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Roma, che derby per Spalletti: "Possiamo accedere al paradiso..."

Luciano Spalletti con Simone Inzaghi (agf)
La partita con la Lazio si intreccia con la sfida scudetto e Champions. Il pareggio della Juventus a Bergamo ha alterato le prospettive della Roma, o forse le sue aspettative: da che parte guardare? Al Napoli che insegue o alla Juve che precede?
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ROMA -  Mentre con una mano scorre la classifica, con l'altra consulta il calendario, chiedendosi cosa fare. Il pareggio della Juventus a Bergamo ha alterato le prospettive della Roma, o forse le sue aspettative: da che parte guardare? Al Napoli che insegue o alla Juve che precede? Da qui alla fine, cinque giornate in mezzo al guado. E lo spartiacque è il derby: perdendolo servirà guardarsi le spalle. Ma vincerlo vuol dire regalarsi un'illusione. Curioso che il modello a cui ispirarsi sia la rivale storica: la Lazio nel 2000 riuscì a recuperare alla Juventus 9 punti in 8 giornate vincendo proprio il derby e lo scontro diretto. Le partite schedulate nelle prossime settimane possono offrire un grandissimo assist ai giallorossi, che dopo la Lazio andranno a San Siro in casa del Milan e poi ospiteranno la Juventus all'Olimpico. Una gara che potrebbe ancora avere un senso in ottica scudetto soprattutto se i bianconeri non battessero tra una settimana il Torino nella stracittadina. Alla fine la Roma potrebbe ritrovarsi lontana un punto soltanto. E paradossalmente la beffa sarebbe quasi peggiore. Ma proprio la storia di quel campionato vinto dalla Lazio insegna che tenersi a distanza minima lascia aperta la porta a finali inimmaginabili. Anche perché per la Juventus quelle da qui alla fine saranno settimane intensissime: il derby torinese s'incastra tre giorni prima e tre dopo le due semifinali contro il Monaco, che toglieranno energie fisiche e mentali alla squadra di Allegri. Altri tre giorni dopo la gara di ritorno, il viaggio all'Olimpico con la Roma, e se dovesse aver raggiunto la finale di Champions avrà poi a metà settimana l'altra finale, quella di Coppa Italia con la Lazio. Un imbuto che potrebbe contribuire a dar voce a quella vocina interna che alla Roma sussurra: "Non è ancora finita". Prima però bisgona battere la Lazio. 
 
"SECONDO POSTO? ABBIAMO LA CHIAVE PER ACCEDERE IN PARADISO" - Non si sa se quello di domenica alle 12.30 sarà l'ultimo scontro in campo con la Lazio per Francesco Totti, Spalletti comunque dribbla ogni forma di previsione: "Non ho chiesto niente né a lui, né alla società. Spero non sia così se dovesse avere ancora l'intenzione di continuare ma sono certo che per quello che rappresenta continuerebbe ad essere coinvolto emotivamente da questa partita, a prescindere dalla situazione e del luogo del mondo in cui si dovesse trovare". Dribbla anche la domanda sul suo, di futuro: "Abbiamo la chiave per il secondo posto, ora arriviamo in fondo perché è l'unica soluzione giusta: abbiamo tutte le possibilità - dice Spalletti in conferenza stampa - per poter aprire quella porta che ci darebbe l'accesso al paradiso". Lo scenario, peraltro, si è arricchito dello stimolo di poter recuperare punti anche nei confronti dei primi della classe dopo il pareggio tra Atalanta e Juventus: "Ci siamo fatti un bel mazzo in questo campionato e continueremo a fare il nostrodovere. C'è margine per poter recuperare ancora qualche punto e cercheremo di farlo per vedere di volta in volta quali saranno le distanze".
 
PROIEZIONE 90 PUNTI: "JUVE IMPRENDIBILE, SECONDO POSTO RISULTATO IMPORTANTISSIMO" - La proiezione dei novanta punti a chiusura del campionato è motivo di orgoglio per Luciano Spalletti che specifica come questo possa aprire a nuovi scenari di programmazione: "Novanta punti sarebbero tantissimi, l'anno scorso nel girone di ritorno ne abbiamo fatti 46: se ci fossi stato dall'inizio avrei vinto il campionato, come si dice spesso per Ranieri nella stagione in cui mi ha succeduto. Quella, però - aggiunge il tecnico dalla sala stampa di Trigoria - non era la mia squadra: la mia squadra è quella attuale e riuscire a collezionare una quantità di punti tale è un obiettivo importantissimo. Se riuscissimo a conquistare la seconda posizione sarebbe tanta roba perché la Juventus ha fatto vedere di essere una squadra forte, tosta, imprendibile per certi versi ed arrivare dietro ad un club che lotta per la vittoria della Champions vorrebbe dire aver raccolto un grandissimo risultato per cui andrebbero fatti i complimenti ai calciatori". E per cui potrebbe non valere più la sua presa di posizione più volte ribadita del 'resto se vinco': "Sono molto soddisfatto di quello che è stato il nostro percorso e gli elementi che sono stati messi in evidenza. E' importante quanto impegno abbiamo messo nel difendere la Roma, e abbiamo fatto sempre il massimo a riguardo sebbene ci sia stato qualche rallentamento. La Roma ha costruito dallo scorso anno un cammino da rimarcare ed elogiare, senza mai mollare anche nei momenti di difficoltà, andando anzi a trovare sempre nuovi soluzioni per riproporsi come squadre di rango quale è".
 
'EMOZIONE' DERBY: "MEGLIO LE SFIDE IN NOTTURNA"
- Nessuna distrazione neanche dall'arrivo del nuovo ds Monchi in una settimana così decisiva per le sorti future della Roma: "In questo momento siamo molto attenti al finale del campionato e all'importanza di difendere questo posizionamento. Ci siamo conosciuti, è una bella persona e un bel professionista che saprà collaborare con un altro serio dirigente come Massara. Diventa fondamentale arrivare secondi e quindi niente può disturbare la nostra attenzione all'obiettivo, in questo momento: le gare che restano possono determinare molto e vogliamo soltanto finire al meglio questo campionato". Tutte le emozioni, quindi, sono rivolte al derby: il 27esimo per Daniele De Rossi, tornato a disposizione dopo alcuni distrubi alla caviglia, con la voglia di incidere nel derby dopo aver saltato le due sfide di Coppa Italia. Un'emozione particolare, come quella che ammette di vivere Spalletti ogni qual volta approccia a questo tipo di match: "Sono state molte le emozioni in passato, e sono molte anche ad oggi: il derby è una gara che fornisce grandi emozioni ed è bello giocarlo e viverlo. A me piace emozionarmi e ho a che fare con una squadra che la vive alla stessa maniera: è chiaro che questo tipo di partite meriterebbero la ribalta delle grandi luci, di un teatro con i migliori contorni possibili. Le sfide in notturna hanno un fascino differente, e in base alle temperature in campo potrebbe esserne condizionato lo spettacolo. Anche io avrei preferito giocare in notturna ma non avremo alcun disturbo nel scendere in campo alle 12.30: ci faremo trovare pronti".  
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