Roma, Perotti: ''Vietato accontentarsi, non abbiamo ancora fatto nulla''
L'argentino: ''Devi abituarti a vincere, se ti rilassi è pericoloso. Dopo aver vinto la domenica devi pensare di giocare allo stesso modo il mercoledì contro qualsiasi squadra. Pensare solo a vincere ti dà quel qualcosa in più per vincere lo scudetto"
ROMA - "Devi abituarti a vincere, se ti rilassi è pericoloso. Dopo aver vinto la domenica devi pensare di giocare allo stesso modo il mercoledì contro qualsiasi squadra ti trovi di fronte. Pensare solo a vincere ti dà quel qualcosa in più per vincere lo scudetto o per arrivare in una finale di coppa. Non può bastare fare 10 o 12 vittorie. Devi vincerle tutte". Diego Perotti spiega così la nuova mentalità della Roma che considera la vittoria come un'esigenza. "Siamo in buon momento, ma siamo ancora secondi -aggiunge l'attaccante giallorosso ai microfoni di Roma Radio-. Non abbiamo fatto nulla. Anche se fossimo primi non avremmo ancora fatto nulla. C'è il campionato, c'è il Cesena e poi il Villarreal, manca tanto. Bisogna solo vincere".
Fondamentale per alzare il livello della squadra la competizione interna. "E' importantissima. Prima di tutto perché un giocatore non si p…
Fondamentale per alzare il livello della squadra la competizione interna. "E' importantissima. Prima di tutto perché un giocatore non si p…
ROMA - "Devi abituarti a vincere, se ti rilassi è pericoloso. Dopo aver vinto la domenica devi pensare di giocare allo stesso modo il mercoledì contro qualsiasi squadra ti trovi di fronte. Pensare solo a vincere ti dà quel qualcosa in più per vincere lo scudetto o per arrivare in una finale di coppa. Non può bastare fare 10 o 12 vittorie. Devi vincerle tutte". Diego Perotti spiega così la nuova mentalità della Roma che considera la vittoria come un'esigenza. "Siamo in buon momento, ma siamo ancora secondi -aggiunge l'attaccante giallorosso ai microfoni di Roma Radio-. Non abbiamo fatto nulla. Anche se fossimo primi non avremmo ancora fatto nulla. C'è il campionato, c'è il Cesena e poi il Villarreal, manca tanto. Bisogna solo vincere".
Fondamentale per alzare il livello della squadra la competizione interna. "E' importantissima. Prima di tutto perché un giocatore non si può rilassare e dire 'oggi mi alleno di meno'. La competizione è importante per avere tutti al cento per cento. In passato nelle squadre in cui ho giocato non è sempre stato così. Qui se abbassi il livello vai in panchina. La competizione fa bene perché è sana, anche perché poi nello spogliatoio abbiamo tutti un buon rapporto".
Il 28enne argentino sin dal suo arrivo un anno fa dal Genoa è stato giocatore importante per Spalletti: "Sapevo di venire in una squadra importante passando del Genoa alla Roma. Non mi aspettavo di giocare subito, due giorni dopo il mio arrivo. E poi l'impatto con i nuovi compagni è stato magnifico. Ho avuto un buon rapporto con tutti fin dall'inizio. E questo mi ha dato tanta fiducia. Non pensavo fosse così bello in una grande squadra. E poi abbiamo conquistato tante vittorie, abbiamo mancato il secondo posto per soli due punti. Per me il primo anno è stato bellissimo".
Domenica impegno in trasferta contro la Sampdoria. "Sarà durissima -sottolinea Perotti-. Sicuramente avranno voglia di rivincita dopo aver perso in Coppa Italia. Sarà dura come col Genoa, come a Udine e col Cagliari. Queste sono le partite che ti possono dare lo scudetto. Può sembrare facile perché hai vinto 4-0 in coppa ma lì è diverso. Lì c'è un tifo caldo e sono una squadra che gioca bene".
Infine da argentino immancabile la domanda su Diego Maradona. "Non l'ho visto dal vivo, però per me è il migliore. Mio papà ha giocato con lui e mi racconta delle storie, di come vinceva la partite sa solo, di quello che faceva in allenamento. Lui è stato il primo a chiamarmi in nazionale, avevo 21 anni. Mi arrivò la chiamata di Maradona e pensavo che fosse uno scherzo. Ho visto quello che è successo qualche giorno fa quando è andato a Napoli. Non posso credere che un calciatore possa far sentire così le persone e questo mi piace moltissimo".
Fondamentale per alzare il livello della squadra la competizione interna. "E' importantissima. Prima di tutto perché un giocatore non si può rilassare e dire 'oggi mi alleno di meno'. La competizione è importante per avere tutti al cento per cento. In passato nelle squadre in cui ho giocato non è sempre stato così. Qui se abbassi il livello vai in panchina. La competizione fa bene perché è sana, anche perché poi nello spogliatoio abbiamo tutti un buon rapporto".
Il 28enne argentino sin dal suo arrivo un anno fa dal Genoa è stato giocatore importante per Spalletti: "Sapevo di venire in una squadra importante passando del Genoa alla Roma. Non mi aspettavo di giocare subito, due giorni dopo il mio arrivo. E poi l'impatto con i nuovi compagni è stato magnifico. Ho avuto un buon rapporto con tutti fin dall'inizio. E questo mi ha dato tanta fiducia. Non pensavo fosse così bello in una grande squadra. E poi abbiamo conquistato tante vittorie, abbiamo mancato il secondo posto per soli due punti. Per me il primo anno è stato bellissimo".
Domenica impegno in trasferta contro la Sampdoria. "Sarà durissima -sottolinea Perotti-. Sicuramente avranno voglia di rivincita dopo aver perso in Coppa Italia. Sarà dura come col Genoa, come a Udine e col Cagliari. Queste sono le partite che ti possono dare lo scudetto. Può sembrare facile perché hai vinto 4-0 in coppa ma lì è diverso. Lì c'è un tifo caldo e sono una squadra che gioca bene".
Infine da argentino immancabile la domanda su Diego Maradona. "Non l'ho visto dal vivo, però per me è il migliore. Mio papà ha giocato con lui e mi racconta delle storie, di come vinceva la partite sa solo, di quello che faceva in allenamento. Lui è stato il primo a chiamarmi in nazionale, avevo 21 anni. Mi arrivò la chiamata di Maradona e pensavo che fosse uno scherzo. Ho visto quello che è successo qualche giorno fa quando è andato a Napoli. Non posso credere che un calciatore possa far sentire così le persone e questo mi piace moltissimo".