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Roma, il mercato secondo Pinto: "Zaniolo? Potevamo fare più soldi"

Roma, il mercato secondo Pinto: "Zaniolo? Potevamo fare più soldi"
(agf)
Il general manager della Roma: "Se avesse accettato il Bournemouth avremmo preso un sostituto. Ziyech? Era uno dei nomi. 
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ROMA - Non sperate siano le ultime parole sulla vicenda: mancano ancora quelle del diretto interessato. Ma un punto sull'addio di Nicolò Zaniolo alla Roma ha iniziato a metterlo chi la Roma la rappresenta. Almeno sul mercato. Tiago Pinto, general manager della Roma, appare però più dimesso del solito: "Non sono soddisfatto del mercato, la squadra non è diventata più forte". Difficile possa esserlo visto che sulla bilancia di acquisti non proprio sconvolgenti (l'attaccante esterno Solbakken e il difensore Llorente) la Roma ha salutato Zaniolo, venduto al Galatasaray. Le cifre? Intorno alla metà della valutazione fatta al 31 gennaio: 15 milioni, più 4 milioni di bonus (ma quanti ne entreranno?) e l'opzione su due ragazzi del Galatasaray, Yusuf Demir e Efe Akman. Ma di quei 15, il 15% andrà all'Inter. In pratica, Zaniolo è partito per 12,75 milioni più bonus. Meno di quanto speso per comprare Matias Viña.

Se Zaniolo avesse accettato il Bournemouth avremmo preso un sostituto

Pinto, sa, e lo dice, che vendere così un talento come Zaniolo non è un affare: "Non mi nascondo dalle mie responsabilità, potevamo prendere più soldi, e la prova è che una settimana fa avevamo un'offerta più grande. Con tutto quello che è successo siamo arrivati a trovare una situazione che non è male per nessuna delle parti, ma non sono contento". Anche perché il Bournemouth era arrivato a offrire 30 milioni: "Se Zaniolo avesse accettato il Bournemouth sarebbe arrivato un altro giocatore, non dico chi". Non lo dice, ma ipotesi sono state fatte eccome. Il sostituto designato era Tadic, capitano dell'Ajax, meno allettante forse di Ziyech del Chelsea, il nome che avrebbero voluto i tifosi: "Su Ziyech è vero che abbiamo parlato con i suoi procuratori e il Chelsea - ammette Pinto - non è il giocatore di cui ho parlato prima, ma era una delle ipotesi". Così fosse, magari la Roma ci riproverà a giugno, con in mano i soldi della cessione di Zaniolo. Chissà.

"Tra 3-4 anni Roma più solida"

La situazione però non era più reversibile, secondo Pinto. "Se succede che un giocatore amato come lui non vuole più giocare per la Roma è meglio sistemare le cose come abbiamo fatto". Ma "i problemi della Roma non li ha creati Nicolò. Siamo stati un po' delusi dal suo atteggiamento, però poi c'è una pagina che va avanti ed è la Roma, che è più grande di tutto il resto". Però Pinto non può sfuggire da una analisi che lui stesso condivide: la Roma è meno forte, più "corta", meno competitiva, di un mese fa, almeno a livello di organico. E questo è un fatto. Lui ovviamente ricorda che "in Italia non si è fatto nulla a gennaio, è un tema del calcio italiano ed è difficile competere con la Premier League". Ma non può giurare che andrà meglio in futuro: "Non ho dubbi che in 3-4 anni la Roma sarà più solida e avrà un potere diverso, però oggi c'è il Fair play finanziario, che ci impedisce di fare tutto quello che vorremmo. Dobbiamo fare questo percorso e non c'è altro modo. E non è che voglia giustificare il mio lavoro, il Fair play finanziario è una cosa seria al punto che Solbakken è fuori dalla lista Uefa per questi paletti".

"Mourinho? I conti a fine stagione"

Inevitabile, con queste prospettive, chiedersi: avrà futuro il legame tra José Mourinho e la Roma? Solo pochi giorni fa in fondo lo Special One ha ricordato come abbia Pinto non si sbilancia, intanto è "felice che il mister abbia voluto continuare qui, significa che crede nel progetto". Ma la famosa riunione chiesta da José alla società per parlare di futuro Pinto la esclude: "Non è che Mourinho sia un tecnico qualsiasi che ha bisogno di chiedere un incontro. Il rapporto tra di noi si deve discutere in altra sede, pranziamo insieme tutti i giorni. Resta con la Champions? Né io né Mourinho abbiamo bisogno di una pressione extra, sappiamo tutti che sia diverso giocarla e non giocarla. Facciamo i conti a fine stagione, non mi va di dire che al 100% succede una cosa se andiamo in Champions o no, ci sono tante cose da cui può dipendere". Ma che Mourinho resterà di sicuro alla Roma, non può prometterlo nemmeno l'ottimista Pinto. 

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