ROMA - Poco brillante ma concreta. La Roma che si impone 2-0 a San Siro contro il Milan lo fa mandando un chiaro segnale al campionato. La squadra di Di Francesco è una seria candidata per la corsa alla Champions e non solo per i punti in classifica, che ora comincia a sorridere visto che il recupero con la Samp può portare i giallorossi ad una lunghezza dalla Juve, ma anche perché dimostra di aver imparato a vincere come le grandi. Quelle che non cercano lo spettacolo a tutti i costi, ma sanno soffrire, tenere botta e, al momento giusto, sferrare il colpo del ko. Un po' come ha imparato a fare il Napoli con cui la Roma si misurerà dopo la sosta, in una gara che dirà molto sulle ambizioni di questa squadra che nel frattempo ha tutto il diritto di sorridere per almeno tre ragioni.
GUARDA I GOL DI MILAN-ROMA
I NUMERI - La prima è rappresentata dai numeri. Quelli non mentono mai e dicono che la Roma in 8 partite tra campionato e Champions League ha portato a casa 6 vittorie, un pareggio (Atletico) e una sconfitta (Inter), in cui peraltro ha giocato il miglior calcio stagionale. Quanto ai gol? 16 realizzati e 5 subiti, di cui 3 nel blackout con l'Inter e 2 ininfluenti ai fini del risultato con Udinese e Qarabag. In ben cinque occasioni Alisson ha chiuso in 'clean sheet': mica male per una difesa che a inizio anno era considerata l'anello debole con "Fazio che era inadatto per giocare a 4" e "Juan Jesus un bollito" e che ora è invece una certezza assoluta.
DZE-GOL - Proprio come lo sono i gol di Edin Dzeko. Il bosniaco sotto porta è una sentenza: 7 reti in 6 partite, meglio di Mertens (che ha messo a segno le stesse reti ma con una gara in più e 3 rigori), Icardi (6 gol di cui 3 dal dischetto), Belotti e Higuain (entrambi a quota 3 in 7 presenze). Allargando però l'orizzonte scopriamo che i numeri di questo ragazzone di cui si è detto e scritto tanto, forse troppo (lento, impacciato, sciupone e addirittura che gli servono 20 palle per buttarne dentro una), sono impressionati: 23 gol nelle ultime 23 partite di A impreziositi da 8 assist. A dimostrazione che Edin lavora anche, e soprattutto per la squadra, come ieri quando ha dato il là all'azione che ha portato al gol di Florenzi.
MATURITA' - E poi c'è l'aspetto mentale che è forse l'elemento che salta più all'occhio di questa Roma. Una squadra che ha imparato a non avere fretta, a non gettarsi avanti in maniera sconclusionata, che ha equilibrio nelle due fasi oltre al giusto cinismo quando è il momento di colpire. E lo sa fare con qualsiasi interprete. Il turnover ragionato di Di Francesco permette di coinvolgere tutti - Gerson compreso che lo scorso anno sembrava essersi perso dopo il lancio (forse affrettato?) allo Juventus Stadium - e dimostra profondità e qualità della rosa, necessarie in una stagione piena di impegni. Ultimo plauso a Lorenzo Pellegrini: entra febbricitante con personalità, detta i tempi di gioco e verticalizza come se non ci fosse un domani. Sicuri abbia solo 21 anni?
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I NUMERI - La prima è rappresentata dai numeri. Quelli non mentono mai e dicono che la Roma in 8 partite tra campionato e Champions League ha portato a casa 6 vittorie, un pareggio (Atletico) e una sconfitta (Inter), in cui peraltro ha giocato il miglior calcio stagionale. Quanto ai gol? 16 realizzati e 5 subiti, di cui 3 nel blackout con l'Inter e 2 ininfluenti ai fini del risultato con Udinese e Qarabag. In ben cinque occasioni Alisson ha chiuso in 'clean sheet': mica male per una difesa che a inizio anno era considerata l'anello debole con "Fazio che era inadatto per giocare a 4" e "Juan Jesus un bollito" e che ora è invece una certezza assoluta.
DZE-GOL - Proprio come lo sono i gol di Edin Dzeko. Il bosniaco sotto porta è una sentenza: 7 reti in 6 partite, meglio di Mertens (che ha messo a segno le stesse reti ma con una gara in più e 3 rigori), Icardi (6 gol di cui 3 dal dischetto), Belotti e Higuain (entrambi a quota 3 in 7 presenze). Allargando però l'orizzonte scopriamo che i numeri di questo ragazzone di cui si è detto e scritto tanto, forse troppo (lento, impacciato, sciupone e addirittura che gli servono 20 palle per buttarne dentro una), sono impressionati: 23 gol nelle ultime 23 partite di A impreziositi da 8 assist. A dimostrazione che Edin lavora anche, e soprattutto per la squadra, come ieri quando ha dato il là all'azione che ha portato al gol di Florenzi.
MATURITA' - E poi c'è l'aspetto mentale che è forse l'elemento che salta più all'occhio di questa Roma. Una squadra che ha imparato a non avere fretta, a non gettarsi avanti in maniera sconclusionata, che ha equilibrio nelle due fasi oltre al giusto cinismo quando è il momento di colpire. E lo sa fare con qualsiasi interprete. Il turnover ragionato di Di Francesco permette di coinvolgere tutti - Gerson compreso che lo scorso anno sembrava essersi perso dopo il lancio (forse affrettato?) allo Juventus Stadium - e dimostra profondità e qualità della rosa, necessarie in una stagione piena di impegni. Ultimo plauso a Lorenzo Pellegrini: entra febbricitante con personalità, detta i tempi di gioco e verticalizza come se non ci fosse un domani. Sicuri abbia solo 21 anni?