Sport

Roma, un altro mercato senza ds: ma i risultati fanno sperare

I giocatori della Roma festeggiano dopo un gol (agf)
Pinto ha confermato nuovamente che non potrà liberarsi dal Benfica prima di gennaio: le mosse saranno pianificate dal ceo Fienga con i Friedkin, come fu per Smalling, Kumbulla e gli altri: una strategia che ha funzionato. E addio alle cessioni rumorose
2 minuti di lettura
ROMA - La brutta notizia è che, con ogni probabilità, il prossimo per la Roma sarà un altro mercato senza direttore sportivo. Quella buona è che, a guardare i risultati, il primo non è che sia andato poi così male. Anzi.

Un altro mercato senza ds

Nelle ultime ore, dopo l'annuncio ufficiale, la Roma aveva provato a convincere Tiago Pinto, il dirigente scelto come responsabile dell'area sportiva, a lasciare il Benfica subito per anticipare il suo arrivo a Roma. Niente da fare: il portoghese ha confermato che non riuscirà ad essere a Roma prima del 2 gennaio, ossia due giorni prima del via ufficiale al mercato. Certo, le pianificazioni a distanza sono già in corso, ma Pinto è ancora operativo a Lisbona e quindi fino a capodanno non potrà lavorare pienamente per la Roma, e gli ci vorrà inevitabilmente del tempo prima di poter incidere in maniera profonda: l'obiettivo è la prossima estate, proseguendo a gennaio nel solco degli ultimi mesi.

Le scelte passano per i Friedkin

Nessuno però se ne preoccupa: l'esperienza di settembre ha insegnato che si possono fare cose buone, persino molto buone, anche senza un direttore sportivo di ruolo. La strategia della Roma resterà in fondo simile: pianificare le singole mosse in team, valutando opportunità e costi. Così è stato per Smalling: per il via libera è servito convincere i Friedkin che il suo acquisto non avrebbe portato soltanto un 31enne dal rendimento assicurato, ma che avrebbe permesso di migliorare anche gli altri singoli, soprattutto i giovanissimi Ibanez e Kumbulla. Discorso identico per Pedro, scelto prima ancora che per la qualità tecnica, per il carisma.

Addio al trading

In assoluto, l'ultima campagna ha pagato: con meno di 40 milioni la Roma si è aggiudicata Kumbulla (da solo metà dell'esborso totale), Smalling, Pedro, Mkhitaryan e Mayoral (in prestito). Giocatori che stanno rispondendo alla grande diventando elementi chiave di una squadra che, senza il pasticcio del caso-Diawara sarebbe seconda a 2 punti dal Milan primo. Per questo, a gennaio non c'è da aspettarsi rivoluzioni, ma solo la stabilizzazione dell'organico. Niente addii rumorosi - i Friedkin non amano affatto il trading compulsivo dei calciatori - semmai sarà l'occasione per completare ciò che non è stato possibile fare in "estate", in entrata e in uscita.

Le ambizioni di Fonseca

Anche perché la Roma sta iniziando a far la bocca a qualcosa più di un campionato tra le prime quattro. Fonseca si è accorto che forse i suoi dubbi sul mercato incompleto fossero esagerati. Lui continua a desiderare un attaccante esterno, e l'idea di riportare a Trigoria El Shaarawy non l'ha abbandonata nessuno. Tanti però sono convinti che appena guarirà dal Covid il Primavera Zalewski possa integrare in quel ruolo l'undici di Fonseca: addirittura Ryan Friedkin ne è un sostenitore. Se poi la coppia Fienga-Pinto, dal 2 gennaio al 1 febbraio riuscirà a trovare una squadra a Fazio, Juan Jesus o addirittura Pastore, ci sarà solo da stringergli la mano.
I commenti dei lettori