ROMA - Lo va dicendo da giorni ("dobbiamo essere cauti") perché ben cosapevole che a Roma "c'è bisogno di pompieri più che di incendiari". Così, Eusebio Di Francesco anche alla vigilia del Chievo che presenta come "gara complicatissima in cui bisognerà dare una risposta importante", prova a mantenere alta la concentrazione ("dobbiamo ancora migliorare") perché cosciente che dopo la sbornia Champions il rischio caduta può essere elevato. Per questo, per tenere tutti sul pezzo, dice di non voler svelare la formazione ("la tengo segreta fino a domani, voglio che tutti si sentano importanti") anche se poi qualcosa si lascia sfuggire: "Schick può giocare dal primo minuto, ma devo decidere in che ruolo. E Bruno Peres di sicuro ci sarà". Sono infatti, il ceco e il brasiliano, per ora, gli unici certi del posto insieme a Gonalons che sostituirà De Rossi, ancora squalificato. Sul big match tra Juventus e Inter di stasera, Di Francesco ammette di "sperare di un pari" mentre sullo scudetto, al solito, preferisce non sbilanciarsi: "Tutti hanno il desiderio di vincere, però ritengo sia ancora presto. Siamo dietro e stiamo rincorrendo. L'anno scorso la Roma ha rincorso tanto ma non ha vinto nulla". A buon intenditor...
Di Francesco, Monchi ha detto che commenterà il girone di Champions solo dopo il Chievo. Lei che valore dà a questa partita?
"Dopo la qualificazione in Champions abbiamo questa partita molto delicata in cui dobbiamo cercare di portare a casa i tre punti. Si tratta di una trasferta difficile perché il Chievo è una squadra ostica sotto tutti i punti di vista, e ne sa qualcosa il Napoli... Mi aspetto quindi una partita difficilissima dove noi dovremmo dare una risposta importante e ritornare a vincere fuori casa dopo il pareggio col Genoa: non è una tappa definitiva per le sorti del campionato, però dopo una grande Champions ci vuole una ottima gara per confermare quanto di buono fatto finora".
La partita di Champions può influire sulle sue scelte di formazione?
"Per questa gara la formazione la tengo riservata, voglio che i miei siano tutti sul pezzo. Non dobbiamo abbassare la guardia, devono sentirsi tutti titolari".
Dzeko e Kolarov possono riposare?
"Vedremo, potrebbero giocare. Abbiamo giocato martedì e 5 giorni ti permettono di recuperare. Gli unici che devo valutare sono Perotti e Florenzi che non si sono allenati come gli altri".
Come sta Schick?
"E' pronto per giocare dal primo minuto. Sto valutando la possibilità di farlo entrare dall'inizio anche se devo decidere in che ruolo".
Pallotta ha espresso tutta la sua felicità per lo stadio. Secondo lei, a che livello può ambire la Roma?
"Il fatto di essere competittivi a livello strutturale è la base per diventare una squadra importante. Condivido le parole del presidente Pallotta: per diventare una società e una squadra forte si deve partire dalle infrastrutture. Noi dobbiamo ancora dimostrare tanto, siamo in crescita, abbiamo fatto buoni risultati, ma dobbiamo aspettare per un giudizio definitivo e intanto dobbiamo dare continuità a quello che stiamo facendo".
Monchi ha parlato del vostro primo incontro: come ha fatto a conquistarlo?
"Credo che lui cercasse un allenatore che avesse un metodo, non uno che ne dice tante e poi ne fa poche. Io sono molto chiaro e diretto in quello che faccio. Sono stato me stesso cercando di trasmettere la mia filosofia e il mio metodo di lavoro".
Quanto ha influito la crescita internazionale della Roma nei rinnovi?
"Tanti giocatori hanno ambito e ambiranno a venire alla Roma. I rinnovi non mi meravigliano, quelli che hanno rinnovato sono giocatori integrati nel progetto che vogliono portare a casa un risultato importante. Sono cose di cui non parlo mai, io cerco di lavorare con loro al di là del contratto. Con Monchi c'è grande chiarezza: non faccio formazioni in base al contratto".
Lei è sempre molto cauto, non parla mai di scudetto. Allegri invece, parla della Roma in ogni occasione. Chi di voi due bleffa?
"Allegri può parlare benissimo, negli ultimi anni ha vinto tantissimo, cosa che non mi ricordo sia capitata qui a Roma. Quindi se non sono cauto io chi lo deve essere? Tutti hanno il desiderio di vincere, di portare a casa qualcosa di importante, però ritengo sia ancora presto, dobbiamo migliorare sotto tanti aspetti. Se fossimo primi come l'Inter potremmo anche parlare in maniera differente, ma siamo dietro e stiamo rincorrendo. L'anno scorso la Roma ha rincorso tanto facendo un campionato strepitoso però alla fine non ha vinto niente. Per questo sono cauto perché mi rendo conto che questo ambiente ha bisogno di pompieri e non di incendiari. Noi dobbiamo infiammare la gente con le prestazioni e con la voglia di voler sempre vincere tutte le partite".
Nelle 2 esperienze in Champions prima di lei la Roma ha raccolto 11 punti in 2 gironi. Con lei 11 punti in una volta sola: cosa è cambiato?
"Io non giudico il passato, però mi fa piacere che i numeri siano dalla nostra parte, abbiamo fatto qualcosa di importante, ma non è finita qui, non ci dobbiamo accontentare e chiunque sarà l'avversario agli ottavi dovremo essere bravi e avere l'ambizione di fare grandi cose"
Per chi farà il tifo tra Juventus ed Inter?
"Quando ci sono questi scontri diretti io spero sempre in un pareggio, anche se la Juventus in casa è una squadra difficilissima da affrontare, ma è pur vero che l'Inter sta facendo bene. Sarà una bellissima partita da goderci in tv".
Emerson Palmieri è pronto per giocare dal primo minuto?
"E' in crescita e si sta allenando bene. Entro una settimana lo vedrete titolare".
Domani sarà la gara di Bruno Peres?
"Sì, con ogni probabilità giocherà dall'inizio".
Di Francesco, Monchi ha detto che commenterà il girone di Champions solo dopo il Chievo. Lei che valore dà a questa partita?
"Dopo la qualificazione in Champions abbiamo questa partita molto delicata in cui dobbiamo cercare di portare a casa i tre punti. Si tratta di una trasferta difficile perché il Chievo è una squadra ostica sotto tutti i punti di vista, e ne sa qualcosa il Napoli... Mi aspetto quindi una partita difficilissima dove noi dovremmo dare una risposta importante e ritornare a vincere fuori casa dopo il pareggio col Genoa: non è una tappa definitiva per le sorti del campionato, però dopo una grande Champions ci vuole una ottima gara per confermare quanto di buono fatto finora".
La partita di Champions può influire sulle sue scelte di formazione?
"Per questa gara la formazione la tengo riservata, voglio che i miei siano tutti sul pezzo. Non dobbiamo abbassare la guardia, devono sentirsi tutti titolari".
Dzeko e Kolarov possono riposare?
"Vedremo, potrebbero giocare. Abbiamo giocato martedì e 5 giorni ti permettono di recuperare. Gli unici che devo valutare sono Perotti e Florenzi che non si sono allenati come gli altri".
Come sta Schick?
"E' pronto per giocare dal primo minuto. Sto valutando la possibilità di farlo entrare dall'inizio anche se devo decidere in che ruolo".
Pallotta ha espresso tutta la sua felicità per lo stadio. Secondo lei, a che livello può ambire la Roma?
"Il fatto di essere competittivi a livello strutturale è la base per diventare una squadra importante. Condivido le parole del presidente Pallotta: per diventare una società e una squadra forte si deve partire dalle infrastrutture. Noi dobbiamo ancora dimostrare tanto, siamo in crescita, abbiamo fatto buoni risultati, ma dobbiamo aspettare per un giudizio definitivo e intanto dobbiamo dare continuità a quello che stiamo facendo".
Monchi ha parlato del vostro primo incontro: come ha fatto a conquistarlo?
"Credo che lui cercasse un allenatore che avesse un metodo, non uno che ne dice tante e poi ne fa poche. Io sono molto chiaro e diretto in quello che faccio. Sono stato me stesso cercando di trasmettere la mia filosofia e il mio metodo di lavoro".
Quanto ha influito la crescita internazionale della Roma nei rinnovi?
"Tanti giocatori hanno ambito e ambiranno a venire alla Roma. I rinnovi non mi meravigliano, quelli che hanno rinnovato sono giocatori integrati nel progetto che vogliono portare a casa un risultato importante. Sono cose di cui non parlo mai, io cerco di lavorare con loro al di là del contratto. Con Monchi c'è grande chiarezza: non faccio formazioni in base al contratto".
Lei è sempre molto cauto, non parla mai di scudetto. Allegri invece, parla della Roma in ogni occasione. Chi di voi due bleffa?
"Allegri può parlare benissimo, negli ultimi anni ha vinto tantissimo, cosa che non mi ricordo sia capitata qui a Roma. Quindi se non sono cauto io chi lo deve essere? Tutti hanno il desiderio di vincere, di portare a casa qualcosa di importante, però ritengo sia ancora presto, dobbiamo migliorare sotto tanti aspetti. Se fossimo primi come l'Inter potremmo anche parlare in maniera differente, ma siamo dietro e stiamo rincorrendo. L'anno scorso la Roma ha rincorso tanto facendo un campionato strepitoso però alla fine non ha vinto niente. Per questo sono cauto perché mi rendo conto che questo ambiente ha bisogno di pompieri e non di incendiari. Noi dobbiamo infiammare la gente con le prestazioni e con la voglia di voler sempre vincere tutte le partite".
Nelle 2 esperienze in Champions prima di lei la Roma ha raccolto 11 punti in 2 gironi. Con lei 11 punti in una volta sola: cosa è cambiato?
"Io non giudico il passato, però mi fa piacere che i numeri siano dalla nostra parte, abbiamo fatto qualcosa di importante, ma non è finita qui, non ci dobbiamo accontentare e chiunque sarà l'avversario agli ottavi dovremo essere bravi e avere l'ambizione di fare grandi cose"
Per chi farà il tifo tra Juventus ed Inter?
"Quando ci sono questi scontri diretti io spero sempre in un pareggio, anche se la Juventus in casa è una squadra difficilissima da affrontare, ma è pur vero che l'Inter sta facendo bene. Sarà una bellissima partita da goderci in tv".
Emerson Palmieri è pronto per giocare dal primo minuto?
"E' in crescita e si sta allenando bene. Entro una settimana lo vedrete titolare".
Domani sarà la gara di Bruno Peres?
"Sì, con ogni probabilità giocherà dall'inizio".