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Roma, Di Francesco: "Non andremo a Torino in gita. Scudetto? Si può vincere anche qui"

Eusebio Di Francesco (lapresse)
Il tecnico giallorosso parla alla vigilia della sfida con la Juventus: "Per noi deve essere un esempio su come si diventa grandi. Voglio cambiare la mentalità e i giudizi prematuri. Da giocatore potevo scegliere i bianconeri ma scelsi Roma"
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ROMA - "Da calciatore ho avuto la possibilità di andare alla Juventus ma non andai perché ero convinto che si poteva vincere anche a Roma. Qui può essere tutto magnifico: c'è il sole ma si può anche vincere...". La Juventus evoca ricordi dolci ad Eusebio Di Francesco ("spero domani di rivivere le stesse gioie che ho provato nell'anno dello scudetto quando segnò Nakata"), che da Torino nel 2-2 del 6 maggio 2001, da calciatore della Roma, si portò via una fetta di tricolore. Quella di domani però è un'altra storia o, forse, solo un altro capitolo dell'infinita rivalità: "Non andremo a Torino in gita - avverte Di Francesco in conferenza stampa alla vigilia - E' una partita importantissima e vogliamo fare un risultato positivo". Detto che Dzeko dovrebbe partire titolare ("non segna da tre gare? Magari li farà tutti insieme"), il tecnico non scioglie le riserve su Schick (che comunque dovrebbe accomodarsi in panchina), ma dice apertamente di "voler cambiare la mentalità perché la Juventus deve essere un esempio da seguire per poter diventare grandi".
Di Francesco, allo Stadium la Roma non ha mai ottenuto un punto, come si prepara partita così?
"E' una gara fondamentale ma non decisiva. E' importante dal punto di vista psicologico e mentale, dobbiamo cercare il risultato positivo su un campo non facile ma senza cambiare l'identità che abbiamo acquisito. Non andiamo a Torino con l'obiettivo di regalare qualcosa agli altri o a fare una gita. I risultati purtroppo determinano tanti discorsi, come successo in Coppa Italia, spostano i giudizi ma un risultato positivo domani ridarebbe grande forza ed entusiasmo all'interno della squadra, sarebbe una risposta importante per tutto il gruppo".
Allegri ha detto che la Roma è l'antagonista piu pericolosa per lo scudetto...
"Lo ringrazio ma lui sa benissimo come si vince. Allegri è un grandissimo allenatore sotto tutti i punti di vista. Ha parlato dei numeri legati ad Alisson e alla nostra difesa, che sono numeri importanti, e mi auguro di poterli confermare anche domani".
Chi teme di piu della Juventus?
"La Juve ha tanti giocatori importanti: Higuain è letale, Dybala è un fuoriclasse, Mandzukic con le sue caratteristiche fisiche rovina la squadra che va a difendere".
Come stanno Dzeko e Schick?
"Dzeko sta vivendo questo momento con serenità e voglia di tornare a fare gol.  Ma prima di tutto vuole aiutare la squadra a vincere. Magari li segna tutti in una volta sola... Sono convinto che la sfida Dzeko-Higuain può essere determinante per il risultato finale. Schick invece, sta crescendo di condizione e il fatto che abbia fatto gol aiuta. Se gioca domani però non ve lo dico. Ha fatto 10 partite nella Samp e qualche gol ma deve ancora dimostrare il suo talento; sento la Juve che dice che Dybala deve ancora maturare e voi mi parlate di Schick come di un giocatore arrivato. Si deve capire la mentalità differente da un posto ad un altro, lasciatelo crescere, vi dico che ha talento ma facciamolo maturare".

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Dopo il derby la Roma ha perso 2 partite e ne ha pareggiate 2. Cosa è successo a livello di brillantezza?
"Questa squadra è in crescita dal punto di vista fisico ma se le prestazioni sono giudicate in base ai risultati avete ragione voi. Non conta la quantità ma la qualità della corsa. Noi siamo mancati sotto porta, ma il Torino non ci ha certo massacrato. Siamo stati ingenui sui calci d'angolo ma credo che abbiamo fatto meglio con il Toro che con il Cagliari in campionato. Ora dobbiamo riprendere il cammino e farlo sul campo, non con le chiacchiere".
Ci dovesse essere un rigore chi lo tira?
"Lo tira De Rossi (ride, ndr.). Il rigorista è sempre deciso prima, col Torino non era né Dzeko né Perotti perché non erano titolari. Edin si sentiva di tirarlo e l'ha fatto. Domani lo sceglierò io. Ma non voglio dare vantaggi a chi sarà in porta (Szeczesny, ndr.) che già conosce molto bene i calciatori della Roma".
Senza la Coppa Italia, la gara di domani acquista un altro valore?
"Mercoledì siamo scesi in campo per cercare di portare a casa la competizione. Detto questo, purtroppo analizzare una partita del genere è difficile. Siamo stati ingenui, abbiamo avuto poca concretezza sotto porta. Adesso abbiamo altri 2 obiettivi che sono quelli di arrivare più in alto possibile in campionato e andare ancora più avanti in Champions. Non passiamo in un attimo dalle stelle alle stalle... Siamo qui per ottenere il massimo".
Lei ha vissuto questa gara anche da giocatore: che partita è per lei Juventus-Roma?
"E' sempre stata una gara ostica, difficile. Anche quella che ci ha consegnato lo scudetto (il 2-2 del 6 maggio 2001). La Roma non vince a Torino da 7 partite: è una gara che vivo con grande tensione. Mi auguro domani di rivivere le stesse gioie che ho provato nell'anno dello scudetto quando segnò Nakata".
C'è la sensazione che per vincere bisogna andare altrove e, se sì, quanto influisce sul rendimento dei giocatori?
"Da giocatore avevo la possibilità di andare a giocare nella Juventus, ma scelsi la Roma. Per me è bellissimo riuscire ad ottenere qualcosa di importante qui. Mi piacerebbe cambiare la mentalità nei giudizi prematuri e rendere ancora più solido l'ambiente, spesso facilmente attaccabile per i propri errori. La Juve deve essere per noi un esempio per poter diventare grandi ma è tanto bello farlo qui, dove c'è il sole e un pubblico magnifico".
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