli: in quel caso - spiega Pallotta - si stava andando verso il "io lavoro così e basta". Dopo aver incontrato Spalletti a Miami ho capito che era la persona che stavamo cercando". Lui, Spalletti - sempre dalle pagine web del sito giallorosso - garantisce come la sua, di scelta, sia stata piuttosto semplice: "Ho capito che sarei tornato alla Roma solo quando mi hanno chiamato. Ero con la mia famiglia, a me stimolava come idea, ma loro erano molto entusiasti: sono grandi romanisti, come me. Ne abbiamo parlato. Mi piaceva la squadra, mi piaceva il fatto che mi avessero ricercato e mi dispiaceva vedere la Roma non al massimo". Un rammarico condiviso ai tempi anche dal direttore generale Mauro Baldissoni: "E' sempre una decisione critica cambiare allenatore a stagione in corsa, entri in una situazione di incertezza. Hai la necessità di fare la scelta corretta, devi essere fortunato ed è probabilmente ciò che è successo a noi. Con Garcia era tutto molto negativo all'interno dello spogliatoio, la squadra non reagiva: a posteriori - il rimpianto di Baldissoni - sarebbe stato meglio fare prima questa scelta ma è facile dirlo a giochi fatti. La scelta di Spalletti è stata quasi naturale, la migliore opzione disponibile per essere efficaci dal primo giorno e per le stagioni a venire. L'incontro a Miami con Pallotta è stato emozionante, aveva avuto precedentemente un'esperienza molto positiva a Roma in termini di risultati e si sentiva di dover completare un lavoro: l'impatto è stato tremendo, fenomenale. Ha cambiato la mentalità dei giocatori, restituendo fiducia molto rapidamente".

STROOTMAN: "MERCATO? SERVE GENTE COME PEROTTI ED EL SHAARAWY" - "E' vero avevamo bisogno di cambiare, pur avendo fatto un buon lavoro con mister Garcia", assicura Kevin Strootman. L'olandese - che con Spalletti è tornato ad assumere la responsabilità della guida del reparto di centrocampo, dopo il lungo calvario per la riabilitazione dai tre interventi al ginocchio - si è anche espresso in termini di mercato: "Ogni tanto hai bisogno di qualcosa di diverso con un nuovo acquisto nello spogliatoio per poter fare cose che non ti riescono. Gli acquisti di gennaio sono sempre un rischio ma se sono come El Shaarawy e Perotti sono sempre vincenti: loro hanno migliorato immediatamente la squadra dimostrando le loro qualità sul campo, sono fortissimi e per noi è sempre bello accogliere giocatori così nello spogliatoio". Un auspicio condiviso anche dal tecnico toscano che - con Rincon ormai vicinissimo alla Juventus - conclude le riflessioni natalizie rivolgendo un pensiero all'ex ds Walter Sabatini : "E' uno dei più forti nel suo ruolo. Perotti ed El Shaarawy sono grandi giocatori, lo hanno dimostrato: aveva intavolato delle trattative nel suo grande stile. Questa squadra ora è anche un po' mia, ma non dimentichiamoci che è stata costruita principalmente da lui".
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