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Roma, Spalletti: "Scudetto? Dobbiamo credere sia possibile"

Il tecnico giallorosso alla vigilia della sfida contro la Fiorentina: "Dobbiamo restare attaccati  alla Juventus per quanto possibile". Sulla questione stadio: "Nessun discorso politico, ma è giusto che la città abbia un nuovo impianto". Poi glissa sul rinnovo: "I contratti si guadagnano con i risultati"

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ROMA - L'incursione davanti le telecamere di Sky, finalizzata a diffondere la volontà di disporre di uno stadio di proprietà, ha avuto l'effetto desiderato. L'hashtag #Famostostadio lanciato da Luciano Spalletti è rimbalzato - tramite le principali piattaforme social - tra i dispositivi di milioni di utenti che hanno seguito le orme del tecnico della Roma. Alla vigilia della sfida contro la Fiorentina - fondamentale per tornare alla guida del secondo posto e per evitare di perdere di vista la Juventus ("Dobbiamo rimanere attaccati a tutto ciò che è possibile") - resta comunque il progetto di Tor di Valle l'argomento più caldo tra i corridoi di Trigoria: "Non voglio parlare di politica perché spero c'entri poco con questa situazione: si tratta di una possibilità di investimento per il nostro paese. E' giusto che tutto vada approfondito secondo le regole, ma bisogna trovare una soluzione perché è giusto così". 
 
#FAMOLOSTADIO VIRALE. SPALLETTI: "SERVE CONFRONTO PROFESSIONALE" - "Per quello che ho visto in giro per il mondo ci sono sempre risvolti positivi sull'economia delle città, da questi progetti - dice Luciano Spalletti in conferenza stampa - Quando vai a Londra vedi come la bellezza della città sia stata determinata anche dai presupposti creati da investitori di tutto il mondo. Anche in paesi con meno potenzialità trovo stadi più adeguati dei nostri. Mi è sembrato di non essere il solo ad aver lanciato questo messaggio: ci vuole un confronto professionale per mettere d'accordo tutti". Il claim diffuso da Luciano Spalletti ha travolto il web con un meccanismo di viralità sorprendente: oltre 100.000 visualizzazioni del video dal canale Twitter della Roma, 35.000 da Instagram e oltre 2 milioni di utenti raggiunti tramite Facebook. Un fenomeno che, mediante gli strumenti di condivisione tipici delle piattaforme social, ha ingaggiato l'attenzione anche dei vertici istituzionali: Virginia Raggi, infatti, ha invitato Francesco Totti a discutere della questione in Campidoglio. "Non ho i titoli per andare a parlare con nessuno - ha aggiunto Spalletti dalla sala stampa - sento soltanto la necessità di fare bene il mio ruolo. Abbiamo una società con dirigenti forti, che vogliono assicurare un futuro importante alla Roma e alla città. Il dialogo con il Ministro Lotti non è frutto della nostra amicizia: bisogna essere più responsabili nei comportamenti, c'è bisogno di divertirsi allo stadio e l'esigenza di farlo frequentare perché è la volontà del movimento calcio. Quelli che vengono per far casino non debbono assolutamente far parte del mondo del calcio, ma qualsiasi tipo di barriera non è mai sintomo di libertà". Su come replicherebbe ad un eventuale invito da parte del Campidoglio ad esporsi sulla questione, chiude così: "A parlare con il Sindaco ci deve andare il Presidente, il dg e le professionalità competenti al confronto. Io debbo fare soltanto meglio il mio lavoro, perché ci sono margini per farlo".
 
SCUDETTO ADDIO? "ATTACCATI A TUTTO CIO' CHE E' POSSIBILE" - Margini per ulteriori passi falsi, dopo la sconfitta contro la Samp, proprio non ce ne sono. Il rischio di veder passare l'ultimo treno per rimanere in corsa per la lotta-Scudetto, è assai alto dopo i tre punti conquistati dalla squadra di Allegri nel posticipo contro l'Inter: "Dobbiamo rimanere attaccati a tutto ciò che è possibile, è copiando loro che si trovano nuovi stimoli per fare meglio. Dobbiamo continuare a credere che sia possibile ancora tutto e lavorare pensando questo sempre". I richiami verbali di Spalletti all'attenzione massima per la sfida contro la Fiorentina, sono mirati ad evitare un risultato analogo al match d'andata: "In quella gara ci furono episodi che potevamo sfruttare meglio. Dobbiamo dare più importanza a ciò che dipende da noi: la squadra è maturata, cresciuta e ha possibilità di miglioramento. Dobbiamo essere bravi a mettere qualcosa in più sotto l'aspetto della velocità offensiva, mantenendo alta l'attenzione alla solidità difensiva. Non stiamo attraversando un brutto momento - conclude il mister - non ci sono state prestazioni eccezionali nelle ultime uscite ma stiamo abbastanza bene". Non ci sarà Perotti, in dubbio Vermaelen per un problema alla mano. Queste le uniche defezioni dell'organico, su cui Spalletti garantisce per quanto concerne la condizione atletica: "Non sono preoccupato, quelli del Cesena andavano fortissimo". Preoccupazioni, invece, per lo stato in cui verserà il manto erboso dell'Olimpico dopo l'evento rugbistico andato in scena nel pomeriggio di domenica: "Abbiamo incontrato la disponibilità del Coni per riuscire a sistemare il campo nelle zolle più colpite. Bisogna tutelare lo spettacolo, vista la passione e i numeri che muove il calcio, e l'addizione degli eventi non è il massimo. Sono convinto - conclude l'allenatore - che il confronto sarà godibile lo stesso, e che le squadre troveranno strade diverse per far apprezzare il gioco e le performance individuali". 
 
"RINNOVO? BISOGNA MERITARSELO" - Ritroverà, da avversari, due giocatori - come Borja Valero e Badelj - che avevano animato le sue richieste per il mercato nella passata sessione di trasferimenti estiva: "Sono contento dei calciatori che ho, non ho rimpianti. Sono due centrocampisti forti, ma ne ho altrettanti nel loro ruolo. La Fiorentina è una squadra forte, con giovani di prospettiva e un gioco riconoscibile. Stanno molto bene - dice Spalletti analizzando il momento dei viola - e sono stati bravissimi ad organizzarsi, ritrovando qualche pedina fondamentale e una buona condizione. Sarà una gara veramente equilibrata e difficile". Difficile come le possibilità che, da qui fino a fine stagione, l'allenatore della Roma possa ancora entrare in argomento 'rinnovo di contratto' esprimendosi sulle sue intenzioni. "I contratti bisogna meritarseli con i risultati, non cambia niente rispetto a quanto ho sempre dichiarato. Bisogna vincere, cercare di arrivare primi in tutte le competizioni che possiamo giocarci. Poi si valuteranno le vittorie, gli elementi di crescita e la soddisfazione reciproca. Alla fine si tireranno le somme".
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