Sport

Sampdoria, Giampaolo e l'esame Roma: ''Giochiamocela a testa alta''

I blucerchiati, imbattuti e a punteggio pieno dopo due giornate, all'Olimpico contro una delle big del campionato: ''Anche io sono curioso di vedere la nostra tenuta. Voglio una prestazione vera, senza rimpianti e senza paura''. Muriel gioca: ''A lui non rinuncio''

2 minuti di lettura
Giampaolo, siete primi in classifica. Per la sua Sampdoria questa sfida all'Olimpico con la Roma è un esame di maturità?
"Lo è sul piano della personalità. La classifica in questo momento non conta, m'interessa l'atteggiamento. Affrontiamo un avversario fortissimo, dobbiamo dimenticare ogni paura, avere un approccio sfrontato. Guai a snaturarci, voglio vedere una squadra che se la gioca e che esce dal campo a testa alta".
Significa che spera addirittura di vincere?
"Di prenderci ciò che ci concederanno. Vedremo quanto sarà. Se la Roma è in giornata, può essere irresistibile. Ma noi dobbiamo applicare i nostri principi, far funzionare i nostri meccanismi, far vedere che siamo una squadra".
Si parla di stress test soprattutto per la difesa, che sinora ha retto e incassato un solo gol in due partite.
"E' uno stress test per il collettivo, Quando siamo andati a Barcellona, in agosto, non m'illudevo di poter vincere l'amichevole, ma speravo di non essere travolto. Siamo stati dentro la partita, abbiamo fatto bella figura. Vorrei che la storia si ripetesse contro i giallorossi. Sono curioso anch'io, come tutti i tifosi, di vedere la nostra tenuta".
Lei è molto amico di Spalletti.
"Ci siamo frequentati spesso, soprattutto nei primi mesi della passata stagione, quando io lavoravo ad Empoli e lui abitava a Certaldo, Sul piano umano è una persona assai gradevole. Come allenatore è un modello da imitare, perché sa cogliere certi dettagli che altri manco vedono. In passato andai una settimana a seguire i suoi allenamenti, fui ammirato. Sono uscito molto arricchito da quella esperienza".
Stavolta però non può fargli sconti.
"Considerando il valore delle due squadre sarà più lui che non deve farne a me. Ma anche la Sampdoria ha una sua qualità e vorrei che davanti ad un grande teatro come l'Olimpico la tirasse fuori".
Muriel giocherà?
"Si è allenato con noi solo oggi, dopo aver disputato due gare con la Colombia nell'altra parte del mondo. Non è al meglio, ma io ad uno con la sua qualità non rinuncio. E' il nostro valore aggiunto, scenderà in campo dal primo minuto. E ci resterà sino a quando ne avrà".
Per il resto lei sembra restio a cambiare la formazione. Soprattutto questa che ha vinto due partite.
"Io credo tanto nel lavoro sul campo e molti nuovi acquisti devono ancora inserirsi nei nostri meccanismi. Sono arrivati dopo, per via del mercato, e poi in queste due ultime settimane sono andati in giro con le loro nazionali. Tutti avranno una chance, a cominciare da Praet. Ma è chiaro che in questo momento preferisco puntare su chi conosco di più".
Per cui niente Dodò, ma Pavlovic. Niente Cigarini, ma Torreira. Niente Bruno Fernandes, ma Barreto. E niente Praet, ma Alvarez.
"Vedremo, l'importante è che in campo ci sia la mia Sampdoria. Una squadra con una sua organizzazione e una sua precisa identità. Il risultato conta, non ha senso dire il contrario, ma voglio soprattutto una prestazione vera. Senza rimpianti e senza paura. Con personalità e spavalderia. Dobbiamo dare tutto e dimostrare che in campo ci siamo anche noi. Benché di fronte ci sia una formazione tritasassi. Che sogna di strappare lo scudetto alla Juventus".
Trecentocinquanta tifosi al seguito.
"Non sarà come a Marassi, dove ci trascinano e ci portano a dare il massimo. Ma non ci lasciano mai soli. E di noi non dovranno mai vergognarsi".
I commenti dei lettori