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Roma distratta: errore sui fuori quota, la Primavera sconfitta 3-0 a tavolino

Roma distratta: errore sui fuori quota, la Primavera sconfitta 3-0 a tavolino

Dopo i precedenti di Verona-Roma e Spezia-Roma della stagione 2020-2021, altra disattenzione del dirigente Gianluca Gombar. Stavolta la sconfitta arriva in una gara della Primavera contro l’Empoli

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La Roma ci ricasca. Per la terza volta in meno di tre anni la società giallorossa si incarta dietro le pieghe dei regolamenti e perde un’altra partita a tavolino. Dopo i precedenti di Verona-Roma e Spezia-Roma della stagione 2020-2021, stavolta a farne le spese è la Primavera di mister Guidi che ha pagato con la sconfitta 3-0 contro l’Empoli un’errata interpretazione del regolamento sui fuori quota da parte dei dirigenti giallorossi. Il Giudice Sportivo ha accolto il ricorso proposto dalla società toscana “per avere consentito l’impiego nella gara in questione di un calciatore che, al momento del suo ingresso in campo, non aveva titolo per prendervi parte".

Il ricorso dell’Empoli

Al fischio finale della gara dello scorso 3 settembre, finita 5-3 per i giallorossi, l’Empoli ha presentato ricorso per il numero eccessivo di fuori quota impiegati contemporaneamente in campo dal club giallorosso. Il nuovo regolamento, rivisto all’inizio di questa stagione consente di schierare “sei calciatori nati nel 2004 più un solo calciatore fuori quota senza limite di età”. Una specifica dalla doppia interpretazione che ha mandato in tilt i dirigenti giallorossi e portato al ricorso (accolto) da parte dell’Empoli.

La confusione sui fuori quota

La Roma infatti era scesa in campo con sei 2004 (Pagano, Pisilli, Keramitsis, Chesti, D’Alessio e Cherubini) inserendo poi 27’ del primo tempo il giovane Vektal (altro 2004, il settimo) al posto di Louakima. Un cambio regolare secondo i club giallorosso che ritiene il settimo calciatore classe 2004 come copertura del posto riservato al fuori quota (non utilizzato). Un’interpretazione non condivisa dal Giudice Sportivo che ha omologato la sconfitta a tavolino per i giallorossi. La Roma sta già preparando il ricorso, non sentendosi colpevole di un errore ma solo di un’errata comprensione di un passaggio del nuovo regolamento.

Questa volta a pagare è stato il dirigente accompagnatore della Primavera Manuel Marzocca, ammonito dal Giudice Sportivo per l’errore al momento del cambio, ma mero esecutore dei dettami dirigenziali di chi deve compilare le liste calciatori per ogni singola partita. E qui vengono a galla le responsabilità di chi dovrebbe vigilare e interpretare (correttamente) le pieghe dei regolamenti federali. All’interno della Roma questo ruolo per anni è stato ricoperto da Vincenzo Vergine, diventato da qualche settimana il nuovo responsabile del settore giovanile del Milan.

Le “colpe” di Gombar

Il suo posto, ufficialmente, è vacante, ma dall’inizio della nuova stagione è formalmente occupato dalla giovane coppia formata da Gianluca Gombar (classe 1992) e Daniele Placido (classe 1986), uomini di fiducia del gm giallorosso Tiago Pinto. Proprio il dirigente trentunenne si era reso protagonista tre anni fa del doppio errore fatale per la Roma “dei grandi”. Il 19 settembre del 2020, nella gara contro il Verona nella distinta presentata all’arbitro tra gli under 22 compare Diawara, che aveva invece festeggiato i 22 anni nel mese di luglio. Anche allora il club scaligero aveva notato l’errore, presentato il ricorso e vinto la partita a tavolino. A prendersi la responsabilità fu il segretario Pantaleo Longo.

I precedenti

Un episodio ripetutosi pochi mesi dopo, il 19 gennaio 2021 durante Roma-Spezia di Coppa Italia, con mister Fonseca che effettua sei sostituzioni complessive nell’arco della partita. Un’evidenza di colpa sottolineata dalle telecamere televisive che per diversi secondi inquadrano Pellegrini e l’allenatore portoghese richiamare l’attenzione dell’allora dirigente accompagnatore Gombar chiedendogli se fosse sicuro della regolarità dei cambi. La non risposta porta all’errore e alla conseguente sconfitta a tavolino. Anche questa volta a prendersi la colpa è un altro dirigente, Manolo Zubiria.

Un errore che a distanza di tre anni si è ripetuto. Al centro delle distrazioni sempre le cosiddette liste, una delle responsabilità più importanti per un dirigente dell’area sportiva. Che a Trigoria, a livello giovanile ha subito un forte scossone dopo l’addio doloroso di Vincenzo Vergine. Consumatosi nelle ultime settimane, ma in fieri dallo scorso giugno. Le ultime riunioni di Lega erano state presenziate da Vergine, ormai in uscita, e la stessa comunicazione ufficiale sul cambio di regolamento dello scorso 11 agosto (con i chiarimenti giunti ad una settimana di distanza) erano stati recepiti dall'ex dirigente e dal suo staff. Un board azzerato nelle ultime settimane e ancora in via di ufficializzazione. Il club giallorosso infatti ha voluto dare una ventata di novità, innalzando a ruoli di grande responsabilità due figure molto giovani e ancora acerbe a livello politico e dirigenziale con la Lega Calcio. Il responsabile del settore giovanile è da inizio stagione Gianluca Gombar che ha iniziato la sua carriera in giallorosso con incarichi amministrativi (dal 2013), passando poi al ruolo di team manager prima della Primavera e poi nel 2017 in prima squadra. Insieme a lui lavorerà Daniele Placido, dal 2022 nello staff di scouting del club giallorosso con un passato da direttore sportivo della Romulea.
 

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